Un'ombra che chiamano krigger si aggira tra le strade macabre del nord, nessuno sa chi sia ma sono tempi sempre più pericolosi nel continente gettato ormai nelle tenebre. Tormentata tra quello che deve lasciarsi alle spalle e chi reclama il suo amore, Liv Lars guida l'alleanza bianca con Aron Sander, il gran maestro, e il comandante della guardia Aleksander Sander. I tre amici hanno il destino del continente tra le mani, anche se il loro rapporto sembra pronto a naufragare come il futuro delle casate. Tra i corridoi di Aspera, Freya la necromante combatte per restare al potere mentre Ingrid la beskytter, attratta da un amore proibito, si trova invischiata in nuove insidie insieme ad Alva la veggente. Per Liv e Finn, i due fratelli del nord, e l'intero sistema della magia, si avvicina inesorabile il momento della verità. Quando ogni certezza svanisce per cosa combattere ancora?
Terzo e ultimo libro delle Darkness Chronicles, la versione cartacea contiene 10 illustrazioni.
Scrittrice fantasy, giornalista professionista, social media expert. Vive tra i libri, commenta i libri, scrive storie e crede nel potere delle parole. Adora maghi, streghe, esseri notturni e tutte le creature magiche che la trasportano in avventure misteriose.
Eccoci, infine. Scrivo queste parole colma di emozioni, l’ultimo volume della trilogia Darkness Chronicles porta con sé la strascicante bellezza e immersione di questa serie. Il romanzo ci proietta un anno dopo i devastanti avvenimenti che hanno chiuso Moon Rays, il secondo volume. Talamh è ormai alla deriva, il territorio si è inasprito fino all’inverosimile a causa della guerra che devasta le sue floride terre. Dalla gelida Mantor l’oscurità e il terrore si propaga come una miccia, mentre l’Alleanza Bianca tenta di opporre resistenza. La narrazione è voluttuosa, spessa, consapevole e ombreggiata, che riesce a proiettare gli avvenimenti e le emozioni con una nitidezza gradevole. Non c’è nulla di stabile all’interno del romanzo: ogni cosa è in continuo mutamento, si forgiano piccole alleanze, sotterfugi, si intessono tradimenti inconsapevoli, verità dal sapore orribile vengono inghiottite. E in tutto ciò i nostri personaggi si muovono, sperando, provando paura, desiderio e temendo il futuro di Talamh che è ancora nebuloso al confine. Ingrid sta per conto suo, sempre ai bordi della narrazione mentre si scontrano sentimenti e doveri in lei; Alva è schiva, controllata e attende il momento propizio per fare la sua mossa. Freya, astuta e disposta a tutto pur di possedere ciò che desidera mentre tenta di difendere la sua nuova posizione ad Aspera; Aron è ambizioso, indurito, ostinato e dentro lui arde un desiderio indicibile. Aleksander è maturato, taciturno che però osserva, prova e combatte. Al centro della maturazione dei personaggi, però, abbiamo i due fratelli Lars. Qui diviene ancora più accecante il loro contrasto ma allo stesso tempo una metamorfosi che avviene quasi di pari passo, ad ogni azione dell’uno corrisponde la reazione dell’altro. Amici, nemici, amanti, il confine si sbava, si occulta volutamente mentre il destino di Talamh viene affidato alle accoppiate più impensabili, a sconosciuti che solcano i mari solo per recapitare un messaggio che cambierà tutto ma spezzerà anche un cuore. La scrittrice ha un talento in continua evoluzione. Riesce a farmi ridere, a spalancare la bocca per qualche plot twist che non avevo visto avvicinarsi, a gridare di fronte a certe scene cariche di una tensione che si può quasi tastare. Ma non solo, ad essere fiera per personaggi forti, intrepidi, impauriti e incredibilmente realistici. Blood è la degna conclusione di una trilogia che ci ha regalato tanto, che ci ha permesso di essere maghi in questo pezzo di terra colmo di magie, tradizioni e oscurità. Inoltre, voglio spendere due parole sulla bravura della scrittrice nell’averci dato una protagonista sfuggente come Liv. Nel primo volume pare chiaro quale fosse il suo ruolo, come se fosse modellato in una pirofila per essere solo un’eroina. E invece no, Liv si evolve, si spezza e si irrobustisce in una continua sorpresa. Passa dall’essere la figlia Lars, vissuta nell’ombra e perseguitata dagli abusi della madre ad una folgorante Dorata. Tuttavia, non si ferma qui. La Dorata, che abbiamo imparato ad amare, diviene la Vera Erede per sbocciare in una pericolosa Krigger, la vendicatrice che cercherà di fare ammenda per tutto ciò che è andato storto. E non solo questo, Liv nel corso dei libri si affila, diventando tagliente, veloce, inaspettata. Una protagonista che ha saputo trasmetterci tanto e che rimarrà nel mio cuore per la sua unicità, non priva di sbavature e disperazione e forse, proprio per questo cara. Gea Petrini, non mi stancherò mai di ripeterlo: con le tue parole riesci a farci viaggiare. Non vedo l’ora di scoprire cosa altro hai in serbo, quali altre storie ci faranno narrare lontano e vivere emozioni preziose ❤️.
