One of a series of monographs introducing the work of 20th-century artists, this text is devoted to Marc Chagall. Chagall developed a romantic and personal naive style based on themes from Eastern European Jewish life and Russian and Jewish folklore. He was strongly influenced by the brilliant colours of Fauvism and by the new sense of space of Cubism.
Marc Chagall is my favorite 20th c artist and one of my best gifts ever was having the chance to see an extensive Chagall exhibit when I was visiting my cousins in France. Thanks Guy! As an overview and bio sketch, it was pretty decent; though I do question some of the editorial choices in terms of picture placement and the pieces featured. I was surprised and disappointed that none of the fabulous pieces we have in Chicago were part of the selections.
Un libro che non scalfisce se non la superficialissima sostanza dell'opera di Chagall, le cui informazioni tutte si limitano a quel che si potrebbe benissimo vedere coi propri occhi, e nulla valgono in più che un frettoloso camminare per le sale di una mostra dedicata, o d'uno svogliato sfogliare le pagine di un catalogo delle opere di Chagall.
Questo non è il libro di un critico, né d'un filosofo, e se nulla ci sarebbe di male in ciò: qui Mandiargues, cessa d'essere persino scrittore, egli è un appassionato, un amante di Chagall, che tanto n'è innamorato dall'esser reso cieco dal confesso amor che prova per l'artista in questione (pp. 33, 61). Chagall infatti è, a suo dire: il più simbolico (p. 54), il più libero (p. 56), il più vitale (p. 34), il più moderno (p. 35), il più indisciplinato (p. 14), il più aereo (p. 18), il più poetico (pp. 15, 54), il più erotico (pp. 38, 54), il più mistico (pp. 27, 54), il miglior artista d'animali (p. 43) nonché d'angeli (p. 52), il più preciso critico di sé stesso fra tutti gli artisti (p. 56), immensamente ebreo (p.62) e prodigiosamente russo (62), egli è «il geniale veggente del rinnovamento sociale» (p.62), e il più pittore fra i pittori insomma ed il più artista fra tutti gli artisti, quasi da far venire il dubbio che de Mandiargues non abbia mai visto altro pittore affatto, o che ogni altro quadro visto durante tutta quanta la sua vita l'abbia attribuito al divinizzato Chagall.