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Matilde e i Canossa nel cuore del medioevo

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Milano, Camunia, 1991, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 325, alcune foto fuori testo.

325 pages, Paperback

Published January 1, 1991

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for luna bizantina  .
15 reviews18 followers
January 17, 2026
MAKE MATILDE QUEER AGAIN

Bello, da' spazio anche ai personaggi che incrociarono la dinastia (ma quel volpino di Roberto il Guiscardo meritava un paragrafo-digressione!). Si legge come un romanzo, ma non perde la strada tracciata delle fonti, citate direttamente all’interno del testo senza rompere il flusso della narrazione. La parte finale è un po' tirata e si capisce che l'autore non ha voglia di complicare il pane al lettore non specialista entrando in altre questioni. Utile la bibliografia e variegata. Tuttavia...

Ecco, al Golinelli, “massimo esperto di materia matildica”, vorrei anche bene, non fosse che appartiene, come tutti gli altri medievisti italiani più o meno noti di lui (dunque non è un suo limite personale), ad una generazione «boomer, troppo boomer» e dunque cieca agli avanzamenti della gender history.

Il modo in cui si sbraccia a sottolineare - qui e in altri articoli suoi - che Matilde era una “femminile femmina”, una sfortunata madre mancata e un’anima in pena priva della compagnia di un uomo, rassomiglia al volo ostinato di una mosca contro il vetro, la quale speri, ad ogni colpo d’ariete, che la dura trasparenza si trasformi a tempo debito in morbido cielo senza resistenze.
Ebbene, Paolo, per l’amor di Dio: cope, apri la finestra!
Le fonti in nostro possesso dicono esattamente il contrario: Matilde, qualsiasi cosa ella fosse (cit.), aveva un totale disgusto del sesso (almeno dell’unico lecito per l’epoca, quello con uomini) ed esibiva un certo disinteresse per il futuro della sua stirpe, che decise sarebbe finita con lei donando - lei vivente e non ancora anziana - i suoi beni allodiali alla Chiesa. La buonanima avrebbe voluto entrare in convento e togliersi dall’imbarazzo sin dalla giovinezza, ma non potendolo fare barattò il suo impegno di campionessa del papato con la possibilità di starsene per i gloriossisimi fatti suoi - senza curarsi del parere del mondo (poteva d'altronde permetterselo avendo dalla sua parte lo stesso partito - la Chiesa - che l'avrebbe messa in croce fosse stata sua avversaria). Se ne resero conto i suoi nemici che non riuscivano a capire dove collocare questa donna, che non era definibile con chiarezza né vergine, né moglie, né vedova in un’epoca in cui il concetto di donna non relazionata ad un uomo non esisteva, e pure il papa dovette abbozzare e fare finta di non vedere l’elefante nella stanza se voleva tenersela cara e alleata; assurdo allora che gli storici moderni (uomini) debbano ancora alzare il sopracciglio di fronte a colei che fece "il gran rifiuto" della (etero)sessualità prescrittiva domandandosi i perché e i percome politici, quando i perché e i percome erano privati e spirituali.

Che le fonti dei partigiani matildici dell’XI secolo esaltino Matilde come uomo onorario perché era forte, ostinata, inflessibile e coraggiosa, secondo una retorica misogina che è in grado di fare complimenti solo al maschile, è pure pacifico, ma che uno storico del XXI secolo voglia presentarmi Matilde come confusa, in cerca di guida maschile, una donna fallita (!) persino, ristabilendone l'onore di femminile femmina contro l'ombra perturbante della virago gettata su di lei dal vocabolario medievale, e per giunta senza alcuna fonte a sostegno di questa lettura, non mi pare sia questo gran avanzamento nel percorso di emancipazione dalle letture stereotipe di genere, ma solo un rovescio della stessa moneta, che dopo mille anni è il caso vada fuoricorso. Per altro la cecità di genere gli fa presentare il famoso passo di Cosma da Praga senza riuscire minimamente a decodificarlo: cosa sottointenda - e lo sottintende praticamente gridando - è lasciato all'opera esegetica dei nostri cuori.

Perché è così difficile accettare che i tratti di personalità e le azioni che si compiono siano genderizzate solo in secondo momento dagli osservatori sociali, e che di base esse sono neutre? È too much woke ammettere che Matilde fosse una signora dal duro cipiglio ma anche una mediatrice politica meno violenta di suo padre e con l’hobby della preghiera, e che le due cose non erano né da uomo né da donna, ma da Matilde e basta? È così terribile che ogni tanto qualche donna, per una fortunata congiunzione di circostanze, riuscisse a trasgredire i limiti di genere, mostrandone l'arbitrarietà?

Dato che questo libro si guarda bene dal mostrarcene il lato culturalmente "maschile", per ovviare, rimando allo studio specifico ad opera di un ricercatore (che non poteva che essere) non italico: David Hay, The military leadership of Matilda of Canossa, 1046–1115
Profile Image for Marmott79.
138 reviews37 followers
December 8, 2019
È un libro di storia, un saggio, ma il respiro è da romanzo e la storia appassionante.
Una donna nell'anno Mille si pone tra papato e impero nel periodo della lotta per le investiture e diventa arbitro della contesa.
Non è solo per quell'umiliazione imperiale del 1077 che deve essere ricordata Matilde ma per essere stata una grande contessa, amministratrice, riformista e diplomatica.
Davanti a lei il mito di Giovanna d'Arco impallidisce e si scopre che il marketing transalpino è una bella facciata per nascondere robetta.
Grande Matilde!
26 reviews
June 21, 2024
Non e scorrevole come pensavo fatico molto e lo concluderò mentre leggo altro perché altrimenti non ci riesco. È un libro cmq interessante per l aspetto storico ..pensavo che ne risultasse una Matilde protagonista ma non e così almeno da quello che ho appreso io ...
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