Perché 'retribuite', queste memorie? Perché, salvo due o tre eccezioni, sono state scritte su richiesta di vari giornali, settimanali, riviste, libri bisognosi di prefazione, e naturalmente pagate. Non si tratta quindi di un'autobiografia o di una confessione alla maniera di Alfieri o Rousseau. Mi chiedevano qualcosa sulla mia prima sigaretta, sul turpiloquio dei bambini, sui castelli piemontesi, perché mai avessi lasciato l'alta cultura per andarmi a occupare di fantascienza e fumetti, quali fossero stati i miei rapporti con Italo Calvino, Franco Lucentini, Pietro Citati, e così via. Tutto molto occasionale, casuale e, come accade nella vita di tutti, con milioni di cose non dette, lasciate fuori. Ma non ho certo dimenticato le tante amiche e i tanti amici che mi hanno aiutato e confortato nel corso degli anni e che considero la mia più grande fortuna. Quanto alle mutandine, figurano solo nel titolo, cui non ho saputo rinunciare. Nel libro non ce ne sono, non c'è gossip, non ci sono rivelazioni piccanti né ricordi maliziosi (anche se, volendo...)
The editorial team of Carlo Fruttero and Franco Lucentini, particularly notable for their (controversial) curation of the Urania series of fantascienza (science-fiction) compilations from 1964 to 1985.
Bio di Fruttero (& pure di Lucentini) Leggera e piacevole biografia di Fruttero. Aneddoti, fatti e storie, note di costume, talvolta utile per certi retroscena editoriali, sempre gradevole, specie per chi li legge da sempre c'è però qualche riciclo. Se volete sentire ulterior prova di cos'è un amicizia, leggete quei tre capitoletti dedicati alla biografia di Lucentini.
L'ha scritta lui, sia perché Lucentini è morto, sia perché l'autobiografia di Lucentini è un impossibilia come l'urbanistica tzigana, l'enologia musulmana o l'ippica azteca. (cit.) Il solitamente sobrio Fruttero, qui a tratti senile (84 anni, ci mancherebbe) quando parla dell'amico non riesce a tenere l'ombra a terra e decolla.
Probabilmente solo per fan. Colonna sonora: Otis Taylor - recapturing the banjo
Solo due snob totali come Fruttero & Lucentini potevano dedicarsi ad Urania per non morire di noia occupandosi di micro-capolavori. Alla tediosa scoperta di chicche letterarie hanno preferito il più polposo e terreno (ah ah) mondo della fantascienza. Libro di memorie che si legge in modo compulsivo, vuoi per l’arte narrativa di Fruttero, vuoi per la sua grazia nel ricordare le cose, collocare i dettagli, pennellare una sfumatura. Talmente bello, da ricomprare di carta!
Le memorie di Carlo Fruttero, in ordine assolutamente caotico e totalmente, arbitrariamente, non omogenee, né esaurienti. Spunta un ritratto autentico di un uomo di lettere d'altri tempi e d'altra cultura. Così altra che si finisce per stentar di riconoscervi un italiano.
una lettura davvero piacevole. ricordi di torino, di lucentini e parecchi altri scrittori, mondadori ed einaudi per finire con il nipotino. gradevole dall'inizio alla fine.
Un modo bellissimo di conoscere "vita e opere" di un interessantissimo personaggio della cultura italiana che si è mosso (e muove) in anni e luoghi che hanno su di me un fascino incredibile. Non un'ordinata autobiografia, ma una serie di capitoli, di articoli scritti molto bene che raccontano un periodo e un'Italia così diversa da quella di oggi. Ma non si tratta solo di tempo e spazio, ma anche di ricordi legati a tanti personaggi (Calvino, Einaudi e immancabilmente Lucentini - per citarne alcuni). Leggere queste memorie mi ha lasciato una gioia struggente e un'emozione che da tempo non provavo dopo aver chiuso un libro.
Qualora qualche visitatore si chiedesse cosa ci fa questo libro fra i miei scaffali, specifico che mi è stato regalato e lo sto pure leggendo, a tempo perso, molto perso.
Finito! Posso aggiungere che nonostante una lingua fluida ed elegante ho trovato queste memorie, con poche eccezioni, molto frivole, ai limiti del lezioso. Pregiudizio confermato in pieno, per quanto mi riguarda tempo sprecato.