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Wie August Petermann den Nordpol erfand

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Book by Philipp Felsch

270 pages, Paperback

First published March 1, 2010

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Philipp Felsch

12 books5 followers

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for MaggyGray.
681 reviews32 followers
October 1, 2021
Ich hätte mir nicht gedacht, dass mich dieses "Wühltisch-Buch" doch so fesseln konnte. Ein paar Mal hatte ich es in der Vergangenheit angefangen, dann aber immer wieder aus der Hand gelegt. Aber jetzt dachte ich mir, ich muss mal meinen Bücherberg ein bisschen abbauen und habe mir dieses Buch rausgeklaubt.
Die Geschichte ist sehr obskur - ein Deutscher Kartograph, August Petermann, steigt bis zum königlichen Kartograph von Queen Elizabeth auf, lebt eine ganze Weile in England, und zieht sich dann unter etwas nebulösen Gründen in eine thüringische Kleinstadt zurück und stirbt mehr oder weniger unbekannt durch einen Selbstmord. Vorher ist er aber dann doch noch auf den Zug der Polexpeditionen aufgesprungen, indem er, gestützt auf (semi-)wissenschaftliche Annahmen, Überlegungen und Thesen, ein eisfreies Polarmeer herleitete und dieses auf seinen Karten einzeichnete. Selbst war er niemals auf einer Expedition unterwegs, obwohl es ein paar Mal fast soweit gekommen wäre. Durch seine Karten verliefen einige Expeditionen in Katastrophen, und Petermann wurde gleichermaßen verflucht und vergessen.
Eigentlich sehr tragisch - dafür versteht es Philipp Felsch, diese Geschichte wirklich hinreissend zu erzählen, und ich habe das Buch wirklich sehr gerne gelesen.
Profile Image for Taksya.
1,054 reviews13 followers
September 18, 2018
Seguendo la vita e le opere del cartografo August Petermann, che non conoscevo prima di leggere questo libro, si percorre anche la storia dell'esplorazione legata al circolo artico.
Partendo dalla sfortunata vicenda di Sir John Franklin e delle varie spedizioni mandate alla ricerca dell'Erebus e della Terror, passando per la creazione di mappe dedicate alla geografia fisica, alle lotte intestine tra i vari studiosi della Royal Geographical Society e quelle tra i diversi stati, fino all'organizzazione (e spesso fallimento) di varie spedizioni per arrivare al mare artico interno e, subito dopo, al Polo Nord.
Il protagonista della biografia viene descritto senza osannarlo, rivelando anche i punti più cupi e meschini del suo carattere.
Ma la sua vita sembra solo una scusa, una sorta di fil rouge, per dare al lettore una infarinatura sulla storia dell'esplorazione e incuriosirlo quanto basta perché prosegua nello studio dell'argomento.
Il libro è ben curato, con molte illustrazioni e un indice chiaro e ragionato sulle fonti bibliografiche utilizzate.
Nel complesso facile da seguire e, pur conoscendo alcune delle vicende, per nulla ripetitivo o noioso.
Profile Image for LyL3_Z.
83 reviews7 followers
July 13, 2015
Il massimo dei voti a partire dall'edizione curatissima. Bella la copertina, con una delle carte del Polo disegnate da Petermann, ed il resto della veste grafica. Minimale ed efficace la quarta di copertina, con una sorta di presentazione a nuvola degli argomenti del saggio. Le alette interne lasciano spazio a più spiegazioni. Anche l'organizzazione interna è pratica e funzionale, bibliografia e illustrazioni comprese (con un inserto a colori di quattro pagine in carta patinata). Sono carine anche, in penultima pagina, alcune brevi diciture: collaborazioni, carattere usato per il testo, tipi di carta e cartiere implicate nella fabbricazione del libro. È tutto molto...piacevolmente ordinato.
Passiamo ai contenuti. Il testo è scorrevole, mai noioso, e del principale protagonista, August Petermann, è presentato un ritratto mai apologetico, che bilancia bene luci ed ombre di un personaggio particolare. Petermann era uno studioso, vissuto nell'epoca del fiorire delle carte tematiche e delle distribuzioni statistiche. Non aveva di certo la tempra dell'esploratore che, raccolte le carte impregnate di sudore, si imbarca per la prima spedizione verso il Polo: il viaggio più lungo che affrontò fu quello per recarsi in America, in cerca dell'attenzione che sentiva di dover ricevere per la teoria che difese strenuamente per tutta la sua vita, quella del mare polare navigabile.
