Salta de memorias a la actualidad, pero creo que estás dos partes nos dejan muy en claro la razón por la cual nuestra protagonista termina envuelta en la situación que la embriaga. Creo que es una buena exploración del sexo y la obsesión, incluso cuando parece estar sólidamente fundamentada en unos daddy issues que de vez en cuando me sacaban de onda.
Una ragazza che lavora in una hot-line, nella breve stagione di mezzo tra quella di riviste e filmini e quella di internet; stagione di mezzo in cui il “sesso virtuale” era giocato prevalentemente sul filo del telefono (telefono a filo, evidentemente, visto che i cellulari erano ancora pochissimo diffusi, causa prezzi esorbitanti) e i numeri erotici erano spuntati come funghi. Vari piani di racconto. C’è la storia che la Mazzuccato racconta a noi. Ci sono le storie del vissuto del suo personaggio (le solite: reminiscenze infantili, genitori separati senza troppi drammi, ecc). Ci sono le storie, forse vissute, forse meno, che il personaggio-io narrante racconta ai suoi interlocutori telefonici per eccitarli, e a noi che leggiamo. Il suonatore finisce suonato. Capovolgendo quella che dovrebbe essere la prevedibile dinamica di questo tipo di situazioni, è lei, la “telefonista spigliata” (come recitavano i frequenti annunci sulle riviste di annunci: “cercasi telefonista spigliata”, e io, beata ignoranza, che pensavo volessero una centralinista che non si impappinasse con i clienti dell’importante azienda), è lei, dicevo, che finisce ad innamorarsi di un cliente telefonatore. Che peraltro non le lascia troppo spazio né futuro. In conclusione. Questo libro fu scritto a metà degli anni Novanta. L’impressione è che per la protagonista il lavoro nella hot-line fosse una specie di divertissement temporaneo, figlio più della curiosità che della necessità, tanto che lei si fregia pure di uno studio a Parigi, mica pizze e fichi. Oggi un lavoro del genere (ammesso che esista ancora) sarebbe più figlio del disagio e della precarietà, e questo sarebbe uno dei tanti libri, del genere “Mi vendo” di Saradisperata, in cui si cerca di raccontare questo disagio, sia pure con ironia e spirito. Che in questo libro non ci sono; al contrario, tutta la vicenda ha un’impronta vagamente drammatica. Di una drammaticità che appare un po’ studiata a tavolino, peraltro.
No puedo evitar pensar que la obsesion que siente por Gabriele en realidad es la obsesion que siente por que su padre la quiera... se obsesiona con el amor de ambos y se obsesiona porque ambos la abandonaron.
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A mi me gusto bastante una obsesión por cumplir más que una fantasía, y aunque es un libro erótico con prácticamente nada de escenas sexuales y solo guiños sensuales creo funciona muy bien la historia corta que se maneja aquí.
Scrittura scorrevole ma allo stesso tempo tagliente. Immagini forti e persino tristi. Forse, l'aspettativa di un finale differente e con più colpi di scena.