Aibhill, giovane nipote della capo villaggio, è una caoineadh molto dotata che sta terminando la sua istruzione. Ignara dei segreti che hanno portato Daoine, capostipite della sua specie, a svelarsi agli uomini e ben lontana dal comprendere a pieno la dualità tra la magia della Madre (intesa come forza naturale della vita) e il potere della Signora (allegoria della morte, come forma inevitabile e necessaria per l’equilibrio di tutte le cose), sarà costretta a intraprendere un viaggio al seguito della scorta reale. Durante tale percorso sceglierà di redimere il suo popolo agli occhi degli uomini, nonostante il lampante odio di questi ultimi nei suoi confronti. Non sarà facile la strada che la porterà a raggiungere il suo obiettivo; dovrà subire angherie e sopportare le catene ai polsi, sventare un intrigo ai danni del principe ereditario e convincere il rampollo dell’Accademia di magia di Auril che lei non è il nemico ma un valido alleato.
“Caoineadh- La dama urlante” è un romanzo fantasy del 2018 scritto da Eva D’Amico ed edito da “IDEA-Immagina di essere altro”. Ho acquistato questo libro al Salone del Libro di Torino dopo una lunga e ponderata scelta; scelta che, ci tengo ad anticipare, è stata ottima.
Si tratta di un romanzo corale, con diversi punti di vista: la protagonista è la giovane Aibhill, una caoineadh alle prime armi ma molto dotata. Si tratta, semplificando, di una specie di strega con la capacità di vedere il futuro, i cui poteri attingono dall’equilibrio nell’ascolto di due divinità, la Madre (che rappresenta la vita) e la Signora (che è la morte). La vita di Aibhill viene ulteriormente complicata dall’ordine reale di unirsi ad una spedizione con l’erede al trono, Arzhel, giovane desideroso di mettersi alla prova prima di regnare, e Eleison, un generale burbero, reso ancora più altero da un desiderio non troppo ricambiato di una prostituta, Sonia. Il gruppo è poi scortato da Fynn, amico fedele di Aibhill, e Ejnar, mago apprendista bramoso di fermare in modo definitivo i poteri della caoineadh.
Il libro inizia in modo classico, con tutti i cliché tipici dell’high fantasy, compresi i soldati che vanno a prostitute ogni cinque minuti e il bisogno machista di andare in battaglia ad ogni costo; la particolarità, tuttavia, è come questi stereotipi vengano messi in discussione ogni volta grazie al sapiente utilizzo dei punti di vista multipli. Eva D’Amico presenta una narrazione che ricorda un po’ quella di Martin, rendendo ogni punto di vista unico e ragionevole, seguendo cioè l’idea che “ogni personaggio è l’eroe della propria storia.” Tutti hanno le proprie ragioni e agiscono cercando di fare ciò che è meglio per il proprio punto di vista; questo lo rende un romanzo molto complesso, con personaggi a tutto tondo con una introspezione psicologica notevole.
Ho apprezzato particolarmente il modo di interagire dei personaggi, non banale e mai scontato, con un’empatia da parte dell’autrice molto marcata. In particolare, ho trovato sublime il modo di affrontare il personaggio di Sonia e tutto il tema, spesso romanticizzato o reso comico nei fantasy, dello sfruttamento della prostituzione: la resa era moderna, profonda e trattata con grande rispetto e maturità.
La trama ha uno sviluppo lineare, con un colpo di scena forte circa a metà libro, cosa che contribuisce a fare crescere e sviluppare i singoli personaggi, sia in maniera individuale che corale; il tema del viaggio come maturazione è centrale e sviluppato molto bene.
In conclusione, consiglio questo romanzo agli amanti dell’high-fantasy, a riprova che è possibile scrivere qualcosa di nuovo e diverso partendo dagli elementi tipici del romanzo fantastico. Il libro, oltretutto, ha un buon ritmo e si legge velocemente senza intoppi.
“Ci sono legami che non si possono recidere neanche mandando in frantumi il Fato.”
È tanto facile quanto difficile definire Caoineadh – La dama urlante, di Eva D'Amico Il mio compito di Custode di Storie, però, è quello di provarci, e quindi eccomi qui.
Caoineadh è un viaggio. Un viaggio dolce come la sua Scrittrice Eva, in grado di creare immagini tanto potenti quanto educative (credo, per esempio, di non aver mai visto descritti in tanti modi diversi gli occhi della stessa persona, e ogni modo più magnifico del precedente). Caoineadh è un’avventura, una scoperta, un intreccio da sciogliere a ogni passo e a ogni “punto di vista”.
