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Senzaterra

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Gaetano è un giovane di un remoto paese della Sicilia degradato dall'abusivismo, una sorta di paese fantasma con un passato di miseria e un futuro di disintegrazione sociale e culturale. Molti sono emigrati in Germania, tra questi anche il padre di Gaetano che vorrebbe tirar fuori il figlio da quella palude: è tornato in paese per questo, vuole aprire un bar in Germania, vuole che Gaetano l'aiuti. Il figlio però non intende seguirlo. Lì ha i suoi amici, la prospettiva di una laurea, una zia che ama moltissimo, la memoria della madre e un timore, quello di finire come i tanti immigrati che arrivano sulle spiagge del suo paese: "morti di fame" che hanno perduto, insieme alla terra, la loro dignità e qualsiasi prospettiva di vero riscatto. Come Alì, un nordafricano che, espulso dalla propria terra, ha scelto la clandestinità e l'anonimato, alla disperata ricerca di un qualche futuro. Ed è in un'azienda agricola gestita da un boss della zona, tra quelle serre che "come un mare finto" dilagano nel paesaggio, che s'incrociano, rispecchiandosi l'uno nell'altro, i destini di Gaetano e Alì.

174 pages, Paperback

First published September 1, 2008

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Evelina Santangelo

23 books6 followers

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Profile Image for Aurora.
237 reviews7 followers
March 17, 2023
Mi aspettavo qualcosa di più, e invece si ricorre ai soliti stereotipi e cliché sul sud-italia, in particolare sulla Sicilia. Da una palermitana come me, mi aspettavo una rappresentazione della Sicilia più veritiera, più chiaro- scura e con tante contraddizioni positive e negative, mentre qui, c'è solo sdegno e amarezza. Si dà quell' accezione orrenda e negativa della Sicilia, come terra di nessuno o tanto peggio, in cui fa da padrone solo la mafia, ma veramente vogliamo ridurre una terra magnifica come la Sicilia, solo a questo? Si mettono soltanto in luce le tenebre di una terra calda e arida, senza far emergere alcuna speranza per il futuro. Ritengo ci sia in questo libro troppa negatività e ridondanza di luoghi comuni nella quale non mi riconosco e ne prendo le distanze. Capisco l' intenzione dell' autrice di voler scrivere un romanzo di denuncia, però così è troppo, perché fa emergere soltanto il marcio, ma non anche la bellezza della nostra Sicilia che va appunto tutelata e preservata, da tutto questo.
Avrei preferito anche un soffermarsi su altro, per dare un' idea più autentica e completa della Sicilia in tutti i suoi aspetti, ma ahimè sembra che piaccia di più mirare solo a quello, alle sfaccettature più estreme e al limite, forse, perché i libri così vendono di più.
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