L'avventura quotidiana di un professore ciclodipendente alle prese con un mondo globalizzato. C'è chi smette di fumare, chi smette di bere, di giocare a carte... e chi smette di andare in auto. Per sempre. Appende il volante al chiodo e inforca la sella della bicicletta. Emilio Rigatti ha lasciato per sempre l'auto e ora fa della bici e del viaggiare a pedali non solo un mezzo di trasporto alternativo, ma una vera e propria filosofia di vita. Questo volume è il racconto del primo anno di disintossicazione da macchina, tra esilaranti avventure e momenti di pura riflessione.
È possibile vivere senza usare la macchina? Emilio Rigatti, professore friulano di scuola media e ciclista amico di Altan e Rumiz, ha deciso di sì. Questo libro è il resoconto dell'anno scolastico 2002-03, con due libri-nel-libro: la gita pasquale tra Croazia e Slovenia (con la scusa di andare da un dentista fiumano), e la gita scolastica con la sua classe... il tutto fatto in bicicletta e al limite in treno, dopo aver venduto la propria auto. (ma tenendo quella della moglie, non è esattamente un talebano e nell'introduzione spiega che ad esempio per recuperare le damigiane di pinot bianco la bicicletta non è il mezzo più adatto. Se state cercando un libro su come fare il ciclista urbano, avete sbagliato testo: nella bassa friulana c'è ancora una quantità di stradine secondarie che vengono utilizzate amabilmente. Al più potrà esservi utile la sezione finale, con i consigli di vestiario e simili per chi vuole provare l'ebbrezza della bici come mezzo di trasporto. Forse, più che un diario, il libro dovrebbe essere letto come romanzo: va bene che Rigatti insegna lettere, però il testo è spesso troppo barocco, con una sfilza di immagini ed aggettivi che alla lunga risultano almeno a me stucchevoli. Non credo insomma che sarà riuscito ad acquistare nuovi adepti :-)
Emilio Rigatti è un professore della Scuola Pubblica italiana, nonché compagno di pedalate di Altan e Paolo Rumiz. Questo libro è la cronaca (romanzata?) della conversione del Rigatti all’esclusivo uso della bicicletta come mezzo di trasporto personale, un diario che lo segue lungo le stagioni negli itinerari casa – scuola, o a presentare un libro, o durante le vacanze nella penisola dell’Istria, per concludersi con l’istruttiva esperienza di tre giorni in bicicletta con tutta la classe a cui insegna, che sicuramente resterà nella memoria e nel cuore dei ragazzi (averne di professori così!). Alla fine del libro, il piccolo vademecum su come convertirsi all’uso della bicicletta. Libro gustoso, che si legge bene – anche se alcuni passaggi filosofici ne rallentano il ritmo.