Nadezda Chazina non ha ancora vent'anni quando, in un cabaret di Kiev per artisti e bohémien, incontra un giovane dalle lunghe ciglia che recita versi misteriosi e incantatori. Lui è il bizzarro e anticonformista Osip Mandel'stam: uno dei più grandi poeti del Ventesimo secolo. Nella Russia sconvolta dalla rivoluzione e dalla guerra civile, tra speranza e paura, nasce un amore destinato a diventare leggendario. Separati per quasi due anni dalle turbolenze della storia, Nadezda e Osip si ritroveranno nel 1921 e non cesseranno di amarsi fino a quando, nel 1938, al culmine del terrore staliniano, Osip sarà deportato e morirà in un campo di concentramento in Siberia.
ero terrorizzata da questo libro. terrorizzata dalla possibile mancanza di rispetto, dalla volgarizzazione, dal voler sbattere in faccia al lettore gli aspetti più tragici della vita di mandel'stam senza accennare minimamente alla poesia. e invece- non è brutto. è delicato, pieno di dolcezza e ammirazione. non solo per appassionati.
Elisabetta Rasy racconta con garbo e pulizia una storia terribile e bellissima insieme: la vita dei poeti e degli scrittori nella Russia del 1918 fino agli anni '70. Un racconto che non cita (come va tanto di moda adesso) le violenze truculente cui erano costretti i prigionieri politici nei gulag. Ma racconta la vita terribile di tutta una popolazione per anni affamata, mal vestita, costretta a mendicare ovunque, esule perchè intellettuale. Il freddo, i brividi, le scarpe con i tacchi rotti, la mancanza di caldo e di pulizia, la fame costante, la paura: tutto ciò era la normalità per la stragrande maggioranza della popolazione russa di quegli anni. Eppure c'è una forza sovrumana nel continuare a vivere che emerge potente da queste pagine: la voglia di stare insieme di due persone, di un amore che non evita le litigate e le incomprensioni, una vita che non sa bene cosa scegliere (se andare all'estero o restare), una passione e una allegria per la vita stessa, nonostante la stanchezza e la fatica. La penna di Elisabetta Rasy è leggera, affettuosa, garbata e mi ha trasportato in un mondo che, per certi versi, non deve essere molto diverso da quello di chi vive in paesi dove ci sono regimi politici dispotici e autoritari, o dove le libertà personali di espressione sono sempre costantemente, messe a dura prova.