A tale of death--in the whimsical sense--and debauchery, chronicling the adventures of three friends en route to Carnival in Rio de Janeiro from New York City in 1973. Author Simon Mayle recalls how he dressed as a Victorian-era undertaker and piled into a souped-up Cadillac hearse with two cohorts for the 15,000-mile drive to Brazil. Admittedly the travelers were indulging a passion for theater and rebellion, but they also hoped to ensure a certain amount of safety for themselves by playing upon the Latin reverence for death.
Devo essere sincera, mi aspettavo più coglionella e risate.. Volevo un libro alla "Correndo con le forbici in mano" o "In viaggio con papà".. Peccato! Ci sono alcune scene memorabili, così come alcune frasi ad effetto che mi hanno caricato un sacco, però però.. Non so, non è scattata la scintilla! Penso che il viaggio descritto sia una cosa fichissima, per un attimo il mio cervello mi ha pure suggerito timidamente un "E se lo facessimo anche noi?" (Sì, il mio cervello è dotato di una forte personalità autonoma e parliamo spesso insieme :3), per fortuna poi che il buon senso ha prevalso! (Per ora :D) Forse il problema è che alla fine si riduce un po' a questi tre sciroccati che viaggiano fra sesso, droga, alcool, mazzette alle frontiere e timbri da esporre :/
Non lo definirei un romanzo riuscito. L’idea è originale ma è banale la realizzazione, voleva essere un On the road sudamericano ma alla fine è solo un’accozzaglia di confini ed estorsioni da parte di chiunque, civili o militari o poliziotti. È tutto un po’ confuso: i luoghi si assomigliano nella loro mancanza di descrizione, i personaggi chiacchierano ma in fondo raccontano poco di sé e delle loro motivazioni. Rimane la sensazione poco politicamente corretta di un mezzo continente corrotto, incivile, inospitale. Se il viaggio è vero, l’autore non è però riuscito a renderlo reale. Intendiamoci, ci sono anche momenti divertenti, ma servono solo ad amplificare l’occasione mancata: “C’è un cartello sul ponte: Bienvenidos a El Salvador!” “E allora?” “È bucherellato da proiettili.”
Quick, fun tale about a guy who decides to purchase an old hearse to travel to Rio's Carnival (speaking little to no Spanish, and not mechanically-inclined). His idea is that no one will hassle him if driving a hearse through Central and South America. It's a "seemed like a good idea at the time" story.
I really liked this book. Most travel writing I've read is written by women, and these guys offered a fun fresh perspective. While they got themselves in to some extremely stupid and unsafe situations a road trip from New York to brazil sounds awesome
The idea was preposterous, which made me keep reading. imagine trying to pimp out a hearse for a cross country vacation! It was entertaining, but not a 'must read!'