Gli uomini, la razza dominante del mondo di Daanan, hanno rischiato l'estinzione a causa di una catastrofe antica. Sono però sopravvissuti, sebbene disuniti, fino all'arrivo di Aeon Prime, temerario generale della Legione, capace di riunire le varie tribù e villaggi in un'unica nazione, l'Impero, ritrovando una parvenza di pace. Non tutti, infatti, riconoscono Aeon Prime come Imperatore e in molti si oppongono alla sua opera. Mentre sul fronte interno l'Impero cerca di trovare l'unità, dunque, ai suoi confini altre razze cercano di affermare la loro esistenza. Ma nuove minacce si addensano all'orizzonte, e assumono l'aspetto ferino di un cervo.
Da questo primo romanzo, il mondo di Daanan appare ampio, ricco sia di territori inesplorati e caratteristici sia di popolazioni decisamente diverse tra loro: la trama ne dipinge i tratti principali, lasciando al lettore la volontà di approfondire i passaggi mancanti. Pregio e difetto del libro è il fatto che si pone come un grande (forse lungo) prologo: destinato a costruire le basi degli avvenimenti, dei personaggi e dei rapporti tra di loro, poco o nulla avviene durante i lunghi spostamenti attraverso il continente, se non negli ultimi due capitoli. Ognuno dei personaggi principali è però ammantato della sua aura di mistero, segreti, passato e desideri, specialmente Ryan, Lilith e Upyr.
Innovativo, per i personaggi. Immaginifico per i paesaggi. Innovativissimo primo capitolo dell'ennesima trilogia (farne uno solo di libro, no eh, troppo facile!) fantasy per tutti i gusti, meglio se facili. Per la precisione: 1° libro della 1^ trilogia. Questo qua si pensa di essere il novello Martin e lo imita in tutto e per tutto, anche nel numero imprecisato di volumi necessari alla fine della sua unica storia. Se sarà così bravo da eguagliarlo in tutto e per tutto, anche sto qui non finirà mai la storia. Sarcastico? Ma giusto appena un attimo, eh.
La verità è una sola: spero tanto, ma davvero tanto, che l'ultima parola del libro sia vera e non la solita bufala di sospensione per spingere a leggere il libro successivo (e sarà così, come in ogni buon fantasy che si rispetti). Allora sì che sarebbe innovativo. Ma no si può ammazzare il protagonista alla fine del primo libro della prima trilogia, ti pare? O che sia Martin anche in questo? Mmm. Se fosse lo rivaluterei, lo porterei a due stelline, ecco.
Insomma, alla fine tutte le mie gradi aspettative per l'anteprima di amazon e per le così tante recensioni positive sono state deluse e stracciate: è un libro inutile, un lungo, prolisso prologo condensabile in meno della metà delle pagine; dà il senso del mondo in cui ci si muove - senza spiegarlo, ma proprio per questo risulta noioso, senza colpi di scena se non nel finale, combattimenti flaccidi, intrighi di palazzo utili solo a riempir pagine. Non che non ci vogliano, ma francamente tutta la presentazione a corte Kallispar poteva essere ben condensata in un paio di facciate, combattimento con la nana oscura (dal finale altamente scontato) compreso e non ci si sarebbe perso nulla, francamente come libro lo leggeresti facile se non fosse così infarcito di frasi tronche, errori di ortografia, di grammatica, ripetizioni. Ma se lo leggi facile e veloce, lo dimentichi con la stessa velocità, da quanto poco sia incisivo.
Dov'è l'evoluzione della storia? Qui i personaggi sono solo in viaggio e manco arrivano da qualche parte. Dov'è l'evoluzione dei personaggi? Approfondimenti neanche l'ombra, cameratismo non s'è mai visto; il protagonista è ligio a sé stesso e fa solo quello per cui è pagato e non si vede null'altro a parte qualche amo (due!) lanciati qua e là giusto per un contentino al lettore. E il bello che il grosso dei lettori si accontenta davvero! Mah. Cosa avrebbe dovuto darmi questo libro a parte una lunga e noiosa introduzione? Noiosa non per lo stile che si lascia leggere bene e veloce (quando non ti fermi a chiederti dov'è finita l'altra parte della frase), ma per la banalità di esecuzione di una cosa che si vede tanto essere un vorrei, ma non posso. Mi aspetto alzate di scudi, come sempre quando critico una lettura così tanto apprezzata dai blogger (che, guarda caso, sono tutti collegati alla casa editrice in un modo o nell'altro, che sia una coincidenza?), tuttavia ricordo: da una parte c'è il mio pensiero personale, ma dall'altra c'è sempre anche una componente oggettiva.
Il libro ha un involucro stupendo, ma dentro non c'è nulla che valga altrettanto. Non c'è un libro, dentro quella copertina, ma una manciata di capitoli dello stesso. Inutile spendere centinaia di euro di una copertina bellissima se poi il contenuto fa pietà perché non hai budget per una buona correzione bozze oltre che un editing serio (che lo avrebbe sfoltito come si deve a renderlo quello che dovrebbe essere: tre o quattro capitoli introduttivi alla storia vera, che qui non c'è). E se la punteggiatura è gestita male, con virgole tra soggetto e verbo o assenti dove servono delle pause; e se i periodi sono tronchi o confusionari, e se ci sono ripetizioni e frasi lasciate a metà... e pagalo un buon editor e un correttore di bozze, su! Se proprio vogliamo guardare tutto, avendo preso questo libro in cartaceo (pessima cosa, pessima, non si fa sulla fiducia così, già... ovviamente preso da amazon), di questa casa editrice finora ben poco mi è piaciuto e per la maggiore in ebook. Per i due cartacei presi devo dire che carta e finitura sembrano tanto da stampa amatoriale di Amazon usata da molti self per le loro "somme opere". Ma poi proprio la scelta editoriale di pubblicare parecchia spazzatura ben peggiore di questa (qualcuno ha detto Nectunia?), altre ancora sono passabili (Steambros) e ben poche sono buone (L'archivio degli dèi e Berserk).
Una casa editrice seria lavora meno coi piedi di questi qui.