La nave mercantile Ottimismo naviga lentamente attraverso i mari del mondo, seguendo una rotta di ventisettemila chilometri che parte da Sydney e finisce, quaranta giorni più tardi, a La Spezia. A bordo c'è un solo passeggero, arrivato in Australia seguendo pochi indizi: una manciata di fotografie sbiadite e alcuni documenti ritrovati nel baule del nonno. La terra rossa d'Australia narrata e vissuta dai vagoni dell'Indian-Pacific, il treno che attraversa per quattromilacinquecento chilometri il continente, e poi in auto attraverso Queensland, lungo tremila chilometri di piste nel bush, fino alle fattorie dell'outback. Sulla Grande Barriera, dove vivono le tartarughe giganti, termina il viaggio nel paese meno popolato del mondo, la never-never land, la terra che, una volta vista, nessuno riesce più a dimenticare. Alex Roggero arriva in Australia seguendo pochi indizi ritrovati nel baule del nonno. Scopre che l'Australia di oggi non è molto diversa da quella che il nonno gli raccontava quando era bambino, un'Australia esplorata circa un secolo prima. Giunto a Sydney in aereo, percorre oltre 4500 chilometri a bordo dell'Indian-Pacific, il treno che taglia il continente dall'Oceano Indiano al Pacifico, attraversa il Queensland in auto, 3000 chilometri di strade rosse e bush, fino ad arrivare alle fattorie dell'Outback dove i bambini frequentano la "air-school", la scuola via radio. Arriva infine nel Nord Queensland e ritrova la mitica Nerada, la fattoria del nonno. Sulla barriera dove vivono le tartarughe giganti il viaggio termina nel paese meno popolato del mondo, la Never-Never Land, la terra che, se la vedi, non la dimentichi più.
Non sono mai stata una grande appassionata della narrativa di viaggio. Ma questa volta la meta è lontana e affascinante: inaccettabile farsi cogliere impreparati. Ho deciso di andare in biblioteca a Bologna per vedere cosa mi offriva la sezione viaggi alla voce Australia e il primo libro che ho pescato, a occhi chiusi praticamente, è stato questo. Una bellissima sorpresa, Roggero racconta il suo viaggio senza avere la pretesa che sia il viaggio di tutti. Racconta una bella storia a cavallo tra le generazioni di emigrazione e ritorno, di ricerca delle origini. L'autore si perde nel raccontare di questa terra rossa e selvaggia, del bush e degli animali bizzarri che gli è capitato di incontrare. La scelta di raccontare la storia della sua scoperta dell'Australia in parallelo a quella del suo rientro in Italia come passeggero di una nave mercantile dà la giusta dimensione al racconto con il giusto ritmo. Il contrasto tra il blu dell'Oceano e il rosso del deserto è da mozzare il fiato. Il libro giusto per fomentare un po' quell'impazienza che ci vuole a un mese dalla partenza.
Questo libro ha la pregevole caratteristica di riuscire a combinare in sè tre viaggi in un solo volume. In Australian Cargo, infatti, ci viene narrato 1) il del nostro protagonista nel continente rosso sulle orme del 2) viaggio analogo del nonno italiano emigrante nelle stesse terre e, infine il 3) viaggio di ritorno dall'Australia all'Italia via mare su (appunto) una nave da carico tedesca che fa rotta verso l'Europa. Tre viaggi con tre identità ben distinte. Il viaggio australiano di Roggero è quello che mi ha colpita e affascinata di più: per quanto l'Australia mi spaventi con i suoi pericoli e la sua natura e anima selvaggia, la capacità dell'autore di descriverla e tratteggiarne il fascino mi ha davvero catturata al punto che sono rimasta infastidita dal fatto che il suddetto viaggio dovesse dividersi le esigue pagine di Australian Cargo con gli altri due. Perchè davvero la capacità di questo scrittore mischiata con la bellezza del panorama, del paese e della personalità hanno fatto un gran lavoro. Il passaggio in treno è stato emozionante, il viaggio on the road bellissimo, l’isola stupenda. Mi mancava la Grande Barriera e Sydney, ma il resto è stato speciale. Il viaggio del nonno di Roggero è quello trattato con più superficialità, arriva sempre tramite discorsi con qualcuno e qualche ricordo e narrazione sporadica e scarna (inevitabile, non avendo la persona che l’ha vissuto a narrarlo e quindi privo di particolari se non tecnci). Anche se era lo spunto del viaggio 1 è rimasto freddo e impersonale, poco coinvolgente: il nonno era un grande uomo, ma la penna di Roggero è più brava coi panorami che con i sentimenti. E questo vale anche per altre relazioni di cui ha parlato buttandole un po’ lì. Quello che Roggero ripete a più riprese è che lui è andato in Australia per riprendere un pezzo dell'anima del nonno. Sicuramente Roggero