In un’afosa mattina di fine estate, il cadavere di una donna emerge dalle limacciose acque del lago, seminando lo sconcerto tra gli abitanti della tranquilla cittadina di Castel Gandolfo. La donna è molto conosciuta in paese, in quanto al centro di una vicenda amorosa che coinvolge l’ex marito, pittore in crisi, e un noto presentatore televisivo. Il caso viene assegnato a Lorenzo Festa, sostituto commissario giovane e ambizioso, che dovrà confrontarsi con personaggi poco avvezzi alla verità, nonché con il fumoso ambiente della politica e il mistero di un’antica setta. Tutto sembra parte dello stesso disegno, ma Festa sa bene che in un caso simile nulla può essere dato per scontato. L’ indagine, infatti, si rivela ben presto una discesa progressiva e implacabile verso gli inferi della follia umana. Il giovane commissario dovrà scandagliare gli antri più bui del vivere quotidiano, per scoprire quanto labile e a volte ingannevole possa essere il confine tra normalità e pazzia.
Bea65 - per RFS . Come recensire un giallo senza fare spoiler, difficile, però ci provo.
Questo è un libro scritto veramente bene, i personaggi hanno un forte carattere e personalità. Mentre leggi, ti sembra di vederli e vorresti interagire con loro.
Eva è stata uccisa nel lago Albano, a indagare è stato chiamato il vice commissario di Albano Laziale Lorenzo Festa. Un giovane che ha fatto della ricerca della verità la sua ragione di vita. Personalità interessante che però riserverà delle sorprese. Non me lo aspettavo: personaggio che ti prende, ti coinvolge con la sua personalità introversa. E mai mi sarei immaginata che facesse quella scelta.
Ad assisterlo nelle indagini c’è l’agente scelto Michele Russo, mancato pilota di Formula Uno per come guida, anche se lui afferma che non c’è pericolo, ha sostenuto un corso di giuda sicura. Personaggio divertente, che con la sua “napoletanità” è irriverente, intuitivo e sveglio nel cogliere i più piccoli suggerimenti del capo.
L’indagine è stata affidata al magistrato Antonella Greco, bella donna, intelligente e determinata. È interessata a Festa, ma riuscirà ad attirare la sua attenzione senza mettere a rischio il lavoro?
Eva Baldese era legata sentimentalmente da sei mesi al conduttore televisivo Mattia Trevisani, personaggio vanesio e amante del potere, il quale la amava. Ma la notte della scomparsa avevano litigato ed Eva era andata via di casa. Fino a un anno prima era sposata con Ivano Giordano, pittore di talento. Per anni avevano cercato di avere figli, non ci erano mai riusciti e questo aveva portato Ivano verso l’alcolismo ed Eva alla ricerca di una nuova vita.
I sospettati principali sono i due uomini. Non potrebbero essere più diversi: uno incentrato solo su se stesso e sul suo desiderio di entrare in politica e l’altro che si sta distruggendo dal dolore con l’alcool.
I colpi di scena non mancano.
Lettura scorrevole e intrigante. Leggetelo, nemmeno io che leggo gialli da anni avevo preso in considerazione certe possibilità.
Complimenti allo scrittore perché ha reso interessante ogni storia collegata ai personaggi e invoglia il lettore ad arrivare alla fine per vedere cosa succederà.
non posso che dare un ottimo giudizio a questo romanzo. La trama, lineare e coerente, è arricchita da personaggi vivi e tridimensionali. Di ognuno si conoscono vizi e virtù e nessuno di loro annoia, anzi. Il punto di forza di questo romanzo è però indubbiamente lo stile: asciutto ma descrittivo al punto giusto, con pennellate di rara intensità che difficilmente si trovano in un autore di gialli moderni.
Un giallo carino, scorrevole, una trama che incuriosisce, la piccola chicca nel finale lo fa apprezzare un po' di più. Degne di merito sono le approfondite descrizioni ambientali e le caratterizzazioni dei personaggi. Piccola analogia con De Giovanni è l'illustrazione, in pochissime righe, dello stato d'animo dei personaggi in un dato momento nella storia. Attendo il numero 2 della serie per capire meglio, intanto..."Tre stelle".
