Una piccola Versailles industriale. È così che Clotilde Haviland definisce la fabbrica di porcellane del marito, un esempio di efficienza che, nel 1905, arriva a dotarsi di una rivoluzionaria cromolitografica, capace di riprodurre fedelmente qualsiasi disegno, dal più semplice al più elaborato, trasformando le porcellane in vere opere d’arte. Durante il discorso inaugurale, Clotilde guarda con orgoglio a quel macchinario che rappresenta un progresso anche per gli operai, che avranno meno carico di lavoro e godranno di una migliore qualità della vita. Davanti a lei, tra le operaie, Anne invece sa che per le donne non cambierà proprio niente. Nessun avanzamento tecnico potrà mai garantire loro salari uguali a quelli degli uomini, né far cessare le occhiate lascive del caporeparto. Eppure non si sarebbe mai immaginata di assistere, qualche giorno dopo, addirittura allo stupro di una ragazzina di appena quattordici anni né di sentirsi dire dalle colleghe che si tratta di una prassi normale, una sorta di ius primae noctis del caporeparto cui nessuna può sottrarsi, pena il licenziamento. Per mesi, Anne è rimasta nell’ombra, per non rischiare che qualcuno scoprisse il segreto che l’ha condotta a Limoges e che, se rivelato, potrebbe distruggere ciò che ha di più caro. Adesso, però, non può continuare a tacere. È una rabbia incandescente, la sua, la rabbia di chi non si era reso conto di aver raggiunto il limite e che all’improvviso esplode, incontrollata e incontenibile. E si diffonde, come una scintilla gettata nella paglia. In un attimo sono decine, poi centinaia le donne che scelgono di lottare con Anne per la propria dignità di lavoratrici. Dall’altra parte della barricata, Clotilde è a un bivio: lei che non è nata ricca, e che ha provato sulla propria pelle le difficoltà della condizione femminile, scoprirà che il suo destino è inestricabilmente legato a quello di Anne e dovrà decidere se restare al fianco del marito o combattere per un progresso che includa davvero tutti, anche le donne.
Raccontato attraverso gli occhi di due protagoniste diversissime, eppure unite dagli stessi ideali, questo romanzo rende omaggio a una delle prime rivolte operaie femminili, e a tutte le donne che si sono ribellate al destino e hanno avuto il coraggio di combattere per far sentire la propria voce.
Ho trovato che la base reale della storia (estremamente interessante) abbia finito per essere annacquata da una storia stile beautiful (il colpo di scena alla fine: imbarazzante) e con la presenza di un "cattivo" caricaturale da sconfiggere che mal si armonizza con la realtà delle cose. In più, lo stile è stato davvero pesante da digerire.
"Donne di porcellana" è un romanzo storico delle autrici Virginie De Clausade e Élodie Hesme, ispirato alle prime rivolte operaie femminili.
Siamo a Limoges in Francia nel 1905, dove si trova la fabbrica di porcellane Haviland. Le protagoniste della storia sono due donne, Clotilde e Anne, che si trovano agli antipodi per vissuto ed estrazione sociale, ma sarà proprio la rivolta operaia che finirà per portare alla luce ciò che in realtà le unisce a doppio filo.
Clotilde è la moglie di Orry Haviland, il padrone della fabbrica di porcellane. Una donna che ha visto la sua intera esistenza crollare dopo una terribile disgrazia che ha colpito lei e suo marito. Da quel momento nulla ha più importanza per lei.
Anne è in fuga da Parigi, ricercata dalla polizia, e si trasferisce a Limoges insieme alla sua amica Mimi dove viene assunta alla Haviland. Anne è consapevole di dover tenere a tutti i costi un profilo basso e cercare di passare inosservata ma il suo carattere fiero e combattivo non può stare a lungo sopito. Di fronte ai soprusi e alle ingiustizie non riesce a far finta di nulla e quando scopre il caporeparto mentre abusa di una ragazza di appena quattordici anni reagisce con forza. Quando poi si rende conto che quella è considerata una consuetudine normale la donna decide di far sentire la sua voce.
