Discepoli di un mercante lionese di nome Valdo, vissuto intorno al 1160-80, propugnavano la fedele predicazione dell'evangelo e la povertà a imitazione degli apostoli. Scomunicati dalla chiesa romana, dispersi attraverso l'Europa e perseguitati dall'Inquisizione, i valdesi furono costretti a vivere la loro fede in modo clandestino. Uno dei loro centri maggiori fu l'area delle valli piemontesi e delfinatesi. All'inizio del Cinquecento la libertà di adorare Dio secondo coscienza. Repressi dagli eserciti franco-sabaudi, costretti all'esilio nel 1686 rientrarono tre anni più tardi nelle loro terre con una spedizione nota come il Glorioso Rimpatrio. Con le Regie patenti di Carlo Alberto nel 1848 ottennero la parità civile e politica di cui si servirono per evangelizzare l'Italia. Attualmente fanno parte della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia."
E’ quella per cui il Piemonte, e magari tutto il Nord Italia, avrebbe potuto diventare una regione a maggioranza protestante, se la politica savoiarda nei confronti dei Valdesi fosse stata più coraggiosa (e sì che i Savoia spesso hanno avuto posizioni tutt’altro che tenere, politicamente parlando, nei confronti della Chiesa e del suo potere - non a caso nell’Ottocento piovevano le scomuniche...). Sarebbe stato bello che almeno in questa parte d’Italia prevalesse una morale di tipo tedesco-anglosassone, basata sulla responsabilità individuale, piuttosto che quel becero lassismo per il quale qualsiasi sbaglio si corregge con la confessione e il perdono, proprio della morale cattolica e tanto predominante anche nella gestione della vita pubblica, che predomina al di qua delle Alpi. Peraltro bisogna prendere atto dell’intelligenza politica di duchi e re che, per non scontentare troppo i potenziali alleati protestanti, qualche volta (mica sempre) hanno saputo proteggere e tutelare la minoranza valdese: un gruppetto di eretici, poi riformati, che seguivano il pensiero di tale Pietro Valdo, commerciante lionese resosi povero per seguire il messaggio di Cristo, beninteso con molta meno fortuna (e probabilmente meno capacità di scendere a patti col Papato) del suo simile San Francesco d’Assisi. Questo libro è un racconto storico piuttosto dettagliato, che parla della diffusione dell’eresia “valdese” in Europa, e poi del suo ritirarsi nel ghetto delle valli piemontesi dove furono “tollerati” fino all’emancipazione del 1848 all’epoca dello Statuto Albertino. E’ una storia trucida fatta di massacri, stragi, delitti, roghi, bambini sottratti ai genitori per essere educati nella “vera fede” e molto altro. Se i valdesi, che oggi vivono in pace con lo Stato e con i cattolici, sono riusciti a perdonare tutto questo, allora vuol proprio dire che il perdono è possibile. (E, beninteso, i valdesi sono anche una gran bella alternativa, pronta e strutturata, per i cattolici che non si riconoscono nei deliri psicotici di certi soggetti che popolano il Vaticano e le alte gerarchie ecclesiastiche). Ciò che manca, in questo libro, sono i presupposti teologici della fede valdese, e il loro confronto con quelli cattolici, cosa che a volte rende piuttosto difficile cogliere il perché di certe opposizioni ed antinomie; ma d’altra parte si tratta di un libro storico, non teologico. Per chi cercasse questo tipo di risposte, il ricco catalogo dell’editrice Claudiana ne offre molte. D’altra parte, forse la cosa più bella della fede valdese sta nell’enorme importanza data alla cultura e alla formazione; vedi le scuole diffuse nelle più piccole frazioni di montagna, e la capacità di leggere e scrivere che i pastori e i contadini valdesi possedevano nei secoli passati, quando i loro equivalenti cattolici erano accuratamente tenuti nella più becera ignoranza...
La storia taciuta della comunità riformata italiana
Qui c'è tutta la storia dei valdesi, dall'inizio con il fondatore Pietro Valdo (una specie di San Francesco che però non si sottomise al Papa con le conseguenze del caso) fino agli anni 2000, gli anni del regresso cattolico di Papa Ratzinger. Scoprirete molta parte della storia italiana che ci viene sottaciuta per imporci la falsa idea che il popolo italiano è cattolico per definizione e non per fatti storici (nello specifico la rimozione violenta delle comunità cristiane riformate in Italia negli anni della ControRiforma). Lettura scorrevole, libro molto ben documentato e con un bel apparato iconografico, un libro che consiglio...