Firenze, 2002; br., pp. 208, ill. b/n, cm 14x21.(Traduzioni e riedizioni di testi rari. Collana diretta da Giorgio Pigafetta. 3). Il destino di Lucien Bechmann, importante esponente del tradizionalismo architettonico in Francia nel periodo tra le due guerre, è comune a quello di numerosi architetti tradizionalisti suoi nonostante i prestigiosi incarichi a cui è stato chiamato, egli è pressochè ignorato dall storiografia architettonica dominante.Questo lavoro ha lo scopo di mostrare attraverso l'opera dell'architetto francese, uno spaccato significativo e il più possibile esauriente della cultura architettonica e di cantiere della Francia del secolo scorso. Per i caratteri che la contraddistinguono, infatti, l'opera di bechmann si configura come pista privilegiata per tratteggiare alcuni momenti significativi di quella cultura.L'attenzione ai problemi tecnologici, alla qualità e alle proprietà dei materiali e l'importanza assegnata ai particolari costruttivi e alle innovazioni che l'edilizia poteva offrire nell'ambito del confort abitativo, spingono Bechmann alla sperimentazione e all'adozione di soluzioni tecniche e costruttive molto avanzate. Tuttavia il suo contributo più significativo alla cultura architettonica francese fra le due guerre, è riducibile alle nuove modalità tayloristiche di gestione e organizzazione del cabtiere ben più efficaci rispetto a quelle teorizzate da Le Corbusier negli stessi anni.