Avete presente che quando si arriva ad un finale di saga o trilogia, aleggia nell'aria quella malinconia da “oddio, vorrei non finirlo mai, ma nel contempo voglio sapere”? Ecco, con Blood è stato esattamente così. Quando ho votato l'ultima pagina, mi sono sentita svuotata, vagamente nostalgica, perché ad alcuni personaggi mi ci sono davvero affezionata tanto.
Ringrazio innanzitutto l'autrice per la pazienza e per la copia cartacea (soprattutto la pazienza), ma andiamo avanti e bando alle ciance! Se le atmosfere dei primi due libri vanno via via incupendosi sempre di più, nell'ultimo volume della trilogia troviamo ancora più oscurità, più tenebra, la classica coltre di buio che soltanto alla fine verrà infilzata dal raggio di sole della salvezza e della pace. Gli equilibri sono ormai precari da parecchio tempo nel regno di Talamh, e attraverso i vari pov possiamo sperimentare da vicino tutto quello che sta succedendo in ogni fazione. Dopo la prima guerra tra luce e ombra, i regnanti cercano in tutti i modi di ovviare al problema principale, ovvero la fame della popolazione, la desolazione, il terrore che i figli delle tenebre seminano lungo le strade, la presenza costante di creature orribili ed assetate di sangue che minaccia, non solo la notte, la tranquillità delle famiglie superstiti.
In tutto questo, ritroviamo i nostri vecchi personaggi, tra cui la maga Liv Lars, ormai dotata di poteri immensi, che tenta in tutti i modi di trasmetterli anche agli altri maghi per crescere un esercito pronto ad affrontare i gardon capitanati dal fratello Finn, il capo dei Sander, Aaron, suo vecchio amante, che si ostina a voler prendere il comando di gente che non lo riconosce come proprio comandante, la negromante Freya (che si è rivelata piuttosto viscida ed opportunista, nonché una donna che è pronta a qualsiasi cosa pur di ottenere ciò che desidera), e ancora Alexander, Ingrid, Alva, che devo ammettere mi ha fatto ricredere molto in questo libro sull'opinione che avevo di lei, e tutti gli altri protagonisti della vicenda, più i nuovi arrivati.
La trama è ancora una volta piuttosto complessa, ricca di intrighi, sotterfugi, complotti celati dietro a facciate di finta solidarietà, ma come sempre la scrittura di Gea ci guida attraverso tutto questo con fluida maestria e uno stile sensuale, ammaliante, che ci trascina a rotta di collo verso il finale, con la curiosità di sapere cosa accadrà e, soprattutto, chi rimarrà in vita, perché avremo anche molte perdite, alcune facili da immaginare, altre piuttosto inaspettate ed anche fulminee, che lasceranno il lettore piuttosto spiazzato.
Se nel secondo libro ci troviamo quasi in una situazione di stallo, dove sì succedono plot twist interessanti e cambiamenti repentini ed improvvisi anche dei personaggi stessi, ma dove comunque la situazione rimane più o meno su una linea dritta e costante, in Blood si nota da subito che qualcosa di grosso bolle in pentola. C'è la frenesia del libro che deve chiudere una trilogia, quindi la storia si snoda in una maniera che vuole preparare il lettore alla grande battaglia finale, dove finalmente luce e tenebra si affrontano senza esclusione di colpi nell'atto che deciderà le sorti del regno.
Assistiamo quindi, da una parte, alla preparazione alla guerra dei maghi che stanno dalla parte del “bene” , se così vogliamo definirlo, perché alcuni risultano essere anche piuttosto moralmente grigi, e quindi alle strategie di combattimento, di azione, ma vediamo da vicino anche i loro cambiamenti caratteriali, quelli avvenuti dopo il primo scontro, mentre dall'altra parte abbiamo gli oscuri, coloro che non temono nessuno e sentono di avere la vittoria e il potere nelle loro mani, anche se nutrono loro stesso dei dubbi viscerali nei confronti di ciò che sarà il risultato finale dello scontro.
Molto interessante il fatto che le due fazioni siano in qualche modo capitanate da fratello e sorella; questa rivalità feroce che attraversa le fila dei guerrieri si avverte forte, il problema è che nonostante le idee diverse, nonostante la diatriba, la separazione dei due fratelli, entrambi in qualche modo, traspare soprattutto nella fine, nutrono ancora l'una nei confronti dell'altro dell'affetto, perché comunque sono cresciuti assieme sotto lo stesso tetto, e lo spettro dei ricordi è duro da annientare.
