Jump to ratings and reviews
Rate this book

La Guerra del Vietnam

Rate this book
“In quell’umido pomeriggio di marzo, mentre marciavamo tra i campi di riso, portavamo con noi, oltre agli zaini e ai fucili, anche l’intima convinzione che il Vietcong sarebbe stato rapidamente sconfitto. Ci tenemmo gli zaini e i fucili, quella convinzione svanì”.Per gli Stati Uniti il Vietnam non è stato soltanto il drammatico risveglio di un’intera generazione che era cresciuta immersa nel sogno americano, ma è stata anche la miccia che ha portato alla luce le tremende differenze culturali e politiche che animavano di Stati Uniti dell’epoca.Per i vietnamiti e per tutto il Sud-Est asiatico invece questa sporca guerra ha rappresentato una tragedia epocale, un dramma inimmaginabile per chi non ha vissuto sulla sua pelle quell’orrore infinito.Il Vietnam è stata la prima guerra televisiva, il primo conflitto in cui gli orrori del fronte sono arrivati fin dentro le case dei privati cittadini, molto spesso senza censura.Per questa il Vietnam è ancora oggi un tabù, nonostante la mitologia creata da Hollywood intorno a quest’evento drammatico con una serie sterminata di film.Samuelson racconta in maniera puntuale e diretta un conflitto che ha sconvolto il mondo, attraversa con il suo stile pulito e asciutto una guerra che ha mostrato al mondo intero il vero volto dell’orrore.

137 pages, Paperback

Published April 1, 2021

Loading...
Loading...

About the author

Richard J. Samuelson

23 books1 follower

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
0 (0%)
4 stars
2 (22%)
3 stars
7 (77%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Fede La Lettrice.
869 reviews93 followers
March 4, 2022
Breve saggio, agile, semplice, che spiega come si arrivò alla Guerra del Vietnam partendo dalla dominazione francese di quella parte di territori asiatici.
Una guerra, quella del Vietnam, che impegnò le forze statunitensi per ben 6 mandati presidenziali, da Eisenhower a Carter; che fu la prima guerra televisiva e la prima guerra 'pop' quando la sua rappresentazione su piccolo schermo sfuggì dalle mani del governo e fu trattata da chiunque potesse trasmettere video (basti solo pensare al fatto che buona parte dei soldati americani coinvolti era afroamericana mentre il governo sceglieva di trasmettere solo filmati con militari bianchi perché bianchi, e benestanti, erano la maggioranza di coloro che ai tempi possedevano una tv).
La guerra che più di tutte fino a allora devastò il popolo americano, persa già dalle premesse quando, per dirne una, gli americani fecero il grave errore di considerare i contadini asiatici alla stregua dei propri come competenze tecniche e familiarità con le armi, o quando bombardando edifici e fabbriche pensarono di avere fiaccato un territorio costituito prevalentemente di foreste, risaie e cunicoli sotterranei.
Fu allora decretata la perdita dell'innocenza di un'intera generazione i cui genitori avevano trionfato nella Seconda Guerra Mondiale pochi anni prima e per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, i reduci si trovano a essere dei perdenti sia nell'immaginario collettivo che nel proprio.

"Il Paese non è disposto a muovere un dito per la gente che ritorna a casa, o per quello che hanno vissuto. Il sentimento verso i veterani era . I civili non potevano guardare in faccia i reduci: rappresentavano in maniera palese la sconfitta di una nazione abituata a vincere. Chi aveva perso un figlio, un fratello, un padre o semplicemente un amico non poteva sopportarli, se i loro cari non ce l'avevano fatta la colpa era anche dei reduci, quegli uomini esprimevano il disagio sociale di un conflitto che aveva falciato irrimediabilmente una generazione, incarnavano un senso di sconfitta insanabile. Gli stessi reduci inoltre si sentivano completamente smarriti e abbandonati".
"Ogni guerra porta al limite estremo gli esseri umani, su questo non ci sono dubbi, in ogni conflitto uomini e donne sono costretti a fare cose inimmaginabili, impensabili. Quando spariscono concetti come giusto e sbagliato l'unica cosa che conta è restare vivo e nessuno può sapere come si comporterà in una situazione critica".

In coda c'è una bella parte dedicata a come letteratura e cinema hanno saputo interpretare questo periodo buio della Storia.
Il primo film sulla Guerra del Vietnam fu Berretti verdi con John Wayne, uscito addirittura nel 1968, film propagandistico molto contestato. Si passa poi ai colossal Apocalypse Now di Coppola, Taxi Driver di Scorsese, Il cacciatore di Cimino così duri e violenti, così schietti nel descrivere l'assurdità del conflitto da scatenare enormi polemiche.
Negli anni '80 si passa al filone dei film riguardanti le problematiche scaturite da una guerra sporca con Rambo, Platoon, Hamburger Hill, Full Metal Jacket e, ancora, il filone 'missing in action' (Rambo 2, Fratelli nella notte) con cui si mostravano le difficoltà e le problematiche di ricerca e recupero dei prigionieri di guerra.

3 stelle e mezza
Profile Image for Filippo Menegola.
4 reviews
March 24, 2025
Breve saggio scorrevole, che presenta una delle pagine più oscure della storia americana
Displaying 1 - 2 of 2 reviews