Giornalista sportivo, paroliere, sceneggiatore, cronista sarcastico di una Milano gentile e terribile, fatta di angoli di osteria e abitata da tipi un po' sballati, Beppe Viola se ne è andato a quarantatré anni, in una domenica di ottobre del 1982. Nei suoi racconti, nelle lettere, nei pensieri improvvisi e fulminanti riuniti in questo volume c'è tutto l'umorismo sottile e provocatorio (ma anche la tenera malinconia) di un grande. «Beppe Viola era avanti di dieci anni, forse più. Solo oggi ce ne rendiamo conto davvero», dicono Gino & Michele, ma la sua attualità non si limita a questo. Fu anche e soprattutto un grande osservatore della vita, della città, della realtà che ancora ci circonda: ha trasformato quelli che sono i nostri piccoli e grandi difetti in spunti di ironica provocazione che spazzano via i luoghi comuni del «far ridere». Il meglio di ciò che è rimasto - e che troppo presto è stato dimenticato - viene riproposto in questo libro.
Una carrellata di personaggi e situazioni indimenticabili, divertenti e scanzonati, una serie di racconti che ho adorato alla prima lettura, 25 anni fa, e che ho ritrovato con grande gioia quest'anno. Molti passaggi li ricordavo, mi tornavano in mente mentre li leggevo e la cosa non ha tolto piacere alla lettura, anzi, e' stato come ritrovare dei vecchi amici, Pepe, Silver, il Manina, Salvatore Pulvirenti, Elia, Angiolino, i cavalli, Martina.
Una scrittura di altri tempi, ma ancora assolutamente godibile. Evviva Beppe Viola.
Un bel salto nel passato, questo testo che contiene diversi del grande Beppe Viola, il giornalista (e non solo) sportivo prematuramente scomparso molti anni fa, alla fine di una telecronaca da S.Siro. Molto particolare, come il suo autore, questo libro porta il lettore nel mondo surreale dei comici di Milano, nelle canzoni di Jannacci, in quella vita notturna di Milano anni 70, così diversa dalla movida odierna. Una lettura che ti lascia anche molta tristezza per tutto quello che abbiamo perduto con la scomparsa di questo grande autore.
I loved this book, about things and characters of a Milan now gone away. oh the so called "good old rocking days"... ! I loved the direct speech used in the book: he speaks directly, in first person to the reader and with a very simple writing style Thanks for the laughter, when due.