Eva ama l’arte, e questo libro è “arte”. La dama urlante è scrittura, è danza, è musica, è poesia. La scrittura di Eva, per dirlo (spero) come lo direbbe lei, è “dolce come un germoglio e forte come il tronco di un albero secolare”.
Ringrazio la mia compagna (e scrittrice) Sara Cremini per avermela fatta conoscere. In queste due fantastiche donne e scrittrici, come ho avuto modo di dire a entrambe, trovo tantissime similitudini, anche se ognuno rimane sempre fedele a se stessa. E c’è forse qualcosa di più bello di questo? L’arte unisce, l’arte fortifica, l’arte rende più stessi nella propria singolarità.
“…queste orrende mani sporche di sangue gronderanno ancora e ancora, fin quando ce ne sarà bisogno, ma non permetteranno mai alle loro mani di sporcarsi nuovamente!”
La scrittura di Eva è limpida, fluida, originale. Le sue parole hanno la capacità di incantare e tenere gli occhi incollati alle pagine dall'inizio alla fine della narrazione.
Personaggio preferito: Eleison
Citazione preferita: "Cos'è poi il potere? L'essere umano crede sia la forza necessaria a piegare il prossimo al proprio volere ma non capisce che, invero, risiede nell'aiutare gli altri a elevarsi. Quando riusciranno a comprenderlo il mondo sarà un posto diverso."
A chi lo consiglio: . A chi ama gli High fantasy da urlo, quelli da divorarsi in un'intera notte. . A chi ambisce trovare equilibrio . A chi crede nell'energia della natura e la rispetta come una madre . A chi ama leggere storie scritte in modo magistrale . A chi ama personaggi dalle vite intrecciate, segnate dal fato, ma capaci di cambiare il proprio destino . A chi ama l'amore, gli intrighi, i tradimenti, la magia, la forza della saggezza
Aibhill è una giovane Caoineadh, ha una connessione con la natura, può leggere le menti e vedere il futuro altrui. Ha sempre vissuto in un villaggio di donne come lei e non ha mai conosciuto la vita dei normali uomini. Il re la convoca perché accompagni con il principe, il generale e un mano una spedizione importante. Lei è nata perché ciò accadesse, ma quando il destino la chiamerà ha fare la sua parte, sarà lei a decidere il futuro degli uomini e del suo popolo di donne streghe. Premetto che è stato un acquisto dettato dalla curiosità per un editore che ho scoperto quasi per caso su Instagram e ho incontrato al Salone del Libro di Torino dove ho chiesto un libro che fosse autoconclusivo. Questo acquisto poteva rischiare di essere un buco nell’acqua, però come ormai sono convinta è in questo genere di realtà che si possono trovare autori buoni, magari ancora acerbi ma che se continueranno il loro percorso daranno grandi soddisfazioni. Credo che sarà certamente così anche per Eva D’Amico, che con questo volume ha ribaltato molte delle brutture che trovo in questo genere di romanzi fantasy e scritti da esordienti.. Partiamo a parlare di punti di vista. Io odio i pdv multipli in prima persona. Di solito dopo un paio di capitoli perdo il filo, oppure mi affeziono troppo a un personaggio e voglio sapere solo di quello e vorrei saltare o leggo in fretta gli altri; insomma quando ho visto che si trattava di voci narranti multiple già temevo che fosse una lettura lenta e poco interessante. Invece no! La costruzione dei personaggi è semplice e ben calibrata, quindi ogni pdv (soprattutto nei primi capitoli) acchiappa il lettore e lo accompagna avanti nella storia. Certo ci si affeziona a uno o due personaggi, ma anche quando si passa a un altro le situazioni narrate non bloccano la lettura. Fidatevi, non è una cosa così semplice da strutturare soprattutto nei fantasy. Il word building non è invasivo. Ogni fantasy ha la sua costruzione alle spalle. E di solito l’errore di base è di mettere troppo mondo e poca storia. L’autrice invece spiazza anche qui il lettore, usando scene e parti di trama appunto per spiegare la vita del mondo che ha creato, senza fare pagine e pagine di spiegoni. Non è un fantasy mappazzione. È un buon mondo che ha delle buone potenzialità sviluppate dai personaggi. I personaggi. Anche qui temevo nella banalità, anche qui ho dovuto ricredermi. Sebbene l’evoluzione sia chiara per tutti i personaggi a volte rischia di essere troppo immediata in alcuni passaggi, ma a parte questo, tanto di cappello. Un plauso va anche alla grafica della cover e all’interno, anche se ci sono nell’impaginato un po’ di orfane e vedove e forse avrei voluto una ricerca più audace sul font della cover e dell’interno. Le pecche? Ci sono piccoli refusi, ma onestamente per questo editore che è ancora piccolo, sono sia perdonabili, sia così minimi che lo reputo un buon testo e ben editato. Ci sono un paio di piccole incongruenze narrative, onestamente sono il pelo nell’uovo a volerlo cercare, ma ribadisco, sono poco rispetto agli errori che di possono trovare intesti di medi/grandi editori. In definitiva, quattro stelle e corro subito a procurarmi anche gli altri due libri editi per IDEA di questa autrice. Un fantasy molto particolare, una storia mai banale, emozionante e che non si perde nel classico viaggio “degli eroi”. Consigliatissimo, mi aspetto grandi cose sia da questo autore che dall’editore, ma mi auguro che sistemino l’impaginazione del testo nei prossimi libri.