conosceva il nonno molto più di me che lo "ricevo" solo attraverso le sue parole (come detto scarne), ma da come ne parla io questa impressione non l’ho avuta. Non sembra che il nonno avesse questo conto in sospeso: aveva fatto il suo viaggio, aveva vissuto adrenalina, esperienze, una vita piena (che non significa solo alla Salgari, ma anche dura, difficile, piena di asperità, aveva anche fatto la Guerra!), comunque forse non aveva previsto di restare in Italia, ma nonostante ciò quello che è arrivato a me è un uomo che era stato capace di chiudere con serenità quel capitolo in maniera definitiva. Il nonno con la sua vigna, la sua vita, la campagna monferrina e la casa di Altavilla non sembrava (sempre da come ci viene descritto eh! Magari poi la realtà percepita dai suoi cari era diversa e allora è chiaro che i due punti di vista sono diversi per informazioni diverse) ma, dicevo, non sembrava uno per cui il richiamo dell’Australia bussava ancora ogni notte in ogni sogno, non sembrava rimasto “sospeso”. Chi davvero aveva quel conto in sospeso con l'Australia era Roggero stesso che, da ragazzino affascinato dal carisma del parente, aveva eletto il contente rosso, selvatico e diversissimo dall’Italia, a meta di vita, luogo di sogno, destinazione imprescindibile. E non c’è nulla di male. Quello che mi chiedo, e che dal volume non ho capito bene del tutto, è se, al di là della bellezza che certo l’Australia possiede e che ha colpito l’autore che ce l’ha riportata, il paese abbia saputo essere all’altezza del sogno e dell’aspettativa. Per usare le stesse parole dell’autore, se abbia saputo consegnare ad Alex il pezzettino mancante e della sua anima. Gli auguro di sì. Dilunghiamoci ora un attimo sul terzo viaggio, quello via nave. Dilunghiamoci, tanto anche Roggero si è dilungato su di esso più che sugli altri. Se non si fosse notato, questa cosa non mi è andata giù. Leggendo di questo terzo viaggio, che però è quello con cui inizia il libro, con cui finisce e che ci viene propinato a capitoli alterni, ero infastidita dalla poca Australia della tanta Optimism, ma quello che ancora non avevo capito era che era QUESTO il vero viaggio della vita dell’autore, aveva addirittura vinto il premio di sentirsi intitolare il libro. Come si dice: avrei dovuto capirlo Il transito sul cargo tedesco ha colpito, cambiato, maturato Roggero che si è innamorato della nave e dell'esperienza e quando si è innamorati ci si perde ignorando il fatto che di fronte l’interlocutore non sia altrettanto preso e affascinato. Con la Optimism è andata così: non trovavo affascinanti i menu della mensa, certi escamotage di bordo, le pile di container e tutte queste descrizioni di pomeriggi a prendere il sole con gli amici e bere birre e dormire a orari irregolari. Non li ho trovati dissimili da un'adolescenza ordinaria e così più andavo avanti con tutto questo e più mi infastidivo perché i panorami e gli animali australiani mi venivano centellinati (quando non censurati del tutto, alla fine abbiamo visto solo un pezzetto di Australia) in mezzo al cameratismo marinaro, alla descrizione della spazzatura in mare (che purtroppo vedo ogni giorno), alle brutture dei porti moderni, alla tristezza di certi rapporti e, in generale, allo sbando di un sedicenne vissuto tra i trenta e i quaranta. La promozione 3x1 quindi non è stata del tutto vantaggiosa, ma ci tengo a precisare, nonostante le critiche, che per quanto riguarda uno dei tre viaggi, la qualità è stata così alta che ha saputo da solo andare oltre l’insipido e il fastidio e conquistare per propria singola maestria la sufficienza trascinando l’intero volume. Ah se solo quel viaggio avesse avuto più spazio…
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Sulle orme del nonno, emigrante, tornato in Italia per amore, l'autore si reca in Australia per avere esperienza diretta dei racconti sentiti da piccolo..per vedere i paesaggi sconfinati e selvaggi dove ancora la natura regna sovrana.. ..seppur non scritto benissimo, è un racconto gradevole che si legge rapidamente.. ..più interessante e particolare, la narrazione del viaggio di ritorno, vero protagonista del libro, compiuto su una porta container tedesca..toccando prima i porti di Nuova Zelanda e Australia, per poi risalire attraverso il mare di Giava, passando per Singapore, attraversando il canale di Suez, toccando il Pireo fino ad arrivare La Spezia. Paesi visitati con gli occhi del marinaio, attraverso bar scadenti e quartieri malfamati, visti sotto una luce forse diversa, filtrata dal cameratismo instauratosi con i membri dell'equipaggio.. ..un punto di vista diverso..
