Sento di dover fare una premessa: io ho amato questo libro. E, infatti, è stato difficilissimo il distacco quando l'ho finito. Ed è stato strano, perché non credevo potesse rientrare così tanto nelle mie corde, ma, forse per la bravura dell'autrice, forse perché i miei stessi gusti stanno cambiando, ma mi sono ritrovata davvero presissima dalla storia. Ma vediamo perché.
🐺 Innanzitutto, l'originalità della protagonista. Scarlett Clarkson, per gli amici Clark, è un "unchosen". Non è una prescelta. Non ha poteri incredibili e neanche quelli che tecnicamente dovrebbe avere, dato che, pur essendo figlia di mutaforma, lei non riesce a trasformarsi. E, per questo, è emarginata sia dagli umani sia dai mutaforma. È la migliore amica imperfetta della ragazza perfetta. È la figlia che vola basso di una madre che è andata in alto. È una ragazza del tutto normale.
🐺 Clark ha di diverso rispetto a qualsiasi persona al mondo il fatto che si sia trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. E adoro che si sia comportata esattamente come chiunque in quella situazione. È stato facilissimo empatizzare con lei perché le sue reazioni erano bene o male le stesse che avrei avuto io (oddio, magari sarei stata meno coraggiosa, questo non lo so). Clark e, in generale, tutti gli altri personaggi funzionano perché sono tremendamente vicini al lettori, tremendamente umani (anche quando non lo sono tecnicamente).
🐺 E sono molto umani e belli anche i rapporti che si instaurano tra loro. Si parla di rapporti genitori-figli, di fiducia e sfiducia, dei rapporti con la comunità e con il diverso (e, parlando di Branco, potete capire che sono molto importanti). Soprattutto, ho amato l'amicizia fra Clark e Rey. Due amiche che si conoscono fin da piccole, che si supportano a vicenda, che sono anche in disaccordo, ma che alla fine si ritrovano sempre. Un rapporto così intimo, viscerale, sano e meraviglioso, che mi ha fatto sognare più di cento storie d'amore. Molti libri parlano di amicizia, ma sono pochi quelli in cui questa è davvero in primo piano. "La Ballata delle Zanne" è sicuramente uno di questi.
🐺 Ma, ovviamente, è un "paranormal mystery", parliamo del paranormal e del thriller. Prima, però, devo fare un plauso all'ambientazione. Dovete sapere che io amo le piccole cittadine americane, con i loro luoghi abituali, i paesaggi tipici, quel senso di familiarità che pervade l'atmosfera. E, nonostante tutti i problemi che affliggono Fengwood, ho ritrovato questa sensazione, quindi ne sono stata davvero felicissima.
🐺 Per quanto riguarda i mutaforma, ho particolarmente apprezzato come sono state dosate le informazioni, nonostante siano parte attiva della trama. Li vediamo in azione e il loro punto di vista, ma ne sentiamo anche parlare dagli altri personaggi, scopriamo il loro folklore, la loro storia, le loro tradizioni. La parte paranormale si amalgama benissimo con la parte mystery (di cui ho anche azzeccato qualche cosa), creando un connubio fantastico di continue curiosità e scoperte che fanno sì che una pagina tiri l'altra.
🐺 Insomma, si vede che la storia mi ha davvero catturata. E spero vivamente che ne esca un sequel, perché i punti in sospeso lasciati nel finale hanno estremo bisogno di essere chiariti (o forse sono io che voglio il sequel). Nel dubbio, nonostante forse non sia perfettissimo, di sicuro questo rientra nell'albo dei miei comfort books.