Le streghe da sempre hanno popolato la nostra immaginazione, spesso come creature maligne ma a volte anche come donne benigne. A livello antropologico, le streghe sono esistite fin dall’alba dei tempi, spesso erano persone dedite alla conoscenza delle erbe o a culti non ortodossi. Le ritroviamo ai tempi dei greci e romani, dove le strie erano creature simil vampire che rapivano i bambini, ma fu con l’avvento del cristianesimo che si ebbe l’apice del sospetto e dell’isteria nei confronti di queste fantomatiche creature.
Il libro Caoineadh – La dama urlante di Eva D’Amico tratta in maniera realistica la stigma sociale che spesso persone dedite a culti diversi e incomprensibili subivano dalla maggioranza. Non a caso, le Caoineadh (pronuncia “cuinè”) note anche come Banshee, sono state delle figure mitologiche soggette a una lenta demonizzazione durante i secoli. Inizialmente erano spiriti con un alto livello di empatia, sensibili alla sofferenza altrui. Col tempo questa cosa fu tramutata in presagi di morte e sfortuna. A volte era raffigurato come uno spirito che vegliava su una famiglia, anticipando il decesso di un membro. Nel romanzo, Caoineadh sono streghe il cui potere si trasmette per via matrilineare, dedite a un culto matriarcale e pacifico. In contrasto con i maghi dell’Accademia che sfruttano una magia artificiale per avere i poteri e prestigio.
Ma torniamo al romanzo: la storia narra della giovane Aibhill che dovrà scortare il giovane principe Arzhel e riscattare il suo popolo agli occhi del regno. Ma qualcuno trama alla spalle affinché ci sia un altro genocidio di streghe.
Come detto in precedenza, vi sono diverse tematiche: la dicotomia tra il maschile e il femminile, rappresentato dalla Madre e dal Padre, la prima figura protettrice e la seconda guerriera. Anche la differenza tra il potere delle streghe, nato per via genetica, e quello dei maghi, per via artificiale. Pare una metafora anche della guerra tra società matriarcale e patriarcale, gli stregoni dell’Accademia sono un chiaro riferimento ai sacerdoti monoteisti, sebbene posseggano loro stessi le conoscenze arcane. Vita e Morte hanno un peso notevole nel romanzo, le due divinità rappresentano i due lati della vita, mentre la Signora non ha bisogno di un compagno, il suo regno è eterno e senza consorti.
La xenofobia è la seconda tematica: durante il viaggio assisteremo a un mutuale cambiamento psicologico dei personaggi, dove pian piano inizieranno a mettere da parte i pregiudizi per conoscere la persona che inizialmente si odiava. Il romanzo è un invito a andare oltre le apparenze per conoscere la verità.
Terza tematica è il sacrificio: Aibhill per affermare il libero arbitrio, dovrà sacrificare qualcosa. Ogni scelta ha le sue conseguenze e sebbene noi siamo “liberi” di scegliere, dovremo sempre sopportare il peso delle nostre azioni.