Piacevolissima sorpresa. Mi ha fatto venire voglia di avventurarmi nell'outback australiano a bordo del treno, mi ha incantato e mi ha commosso un po'. Un racconto di viaggio che è un racconto alla ricerca del filo dei ricordi attraverso gli immensi spazi australiani e oceanici.
Una narrazione piacevole e lineare, una bella scrittura e personaggi resi accattivanti. Un po’ confusionario il racconto, a tratti, con salti avanti ed indietro nel tempo senza molto senso logico; bellissimo il racconto di Singapore e la narrazione del viaggio in nave
Australian Cargo è il racconto di uomo e dei suoi due viaggi. Già, perché questo romanzo non si limita solo a raccontare un viaggio, ma ci intreccia dentro anche il racconto del suo ritorno. Un ritorno particolare, durato 40 giorni su una nave cargo da Sidney a La Spezia, seguendo l’itinerario che tempo prima il nonno del protagonista aveva svolto per rientrare in Italia. Ma i tempi cambiano e Alex Roggero si trova a vivere un’Australia completamente diversa da quella delle storie di suo nonno. Così, i ricordi delle fattorie di un tempo si mescolano a quelli di un viaggio vissuto tra i vagoni dell’Indian-Pacific e le desolate strade del bush, alle vecchie foto sbiadite si aggiungono quelle di un viaggio totalmente nuovo. Un mix di esperienze e sentimenti in cui ciascun viaggiatore di sicuro si immedesimerà. Un racconto umano e geografico davvero interessante.
Invidio al sig. Roggero la possibilità di aver visitato tutti i posti che si era prefissato, di aver visto e conosciuto tutte le persone che ha cercato. Quando io viaggio torno sempre a casa con l'amarezza di non essere riuscita a visitare quel remotissimo angolo di mondo, la cui scoperta avviene di solito il giorno prima della partenza. Lui ha qualcosa che io non ho: il tempo. L'Australia è affascinante per chiunque, penso, viva nell'emisfero nord. Nel ripercorrere i passi del nonno, emigrante piemontese, Alex viaggia su un mercantile che ci mette mesi a riportarlo in italia. Sogno di potermi concedere una tranquillità simile.
I loved this book, even if there are some parts I wouldn't like to live myself. I adored the travel by train through Australia, and the idea of coming back on a cargo, taking your time to leave a wonderful country. Anyway I don't thin I'd be able to spend nights on a log cabin with animals walking on your head and the possibility to have snakes on your own bed O_O Alex Roggero is always a wonderful narrator and he let me know something about a country I din't knew anything.
Con il cargo Ottimismo, lo scrittore decide di ripercorrere il viaggio da Sydney a La Spezia che intraprese suo nonno. Un viaggio visto anche attraverso le terre rosse australiane..il viaggio sull'Indian Pacific attraverso il Nullarbour di 4500 km, e poi sù fino alla Grande Barriera Corallina. Un grande scrittore ma soprattutto un grande viaggiatore. Dedicato a chi come me ama viaggiare....for grat travellers only!!!
Diario di un viaggio effettuato su una nave cargo dall' Australia all' Italia con un percorso molto simile a quello fatto tanti anni prima dal nonno del protagonista tornando in Italia. Ben scritto e molto originale come spunto. Molto belle anche le descrizioni dell' Australia, lontane dagli stereotipi turistici
Mi è piaciuto tantissimo. Descrive meravigliosamente l'aussie way of life e, per me che ci sono stata, è stato un sogno vedere su carta le stesse sensazioni e le stesse emozioni che mi ha lasciato la terra dei canguri. Uno che non c'è stato non capirebbe.
"Penso che 'Terra di Oz' sia l'espressione più bella che si possa utilizzare per dire Australia. Perché, naturalmente, significa molto di più. In tre parole sono racchiuse tutte le magie di un paese che appartiene al regno dei sogni."
Tutto comincia da un nonno emigrato in Australia per una descrizione un po' ridicola di tutte le meraviglie asutraliane, tipo la bellezza di andare in ufficio a piedi nudi. Ho un enorme disprezzo per chi usa termini inglesi inutilmente. Cos'è fa più figo che scrivere in italiano?
Che terra straordinaria è l'Australia! Mi è piaciuto molto seguire le avventure di Alex e mi ha fatto venire ancora più voglia, ammesso che fosse possibile, di visitare questa never - never land.