Secondo Petermann, infatti, una sorta di verde Iperborea si sarebbe potuta agilmente raggiungere navigando fra Novaja Zemlja e Spitzbergen, arrivando a rivendicare la propria presenza sul Polo Nord geografico. A nulla valsero spedizioni rimaste infruttuose o, nel peggiore dei casi, anche tragiche, e le accuse della Royal Geographical Society di quella patria adottiva che fu croce e delizia dello studioso.
Petermann, tedesco, si affermò come cartografo proprio nel periodo della tragedia, ancora non pervenuta, della spedizione di Franklin, ed emigrò in Inghilterra (prima in Scozia, poi a Londra) cavalcando l'onda delle spedizioni di recupero dei legni e degli equipaggi dispersi dell'Erebus e della Terror. Per le proposte in merito al mare polare navigabile, presentate al pubblico inglese, Petermann si rifece a teorie già espresse da Barents e scritti di altri personaggi -non molto solide, in realtà -, ma nonostante l'indiscutibile fascino esercitato dalle parole e dalle carte del tedesco, nessuno prese abbastanza sul serio le sue asserzioni.
A peggiorare il tutto ci pensò lo scozzese John Rae -un personaggio estremamente affascinante per tempra e coraggio-, chirurgo della Hudson Bay Company. Sfidando la ferrea morale vittoriana, si permise di asserire, al ritorno di una delle spedizioni esplorazione e del recupero delle navi di Franklin, che si sarebbero verificati episodi di cannibalismo fra l'equipaggio. Figurarsi! Rae fu coperto di sdegno dalle istituzioni inglesi, e Petermann, già poco preso sul serio perché troppo teorico, troppo professorale, dovette lasciar perdere la ricerca del passaggio a Nord-Ovest. Mai abbandonò però la teoria del mare navigabile, riciclando la stessa rotta in altre spedizioni.
Vari personaggi calcano il palcoscenico delle esplorazioni al Polo: il succitato John Rae, Elisha Kent Kane e Isaac Hayes, William Parry, la Queen of the Isles, Carl Koldewey sulla Germania, scortato dalla Hansa, Julius Payer sulla Tegetthoff, la Jeannette, con il suo drammatico naufragio, e infine Fridtjof Nansen, che postulava la presenza di un mare polare navigabile ma circondato di solido e terribile pack. Nansen, però, il mare se lo andò a cercare di persona.
Il libro è ricco di spunti e lascia la voglia di approfondire ogni vicenda che ruoti attorno alla conquista dei poli. Una lettura davvero appassionante per gli amanti della storia delle esplorazioni.
217 reviews5 followers
January 11, 2022
Tra le storie assurde che girano intorno all'esplorazione artica, quella di August Petermann è meno nota ma non per questo meno meritevole. Notevole geografo, esperto di mappe ed esploratore "da salotto", decise a un certo punto in base a speculazioni teoriche che il Polo Nord fosse costituito da un mare navigabile circondato da una barriera di ghiacci. E un sacco di gente gli diede retta. Forse la cosa più interessante del libro,insieme alla solita follia suicida delle esplorazioni artiche dell'800, è il carattere del tutto particolare di Petermann, presentato come un arrivista autolesionista (!) e certamente non l'eroe della situazione.
L'autore fa un lavoro di ricostruzione storica a partire dalle fonti molto preciso, citando lettere, diari e giornali, e il modo in cui il clima culturale e sociale dell'800 viene reso è molto vivido. Rimane tuttavia un libro oggettivamente per amatori del genere.
Profile Image for Susu.
1,910 reviews21 followers
February 27, 2015
Wie ein Geograph und Kartograph mit seinen Theorien die Polarforschung beeinflusste.
10 reviews
December 27, 2018
Die Geschichte von Petersmann und detaillierte Beschreibung /Analyse seiner Persönlichkeit sind sehr interessant. Wie viele Wissenschaftler, scheint Petersmann eitel, selbst verliebt und verrückt zu sein. Interessant ist auch die Darstellung des historischen Kontexts (19 jhd) in dt und London bzw. GB. An manchen Stellen war es für mich viele Details, die weniger interessant bzw. relevant waren.
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