Grazie ad Anne che riesce a coinvolgere tutti gli operai della fabbrica, sia donne che uomini, prende il via una vera e propria rivolta che denuncia violenze e ingiustizie e rivendica il valore della dignità di tutte le lavoratrici che sono donne ed esseri umani che meritano rispetto.
Questa è una storia che appassiona e infiamma i cuori perché la lotta per la rivendicazione dei diritti femminili è un tema più che mai attuale e senza queste donne che con coraggio e grande forza di volontà ci hanno aperto la strada in passato molti dei diritti di cui godiamo oggi sarebbero ancora un miraggio, ma la strada è ancora lunga e non bisogna mai smettere di lottare.
Una storia di solidarietà femminile, di amicizia e d'amore in cui non mancano però sotterfugi, inganni e tanti colpi di scena.
Mi sa tanto che è un filo troppo lungo! Belle le protagoniste, tutte diverse tra loro (Isidora Top). Carino il mistero legato ad Anne e Clotilde. Suspence quanto basta, ma avrei chiuso un po prima. Henry il personaggio più odiato! Finale un po scontato e noiosetto. Il romanzo storico non mi ha convinto poi granché! Tropo sullo sfondo. Sembrava più una saga familiare.
Interesting topics about craft and society of Limoges and the porcelaine manufacture. The writing style is not to my taste - I find some repetition and cliche makes the whole experience a bit heavy and it reads like a scenario for a 4 part summer television movie.
I fatti storici da cui si ispirano le autrici sono molto interessanti, e lo spunto aveva un grande potenziale, ma questo non basta. Il romanzo parte bene ma da un certo punto in poi diventa eccessivamente prolisso e macchinosamente intricato, con colpi di scena che fanno più sorridere che sorprendere. Comunque uno stile scorrevole, non impegnativo; una lettura che si può finire in tutta leggerezza e per distrarsi. A mio avviso, comunque, avrebbero potuto tranquillamente tagliare almeno un centinaio di pagine.
Una storia femminile, sicuramente avvincente ed emozionante. Ci si affeziona subito ai personaggi che sono tratteggiati in maniera davvero eccellente. In alcuni tratti questo romanzo è abbastanza lento ma comunque l’emozione rimane piuttosto costante fino all’ultima pagina. Nel complesso un ottimo romanzo che consiglio.
Molto bella la prima parte, interessante sia per l’argomento storico sia per i personaggi. La seconda parte l’ho trovata più “lenta” seppur con 2-3 colpi di scena. Nel complesso molto bello.
Il soggetto sarebbe anche molto interessante, peccato per come sia stato sviluppato. Infatti a volte risulta troppo romanzato e i personaggi sembrano delle caricature di loro stessi.
Nel 1905, nella cittadina francese di Limoges, ci fu una delle prime rivolte operaie famminile, con la quale le donne chiesero più rispetto, dignità e un trattamento paritario a quello degli uomini. Anne fugge da Parigi con l’amica Mimi e si ritrova nella fabbrica di porcellane Haviland. Quando scopre le violenze che le giovani operaie subiscono dagli uomini , scatena una rivolta che le permette di conoscere Clotilde, la moglie del proprietario della fabbrica, con la quale cercherà una soluzione ai suoi problemi. Le protagoniste del romanzo sono le donne stanche di essere sottomesse, sottovalutate, sfruttate, di non avere diritti e libertà. Tutti i personaggi, sia principali che secondari, sono ben caratterizzati, positivamente e negativamente. Il racconto è avvincente, e sebbene in alcuni punti possa apparire troppo romanzato e fantasioso, lo considero una lettura piacevole. Ho apprezzato molto le protagoniste, ma anche alcuni personaggi secondari ai quali mi sono affezionata. Un buon romanzo per celebrare tutte le donne che combattono ancora adesso per i loro diritti e ideali.