“Ci sono segreti gelosamente custoditi nei due alti palazzi che guidano il nostro regno e i muri sussurrano, solo a chi li governa, storie troppo pericolose per orecchie comuni”. Il Palazzo del Drago nella capitale. La Torre d’Oro degli Accademici. Il re e l’arcimago. La corona e la magia. Cosa tramano? Cosa nascondono nelle Lande, in quella foresta prospera e silenziosa? Il Regno di Mochridhe, in passato, si è macchiato di una terribile colpa: hanno quasi sterminato la stirpe delle Caoinedh, le dami urlanti, streghe, discendenti di Daoine, erede e custode di un antico sapere. Dopo l’attacco al villaggio delle streghe, il Regno è progredito, ha conosciuto benessere e potere. Ma a quale prezzo? Un’intera congrega decimata per nascondere la verità. Per tenere celato un segreto che avrebbe ribaltato le sorti del Regno. Ma ciò che è stato predetto, si avvererà. Il tempo degli uomini è arrivato alla fine, la distruzione è alle porte. Non si può piegare il Fato. L’Oscura Signora attende il suo tributo. In questa fosca realtà compiranno il loro destino Aibhill, strega e nipote della capo villaggio, il principe Arzhel, erede al trono dal cuore buono, il generale Eleison, impavido, forte, valoroso, alla ricerca di qualcosa che lo appaghi, lo renda completo. Sonia e Fynn, comprimari di uno stesso destino: la prostituta e il cacciatore. Dovranno scendere a patti con le loro scelte, metteranno in discussione tutto quello che hanno sempre creduto. Osserveranno il mondo attraverso gli occhi verdi e profondi di Aibhill. Un potere sopito per troppo tempo sta per risvegliarsi. Aibhill dovrà accettare il suo destino, c’è sempre un prezzo da pagare per il potere della Madre. ✨Un romanzo che vibra di magia, leggende, maghi, draghi, pietre arcaiche dai poteri straordinari. Un viaggio dell’eroe attraverso prove, profezie, illusioni, dove la sorte è stata annullata. Il Destino è stato cambiato. Personaggi ben costruiti che emanano una forza magnetica, la loro storia vi attrarrà inesorabilmente. Un fantasy che vi terrà col fiato sospeso, con un epilogo che mi ha fatta disperare per la sorte del valoroso Eleison, ma dovrete arrivare fino all’ultima pagina per sentirvi a casa.
“Cos’è poi il “potere”? L’essere umano crede che sia la forza necessaria a piegare il prossimo al proprio volere ma non capisce che, invero, risiede nell’aiutare gli altri a elevarsi. Quando riusciranno a comprenderlo il mondo sarà un posto diverso.” • • Avete presente quando state leggendo un libro e fisicamente non riuscite proprio a staccarvi? Ecco questo è quello che è successo a me con Caoineadh.. più qualche infarto e qualche salto dalla sedia! La storia è davvero coinvolgente e ricca di colpi di scena imprevedibili.
Ci troviamo in un mondo in cui le Caoineadh sono delle maghe, estremamente legate alla natura e agli elementi. Sono assolutamente affascinanti perché possono prendere su di sé il dolore degli uomini, per renderli più leggerli, in particolare poco prima della morte. Purtroppo questa loro connessione con la morte ha fatto sì che venissero associate ad essa e si iniziasse a credere che ne fossero loro stesse la causa e portassero sfortuna. Dopo che una di loro venne accusata di aver ucciso il re, furono decimate e solo pochissime comunità rimasero, tra cui quella della nostra Aibhill. L’ho amata fin da subito, in particolare per il fatto che non è il solito personaggio che uccide senza rimorso. Lei è consapevole delle conseguenze che ci sono quando una persona provoca dolore ad un’altra e la ritiene una cosa insopportabile ed ingiusta e proprio per questo è disposta a sobbarcarsi le sofferenze degli altri. È una ragazza anticonformista e ovviamente cattura subito l’attenzione del Principe e della sua Guardia 😏. Aibhill ha un destino da compiere, e una scelta molto importante da fare.. e quando perfino il Fato viene sovvertito e tutto sfocia nel Caos, lei non perde la sua fede e i suoi valori! Il suo popolo è riuscito a capire che il potere, quello vero, sta nell’aiutare gli altri, non nello schiacciarli.. e se questo messaggio fosse chiaro a tutti anche il nostro mondo sarebbe un posto migliore.
Questo libro è stato in wishlist anche fin troppo tempo. Appena ho organizzato il viaggio al salone del libro, è stato il primo della mia lista degli acquisti. Ci avevo visto giusto, questo libro è proprio nelle mie corde: sacerdotesse, natura, intrighi.
