Essere buttati fuori di casa non per una colpa ma per come si è. Essere derisi, ignorati, dimenticati, anche da chi dovrebbe solo amarti e proteggerti. Cristian ha dovuto abituarsi a una vita di solitudine e miseria, ma il destino gli farà incontrare qualcuno. Qualcuno rifiutato come lui, con due occhi curiosi e pronto a scodinzolare entusiasta anche solo per una carezza.
Un caro saluto a chi sta leggendo questa pagina. Mi presento. Mi chiamo Manuela e sono nata e vivo in provincia di Torino, la città magica. Ho lavorato per anni nell’informatica coltivando nei ritagli di tempo le mie vere passioni: il disegno e la scrittura. Ora mi dedico totalmente allo scrivere, dando libero sfogo alle mie emozioni e alla mia fantasia, cercando di comunicare i miei pensieri, parlando di sentimenti, di speranze, cercando di arrivare al cuore di chi legge. Io scrivo storie e le storie, si sa, possono essere molto diverse tra loro: lievi e romantiche come in Arriveranno le farfalle, intense storie d’amore e con tematiche dure, come l’anoressia e l’autolesionismo in Ancora prima di incontrarti, dipinte da tutti i colori dell’arcobaleno, come in Due passi avanti, un passo indietro. Possono far sognare, commuovere, ma anche far ridere. Ebbene sì, nella mia duplice personalità ho un lato ironico che esterno nei cosiddetti romance chick-lit o commedie romantiche, come piace chiamarle a me, dove trasformo anche le mie piccole disavventure in episodi comici, nella speranza di strappare un sorriso a chi mi leggerà. Perché la vita si affronta meglio con un sorriso e una speranza in fondo al cuore. Allora, vi ho incuriosito almeno un po’?
Voto 3.5 . In questo romanzo autoprodotto, Manuela Chiarottino tratta un argomento molto coraggioso: l’abbandono in strada, da parte di molte famiglie, dei figli gay. Argomento doloroso, se si pensa che negli Stati Uniti gli adolescenti homeless, cacciati dalle proprie famiglie e costretti a vivere per strada, a prostituirsi, e destinati a una morte violenta il più delle volte, sono oltre due milioni. Un romanzo, quindi, di quelli che “ci volevano”, perché è uno dei temi più spinosi e devastanti, di quelli che non vengono mai trattati abbastanza nella narrativa Lgbt. Perciò, brava Manuela Chiarottino per l’audacia e per aver voluto trattare questo argomento non facile.
La prima parte è molto bella, angosciosa, ma avvincente. Manuela descrive benissimo la vita di un ragazzo senzatetto, la sua fatica, la lotta per sopravvivere senza un lavoro, senza una casa e senza potersi permettere un pasto caldo ogni giorno. Mi sono lasciata trasportare dalle emozioni e ho sentito davvero la morsa del gelo, ma soprattutto il dolore della solitudine e dell’abbandono.
Con l’arrivo di “Senza nome”, in seguito battezzato Lucky, poi, le cose si fanno anche più tenere. Il bisogno che ha Cristian di avere almeno qualcuno che tenga a lui è palpabile e l’affetto per il cucciolo davvero rimarchevole.
Cos’è andato storto, allora?
Non saprei dire.
L’ultima parte è un po’ scontata. La matrigna cattiva, il fratello maggiore abusivo e violento, il veterinario innamoratissimo… Da un realismo a volte persino crudele, si passa alla favoletta di Natale in un battibaleno. Il che non è un male, intendiamoci, ma l’attacco mi aveva fatto dimenticare, per un attimo, che stavo leggendo un romance MM e mi aveva portato a credere di trovarmi dentro a un Lgbt struggente e a tratti devastante.
Il romanticismo e l’amore – che a mio avviso è anche troppo raccontato e ripetuto più volte, anziché mostrato – ci stanno bene, per carità, ma lo rendono un romanzo diverso da ciò che inizialmente lasciava intendere.
Perciò tutto bene, c’è il lieto fine, c’è l’Amore e anche un minimo di redenzione, ma non riesco a non provare un pizzico di delusione frustrata.
Si tratta comunque di un romanzo ben scritto, anche se con qualche ripetizione di troppo qua e là nel testo. . Ipanema - per RFS
La prima parte è bella, angosciosa ma avvincente. Manuela descrive benissimo la vita di un ragazzo senzatetto, la sua fatica, la lotta per sopravvivere senza lavoro e senza potersi permettere giornalmente un pasto caldo e un tetto che possa chiamare casa. Mi sono lasciata trasportare e ho sentito davvero la morsa del gelo ma soprattutto il dolore della solitudine e dell'abbandono. Con l'arrivo di "Senza nome", poi battezzato Lucky, poi, le cose si fanno anche più tenere, il bisogno di Cristian di avere almeno qualcuno che tenga a lui è palpabile, l'affetto per il cucciolo davvero rimarchevole. Cosa è andato storto, allora? Non saprei dire. L'ultima parte è un po' scontata. La matrigna cattiva, il fratello maggiore abusivo e violento, il veterinario innamoratissimo... Da un realismo a volte persino crudele si passa alla favoletta di Natale in un battibaleno. Che non è un male, intendiamoci, ma l'attacco mi aveva fatto dimenticare di trovarmi a leggere un MM romance, e a credere di essere dentro a un Lgbt struggente e a tratti devastante. Il romanticismo, l'amore - che a mio avviso è anche troppo raccontato e ripetuto più volte anziché mostrato - ci sta bene per carità, ma lo rende un romanzo diverso da ciò che inizialmente lascia intendere. Perciò tutto bene, c'è il lieto fine, c'è l'Amore e anche un minimo di redenzione, ma non riesco a non provare un pizzico di delusione frustrata. 3,5 stelline, comunque per un romanzo ben scritto anche se con qualche ripetizione di troppo qua e là nel testo.
Tre stelle per questa lettura che credevo "leggera" ma che mi ha colpita molto per la tematica toccata. Purtroppo sono cose che accadono realmente e che lasciano sgomenti...un genitore non dovrebbe mai e dico mai far mancare il proprio appoggio ad un figlio, tantomeno per una "colpa" di questo genere. A tratti mi ha irritato, infastidito ma solo perchè nelle letture tendo ad immedesimarmi al punto da sentire sulla mia pelle le vite dei protagonisti. Ma così come ho sentito la tristezza, mi sono anche sentita scaldare, per tutta la durata del libro, dalla sensazione di casa, di protezione, di sicurezza che solo gli affetti profondi possono trasmettere
Un romanzo ben scritto con personaggi ben caratterizzati, ho amato Cris, per aver subito un torto da chi lo avrebbe dovuto amare incondizionatamente senza subire interferenze da terzi facendo sì che Cris fosse cacciato fuori di casa, la sua casa. A volte chi giudica non riesce a guardare oltre il suo naso come si suol dire dalle mie parti e chi viene inneggiano è il peggior nemico, chiunque pensi sia senza peccato scagli la prima pietra. Non dico altro Complimenti per la trama da lettura fluida e trainante.
il mio voto è 3,5 stelle visto che mi è piaciuta molto la trama e i personaggi e anche la scrittura è buona,purtroppo la storia non mi è sembrata sviluppata al suo meglio e la parte drammatica predomina nettamente la narrazione.