Ovviamente, non può mancare la sensualità, quel tocco spicy che rende la lettura piccante, senza tuttavia mai cadere nel volgare, e posso affermare tranquillamente che in questo ultimo volume Gea si è data alla pazza gioia visto che le scene di questo tipo sono in netta maggioranza rispetto agli altri due libri, ma inserite molto bene nel contesto.
Non voglio farvi spoiler, sappiate solo che mi è dispiaciuto lasciare andare il regno di Talamh e tutti i suoi personaggi, poiché comunque mi ci sono affezionata molto, sia a loro che al worldbuilding, al mondo che ha creato l'autrice, un universo ricco di magia, stregoneria, amicizia, dolori e perdite, amore, odio, lealtà e tantissimo altro. Non è mai stato facile per me leggere una saga o una trilogia e poi arrivare al tanto atteso finale, non si è mai pronti ad affrontare il termine di una storia che ci ha entusiasmato e conquistato, ma posso dire che la conclusione della Darkness Chronicles è pressappoco come la immaginavo, anche se alcune cose sono rimaste ancora sospese…e mi fanno ben sperare, che ne so, magari ad uno spin-off? Lo apprezzerei tanto! Se siete amanti del dark fantasy che tocca vette di oscurità piuttosto notevoli, dove sangue e viscere sono all'ordine del giorno, dove rituali e sacrifici si consumano col favore delle tenebre, e dove per arrivare alla pace, seppur precaria, si deve passare per la strada più difficoltosa e mai scontata, allora Talamh vi accoglierà a braccia aperte.
📝 Finalmente dopo diversi mesi dalla lettura di Moon Rays, approdo nuovamente a Talamh con Blood, terzo e ultimo volume della saga Darkness Chronicles. Ci eravamo lasciati proprio sul più bello, con un finale micidiale e uno sviluppo di trama del tutto inaspettato ma personalmente molto apprezzato. È passato un anno dal fatidico scontro con il drago bianco e Brenda, capo dei Gordon, un anno intero in cui Liv, la nostra protagonista ha potuto covare ancora più odio e sete di vendetta. Di fatto a seguito della maledizione scagliata dalle sacerdosse di Hulda, Liv vive per inerzia costretta ad essere separata per sempre dal suo amore e con il terrore di dover affrontare suo fratello Finn.
💬 Impressioni: Come il genere vuole, Gea ci delizia immancabilmente con scene crude e violente dando alla storia delle tinte oscure. Lo stile di scrittura è molto fluido, complice dei numerosi dialoghi informali che porta il lettore ad entrare nel vivo della storia. Nonostante mi siano piaciuti moltissimo tutti i volumi, Blood è stato quello che mi ha maggiormente coinvolto a 360 gradi. In questo terzo e ultimo volume i personaggi mutano e vengono completate stravolti, esempio più eclatante è Aron, che da amabile diventa veramente insopportabile, schiacciato dal rancore, dalla gelosia e da un vecchio amore oramai appassito. Abbiamo poi Finn, al quale viene rivelata una verità che se possibile lo rende ancora più cattivo di prima. Finn ribolle di rabbia e terrore costretto al silenzio di essere stato defraudato da una vita ricca di amore e priva di pericoli, questa dura realtà lo porterà a voler schiacciare ancora di più Liv e l'alleanza bianca. Anche gli altri personaggi sono pieni di sfaccettature e dal carattere mutevole come Alva e Ingrid. Inoltre ho apprezzato moltissimo che Gea abbia dato ad ogni personaggio il proprio lieto fine. Blood in conclusione è 500 pagine di pura magia, incantesimi, combattimenti e amore. Se siete amanti del dark fantasy non potete farvi sfuggire questa trilogia!
Ho letto questo romanzo con apprensione terrorizzata di una fine debole della storia. Questa saga per me è stata un crescendo, con il terzo volume che brilla nella trama e nello stile dell'autrice, un romanzo stupendo pieno di emozioni intrappolate tra le righe. Finn è il personaggio che ho odiato con tutta me stessa e che in questo libro però si apre mostrando parti di sé che non siamo pronti a scoprire. Sempre ricchi colpi di scena ti fanno stare con il fiato sospeso, sono presenti scene dark horror e scene di passione. Una saga che dovrebbe stare in libreria. Bellissimo.
514 pagine di tutto. È così che mi sento di commentare questo libro, qui succede il mondo. Tra la sensualità e fluidità della storia ci troviamo a un finale coi fiocchi in un'atmosfera dark che mi ha emozionato. Ho amato i sotterfugi, i complotti e i personaggi che mutano dal secondo libro.
Non lo scelgo come preferito tra i tre libri di questa storia per via dei colpi di scena che mi hanno sconvolto mentalmente, ma sappiate che è lì subito dopo Moon Rays. Ogni libro di questa trilogia si è rubato un pezzo del mio cuore e lo sta custodendo in libreria tra le sue pagine.