Caoineadh è nettamente diviso in due parti da un colpo di scena con i fiocchi. La prima parte, che dovrebbe essere quella più lenta, si lascia comunque divorare. All'inizio della seconda parte sono rimasta un po' spiazzata di come cambiano i rapporti tra i protagonisti e ammetto che avrei preferito qualcosa un po' più graduale. In questa parte avviene l'evoluzione dei personaggi, ognuno in modo più o meno marcato subisce dei cambiamenti. Ho trovato interessante e particolare la struttura del libro dove i capitoli sono divisi in paragrafi narrati da vari punti di vista. Inoltre è peculiare la comparsa di paragrafi in terza persona tra quelli in prima. Bellissima la storia dell'origine delle Caoineadh, creature affascinanti votate al bene, sacerdotesse nate per alleviare il dolore degli uomini. Additate come streghe, si sono isolate, vivendo in umiltà nonostante il grande potere della loro stirpe. Affascinante anche l'arco della protagonista, con una fine che mi ha lasciata soddisfatta, nonostante poi l'epilogo non mi abbia pienamente convinta.
Mi aspettavo molto di più e sono rimasta delusa. Il ritmo, godibile all’inizio, sembra rallentare di colpo a metà romanzo perdendosi in scene e dettagli che non hanno alcuna utilità ai fini della storia. L’alternanza dei pov risulta spesso irritante e senza un vero scopo; a volte ci concentriamo su un personaggio per una manciata di frasi per poi passare ad un altro. La psicologia dei personaggi emerge davvero poco nel corso della storia e non si percepisce per nulla un cambiamento graduale, neanche una vera e propria lotta interiore. I personaggi cambiano di colpo nel giro di un paio di dialoghi, in maniera poco realistica. La protagonista, Aibhill, forse pecca di spessore e a volte risulta artificiale. L’unico personaggio gestito un po’ meglio è Ejnar, perché almeno nel suo caso c’è un motivo se cambia idea in maniera repentina. I colpi di scena sono gestiti male e si intuiscono pagine e pagine prima che avvengano; non so se la cosa è stata intenzionale o meno, ma mi hanno rovinato il gusto della lettura. L’ho finito giusto perché non riesco ad abbandonare il libro, ma più di una volta mi sono chiesta il senso di ciò che stavo leggendo, soprattutto nella seconda metà del romanzo.
Se per ventiquattro anni, ogni estate, hai trascorso mesi in una casa in montagna, immersa nella natura vera e pura, sei capace di accorgerti quando un autore descrive più o meno bene ambienti del genere. Se sei abituata a sentire la voce del vento, delle foglie e persino degli insetti, non puoi che apprezzare il modo in cui Eva D’Amico descrive “Caoineadh. La dama urlante”. Il libro è ricco di dettagli, profumi, sensazioni, che però non appesantiscono affatto la lettura, ma concorrono esclusivamente a renderla più piacevole e veritiera. Nonostante il contesto sia fantastico, infatti, il tocco di realismo che ne viene fuori fa sì che il coinvolgimento sia garantito. Personaggi vari e ben caratterizzati, con i quali è immediata la simpatia o l’antipatia, ci conducono attraverso la particolare trama del testo e ci fanno immedesimare con loro. I colpi di scena sono molteplici e inaspettati, per nulla scontati, e non fanno altro che alimentare l’ottimo giudizio nei confronti del libro. Una nota di merito va, dunque, indubbiamente all’autrice, della quale spero di poter leggere altro in seguito, ma va anche alla casa editrice I.D.E.A., che porta avanti progetti sempre più interessanti e appassionanti!
📚 Aibhill è una giovane strega della stirpe di Daoine che, oltre a compiere magie attraverso l'uso dei quattro elementi, può assorbire il dolore delle altre persone. Le streghe delle stirpe di Daoine sono state sterminate su ordine di re Lothar e bandite dal regno di Mochridhe, in quanto accusate di aver fatto morire i soldati dell'esercito, ma un giorno il re ordina ad Aibhill di partire per una missione insieme all'erede al trono Azhrael, figlio del defunto re Aranel, ed al Generale della Guardia del Drago d'Argento Eleison, figlio del Primo Cavaliere. Aibhill non sa che quella missione era già stata prevista al momento della sua nascita e che si troverà a decidere le sorti dell'umanità intera...
