Antonin Artaud aurait voulu que lui soit épargnée la dérision de voir les textes qu'il écrivait au Mexique connus en espagnol avant de l'être dans leur langue originale. C'est pourtant ce qui arriva pour la plupart d'entre eux. Aussi les Messages révolutionnaires furent-ils, à leur parution, une révélation.On y découvre un Antonin Artaud beaucoup plus inséré dans son époque qu'on a voulu le dire et participant comme jamais il ne l'a fait en France à la vie politique et sociale d'un pays qui lui paraît être un creuset de l'Histoire. Sa réflexion sur le marxisme, entamée depuis son passage dans le surréalisme, il la poursuit ici, à vif, en se passionnant pour la révolution mexicaine qu'il souhaiterait plus pro-indienne qu'elle ne l'est. Et, par le "contact avec la Terre Rouge", il cherche à retrouver les secrets de l'antique culture solaire. Grâce à cela, sans doute, les Messages révolutionnaires, écrits en 1936, vibrent toujours d'échos contemporains.
French surrealist poet and playwright Antonin Artaud advocated a deliberately shocking and confrontational style of drama that he called "theater of cruelty."
People better knew Antoine Marie Joseph Artaud, an essayist, actor, and director.
Considered among the most influential figures in the evolution of modern theory, Antonin Artaud associated with artists and experimental groups in Paris during the 1920s.
Political differences then resulted in him breaking and founding the theatre Alfred Jarry with Roger Vitrac and Robert Aron. Together, they expected to create a forum for works to change radically. Artaud especially expressed disdain for west of the day, panned the ordered plot and scripted language that his contemporaries typically employed to convey ideas, and recorded his ideas in such works as Le Theatre de la cruaute and The Theatre and Its Double.
Artaud thought to represent reality and to affect the much possible audience and therefore used a mixture of strange and disturbing forms of lighting, sound, and other performance elements.
Artaud wanted that the "spectacle" that "engulfed and physically affected" this audience, put in the middle. He referred to this layout like a "vortex," a "trapped and powerless" constantly shifting shape.
é um livro um pouco mais fragmentário do que eu gostaria, mas cumpre um importante papel de registrar as impressões de artaud na sua pesquisa no méxico revolucionário. me foi útil para explicitar certas premissas das vanguardas modernas europeias e lê-las diretamente da fonte. as críticas ao marxismo que ele faz hoje já não fazem mais sentido, pois as articulações com a psicanálise já são robustas e bem desenvolvidas. no fim das contas, é um depoimento relevante para apontar o sentido da arte e sua relação com a revolução.
"Quando si parla, oggi, di cultura i governi pensano ad aprire scuole, a far andare le macchine da stampa, a far scorrere l’inchiostro tipografico, mentre per far maturare la cultura bisognerebbe chiudere le scuole, bruciare i musei, distruggere i libri, spezzare le rotative delle tipografie” (L' uomo contro il Destino)
Antonin Artaud, per molti, era un folle, e per questo nella sua vita finì anche in manicomio. Ma era sicuramente un artista di valore, se con valore si intende non tanto la bravura letteraria o drammaturgica quanto la volontà sfrenata di agire nella società per lasciare un segno che possa essere al tempo stesso rivoluzionario e ispiratore.
Leggere Artaud non è facile. Resta uno degli artisti più visionari e lungimiranti, divergenti e dirompenti che il XX secolo ci abbia regalato. Quest'opera raccoglie gli scritti prodotti nel 1936, durante il viaggio in Messico alla scoperta di un'umanità più genuina, di un modo di fare teatro più aderente alla corporeità e avulso dagli stilemi occidentali già troppo commerciali. "Perdio, pubblicate quel mio libro, mi pagherete dopo, ma pubblicatelo!", intimava Artaud a un editore per stimolarlo sull'importanza del contenuto di un'altra sua opera. Prima il merito, poi il denaro, altrimenti è morte. Come è morte per Artaud il mondo teatrale che vede agire ogni giorno, ormai ridotto a divertimento serale e lontano dall'essere più quel rito di purificazione collettiva che Artaud ricerca nelle pulsioni e nelle trance del Centro America.
L'opera letteraria meriterebbe di non essere valutata, tanto è lontana da qualunque saggio moderno per composizione (si tratta pur sempre di una raccolta di saggi, lettere e discorsi preparatori) quanto per energia dirompente, autentica, vuota di ogni opportunismo.
Mi è piaciuto questo viaggio: data anche l'esiguità dell'opera, è uno di quelli che credo ripeterò.