«Il folle fugge dal pensiero cristallizzato per vivere in un futuro diverso e apre strade che solo più tardi saranno percorse con naturalezza anche dai cosiddetti normali.» Albert Einstein diceva che «solo coloro che sono abbastanza folli da poter pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero». La follia non è irrazionalità, la follia può essere considerata una forma di pensiero eccentrico, capace di nuove interpretazioni, nuovi modi di vedere e nuovi modi di cogliere il mondo. In questo volume, Lamberto Maffei ci accompagna nel mondo dell'arte e del cervello. Attraverso il racconto di artisti folli, ci mostra come la creatività può salvare il mondo fornendo un punto di vista diverso, ma al tempo stesso vero e diretto. In un tempo ricco di incertezze e retto dalla pressione all'omologazione delle nuove tecnologie, l'autore ci fornisce un quadro della nostra natura umana inedito, nuovo e autentico, dove non si nascondono fragilità, bellezza e paure dell'infinito e della fine, temi esistenziali propri dell'essere persone consapevoli.
Lamberto Maffei (Grosseto, 21 marzo 1936) è un medico e scienziato italiano. Direttore dell'Istituto di Neuroscienze del CNR dal 1980 al 2008, dal 2009 al 2015 è stato presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei, e, dall'agosto 2015, vicepresidente della stessa.
Forse il sottotitolo mi ha tratto in inganno, o forse lo ha fatto addirittura il titolo, però mi aspettavo qualcosa di più. Non dico un trattato sulla follia, ma trovo che dedicare solo alcuni paragrafetti ad alcuni pittori sia estremamente riduttivo e, nel panorama complessivo dell'opera, non all'altezza di un titolo del genere. Sicuramente si legge velocemente, ma il fatto che lo spazio dedicato ai pittori sia solo (e, anche, estremamente) marginale (quanto ad approfondimento), oltre che non presente neanche in tutti i capitoli, mi ha lasciato un senso di delusione. Peccato, un'occasione mancata.