❤ Nonostante non legga abitualmente fantasy perché preferisco altri generi, devo dire che ho letteralmente divorato questo libro! Innanzitutto devo complimentarmi con l'autrice perché si capisce che ha studiato la cultura wiccan, di cui ha riportato alcuni principi nel libro, quindi non parla di magia "a caso" ma con cognizione di causa. Ho trovato geniale l'idea di suddividere i capitoli in tanti piccoli paragrafi in cui ognuno dei personaggi principali racconta la storia secondo il proprio punto di vista, senza che ci sia un'unica voce narrante. I personaggi sono ben descritti e caratterizzati, il ritmo è incalzante e la storia è piena di colpi di scena fino all'ultima pagina!
Avete presente quando nel cuore della notte, le pagine si aprono da solo senza fermarsi? Così è stato per me. Una pagina dietro l'altra, a rincorrere cosa sarebbe accaduto. Diversi punti di vista per approfondire ogni personaggio, per aggiungere qualche dettaglio per entrare nel profondo del loro vissuto, dove le profezie vengono infrante per creare qualcosa di nuovo, dove ognuno troverà il suo posto nel mondo. Complimenti.
💥Le caoineadh, dopo la morte di Re Aranel sono state sterminate perché considerate colpevoli e portatrici di morte, solo un piccolo villaggio è riuscito a salvarsi. Aibhill, la nipote della capo villaggio verrà chiamata a corte da Re Lothar e incaricata a una missione per proteggere il futuro re Arzhel, intraprenderà così un viaggio insieme a Eleison (il Generale delle Guardie del Palazzo Argenteo del Drago), Sonia (una prostituta), Ejnar (un mago dell’Accademia, gli unici che possono tenere testa alle caoineadh), Fynn (amico di Aibhill fin dall’infanzia) e il principe. Un gruppo un po' mal assortito, ma avranno un gran peso sulle spalle. Una missione che si riscopre una trappola, sotterfugi e cambiamenti. Volete sapere di cosa sto parlando? Allora LEGGETELO! • 💥Chi sono le caoineadh? Forse alcuni ne hanno sentito parlare, altri no. Sono conosciute come banshee. Sono le dame urlanti, coloro che avvertono la morte e si disperano, sono capaci di vedere il futuro. Figlie della Madre e del Padre. Devote alla Madre e alla Signora, rispettivamente Vita e Morte. • 💥Questi sono i libri che più mi appassionano, quando una storia è scritta bene e ha un ritmo incalzante che non riesci a staccarti perché ogni pagina tira l’altra, soprattutto quando ci sono tutti i punti di vista dei personaggi, così da poter avere un quadro completo della storia. Nel corso della storia assisteremo a un cambiamento quasi radicale di ogni personaggio, “legati da una catena al collo” riusciranno finalmente a staccarsi e riuscire a vedere la vita con occhi diversi. Un finale che mi ha fatto piangere, se non ci fosse stato l’epilogo probabilmente ci sarei rimasta troppo male, un finale dolce-amaro.
Questo libro l’ho divorato, ero partita con zero aspettative e invece mi ha colpita davvero tanto. L’ho amato per tutto il racconto: ha la sensazione di un cozy fantasy molto carino e originale, anche se la fine lascia un po’ di amaro in bocca. Ho adorato la capacità dell’autrice di inserire frasi verosimili, vicine alla realtà che viviamo oggi, e la sua scrittura ha una delicatezza rara che ti fa riflettere profondamente, accettando quel circolo vizioso che lega vita e morte. Lo sfondo fantasy-esoterico mi è piaciuto molto: il world building, semplice ma efficace, è spiegato bene e i personaggi con i loro POV si fanno amare. La loro crescita nel corso della storia non mi è sembrata affrettata, a differenza della relazione tra E e A, che invece ho trovato un po’ troppo veloce — comprensibile comunque, visto che è un libro autoconclusivo. Personalmente avrei evitato i due baci: quello tra Arzhel e Aibhill (che mi ha un po’ fatto cringe, soprattutto scoprendo che sono fratelli) e quello tra Eleison e Aibhill che a mio parere non aveva senso in quel momento della trama.
Di questa storia fantasy, che riprende la tradizione e la mitologia celtica e la rielabora in un mondo ben costruito, ho apprezzato in particolar modo l'aspetto della magia: il sistema che regola i vari tipi di potere e le loro descrizioni sono dettagliati e interessanti, così come l'uso che ne fanno i personaggi. Buono anche il cast di personaggi che si sforza di affrancarsi dai cliché del fantasy, per presentarci caratteri ed evoluzioni non banali. La scrittura è vivace e coinvolge, anche se forse l'eccessivo "spezzettamento" dei punti di vista rischia di confondere il lettore, a tratti.