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Fullest artistic form of operas of Giuseppe Verdi, Italian composer, included La Traviata in 1853, Aïda in 1871, and Otello in 1887; people credit him with raising the genre.
Giuseppe Fortunino Francesco Verdi, mainly a Romantic, most influenced the 19th century. Houses frequently perform his works throughout the world, and some themes transcended the boundaries of the genre and long took root in popular culture: * "La donna è mobile" from Rigoletto * "Va, pensiero" (The Chorus of the Hebrew Slaves) from Nabucco, and * "Libiamo ne' lieti calici" (The Drinking Song).
Masterworks of Giuseppe Verdi used a generally diatonic rather than a chromatic musical idiom, and people sometimes criticized tendency toward melodrama, which dominates the standard repertoire a century and a half.
“I DUE FOSCARI” è una tragedia lirica in tre atti composta da Giuseppe Verdi nel 1844 su libretto del collaboratore e amico Francesco Maria Piave. Considerata opera giovanile poiché è la sesta in ordine di produzione, essa prende spunto dall’opera teatrale “The Two Foscari” di Lord Byron, risalente al 1821, e ispirata alla figura di Francesco Foscari. Egli fu Doge di Venezia tra il 1423 e il 1457, costantemente e drammaticamente combattuto nella scelta tra difendere gli affetti famigliari e salvaguardare l’onore derivante dalla carica politica che ricopre. La tragedia si compirà proprio perché, per aver anteposto il dovere a tutto il resto, in mancanza di prove in suo favore, non riuscirà a far scagionare dall’ingiusta accusa di omicidio l’unico figlio rimastogli, Jacopo, che sarà così condannato all’esilio, dove morirà per il dolore nel giro di pochissimo tempo. Ma oltre il danno la beffa: immediatamente dopo, il Consiglio dei Dieci pretenderà che l’anziano Doge abdichi all’ormai troppo gravoso incarico. «Questa dunque è l’iniqua mercede, che serbaste al canuto guerriero? Questo han premio il valore e la fede, che han protetto, cresciuto l’impero? A me padre un figliuolo innocente Voi strappaste, crudeli, dal cor! A me Doge pegli anni cadente Or del serto si toglie l’onor!». È un’opera che ho molto apprezzato, pur non conoscendone nemmeno un’aria. Mi ha sorpreso che al Teatro Carlo Felice di Genova, dove è stata rappresentata la versione a cui ho assistito io la vigilia di Pasqua, fossero cento anni che non veniva messa in scena. Mi ritengo fortunata perché Franco Vassallo, il baritono che ha dato voce al Doge, ha interpretato il suo ruolo in modo davvero magistrale, impreziosendo ulteriormente il testo che, già di per sé, è commovente e trascinante. Si è trattato di una graditissima sorpresa!