Siamo in estate, il vice commissario Festa si ritrova a indagare su un misterioso omicidio avvenuto sulle sponde del lago Albano. La vittima è una donna, Eva Baldese, conosciuta per essere la fidanzata di un noto presentatore televisivo, Mattia Trevisani. In un intreccio che coinvolgerà Trevisani, una setta gnostica e l’ex marito della Baldese, lo stile chiaro e fluente di Marra ci porta a voltare pagina con una rapidità disarmante. Nei capitoli finali, come deve essere in un buon thriller, l’imprevedibilità la fa da padrona. Il colpo di scena conclusivo ribalterà le carte in tavola. Ma non per tutti... Perché dico questo? 🤫 Bè, scopritelo da soli! 😁
La trama: “In un’afosa mattina di fine estate, il cadavere di una donna emerge dalle limacciose acque del lago, seminando lo sconcerto tra gli abitanti della tranquilla cittadina di Castel Gandolfo. La donna è molto conosciuta in paese, in quanto al centro di una vicenda amorosa che coinvolge l’ex marito, pittore in crisi, e un noto presentatore televisivo. Il caso viene assegnato a Lorenzo Festa, sostituto commissario giovane e ambizioso, che dovrà confrontarsi con personaggi poco avvezzi alla verità, nonché con il fumoso ambiente della politica e il mistero di un’antica setta. Tutto sembra parte dello stesso disegno, ma Festa sa bene che in un caso simile nulla può essere dato per scontato. L’ indagine, infatti, si rivela ben presto una discesa progressiva e implacabile verso gli inferi della follia umana. Il giovane commissario dovrà scandagliare gli antri più bui del vivere quotidiano, per scoprire quanto labile e a volte ingannevole possa essere il confine tra normalità e pazzia.”
Bella storia, ben distribuita, ma mi aspettavo di più. Abituata a leggere romanzi dello stesso genere, anche con trame simili, ho capito che mi è mancato qualcosa, forse nella scrittura di Marra. Non dico che sia scritto male, anzi, ma ho letto di meglio.
La storia è avvincente ma si capisce presto chi potrebbe essere l’assassino. Inoltre la doppia personalità dell’ex marito della vittima è messa in chiaro già nella prima metà del romanzo, anche se la verità viene svelata solo alla fine, come se non fosse già chiaro… troppe cose si capiscono troppo presto.
Quello che invece non avevo capito erano le vere intenzioni del sostituto commissario: ho apprezzato tantissimo il modo in cui l’autore è riuscito a narrare la storia senza farsi capire fino in fondo.
Durante il romanzo conosciamo i diversi personaggi, il migliore dei quali è sicuramente Russo, che dovrebbe essere secondario, ma che spicca per capacità, intelligenza e simpatia.
Quando ci vengono presentati i veri protagonisti non abbiamo una conoscenza approfondita della loro storia, sappiamo solo quello che serve ai fini della narrazione e anche qui qualcosa non va. Per capire bene la psicologia di un personaggio dobbiamo saperne di più.
Mi è piaciuta la storia in sé, ma non come è stata affrontata la narrazione. Mi dispiace, perché con qualche accorgimento, sarebbe potuto essere un gran bel thriller: troppo prolisso in alcune parti inutili, troppo scarno in altre. Bello il depistaggio nei confronti del lettore quando sono state introdotte possibili alternative alla soluzione finale.
Quando un giallo ti tiene fino alla fine in dubbio, ha già vinto. Ma quando lo scrittore riesce a creare sintonia tra il lettore ed i personaggi, allora il libro ha ancora più merito. Una storia semplice, avvincente, che nasconde però, nel profondo del lago, un qualcosa di oscuro, di malefico. Bravo Marra a far scorrere le pagine, a creare simpatie, a far tifare il lettore fino alla fine: alcune partite le vincerete, altre no, ma di certo non avete tra le mani un libro a caccia del pareggio. Dentro o fuori?
PERCHÉ??? La trama non era male e aveva un buon potenziale ma caspita abbiamo scopiazzato De Giovanni con i suoi bastardi E non parliamo del finale...No non ci siamo proprio Dopo un finale così chi ha voglia di continuare la serie di sto vice commissario Festa
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