Aprile 1921. Emerso dal vortice della Grande guerra senza un soldo e senza una patria, Nerón Vukcic - che i lettori hanno già visto all'opera nella spy-story "Il Trio dell'arciduca" - accetta l'inattesa proposta di Taamar Margulies, il ricco mercante di spezie conosciuto a Costantinopoli una vita fa, nel giugno 1914: l'anziano Margulies, infatti, sospetta che il genero Aaron Peres, a capo della filiale di Alessandria d'Egitto, falsifichi i giri contabili dell'azienda, forse per garantire un sostegno economico ai Giovani Turchi ribelli all'esangue governo del Sultano. Vukcic accetta, e sbarca ad Alessandria, la fascinosa Perla del Mediterraneo, la città fondata da Alessandro il Grande cantata da poeti e viaggiatori, metropoli sensuale con più religioni e razze e lingue e sessi di quante siano le dita delle mani. Così, nella voglia di vivere scoppiata con il dopoguerra, tra la società cosmopolita che affolla le strade, i club e le spiagge, tra archeologi impegnati in campagne di scavo e giovani coppie lanciate nei nuovi balli venuti dall'America, tra i segni dell'antico splendore e il presente segnato dalla sorda crescente insofferenza nei confronti della dominazione inglese, il robusto ex agente segreto del governo imperial-regio austroungarico incomincia a indagare. Ma l'imprevisto non tarda a cambiare le regole del al termine di un'elegante cena in onore di due noti archeologi, nel giardino di villa Peres viene trovato cadavere un antiquario greco in fama di usuraio...
Hans Tuzzi, pseudonimo di Adriano Bon (Milano, 1952), è uno scrittore e saggista italiano.
Consulente editoriale e docente universitario al master in editoria cartacea e multimediale all'Università di Bologna, con lo pseudonimo Hans Tuzzi - che è un personaggio del romanzo L'uomo senza qualità di Robert Musil - ha scritto romanzi e saggi, una serie di romanzi gialli ambientati a Milano con protagonista il commissario Norberto Melis e una serie di gialli storici con protagonista Neron Vukcic. Ha collaborato all’inserto culturale del Il Sole 24 Ore e al Corriere della Sera; pubblica sulla rivista Paragone.
Secondo libro della serie dedicata a Neron Vukcic (ovvero un giovane Nero Wolfe). A differenza del primo romanzo, classificabile come spy story, qui siamo in un terreno a me piu' congeniale ovvero quello del giallo "classico". Egitto, un omicidio, una giovane signora bene accusata di omicidio, ma le cose non sono come appaiono a prima vista e Neron si impegna per scovare il vero colpevole. Ancora una volta Tuzzi riesce con grande maestria a descrivere l'ambiente e l'epoca in cui si svolgono i fatti, con stile raffinato e ricco di riferimenti storico-culturali; il giovane Neron mi sta sempre piu' simpatico (anche se, quando riflette, socchiude a fessura gli occhi un po' troppo spesso...attento che ti vengon le rughe! ^_^); il punto debole del libro e' secondo me l'intreccio "giallo". Nonostante qualche tentativo di sviare su false piste non e' stato difficile intuire come erano andate le cose (anche se non nei dettagli), avrei preferito una sfida un po' piu' difficile ma il romanzo mi e' comunque piaciuto.
Il voto finale è la media della quantificazione di alcuni aspetti che personalmente ho trovato positivi (lessico ricco e forbito, accurata presentazione di posti e situazioni) e negativi (trama inefficace per chi ama i gialli e praticamente scontata). Numerosi sono i riferimenti a movimenti "sovversivi", liberi pensatori, antiquari dai commerci loschi, antichi manufatti ecc... ma alla fine nulla di tutto ciò si concretizza in un risvolto sotterraneo che sconvolge il lettore. In pratica le prime 100 pagine sono quasi del tutto inutili per sostanza e apporto narrazione, nelle ultime pagine la vicenda si scioglie nel più banale delle ipotesi investigative e per il più bieco interesse. Ho apprezzato però molto la ricerca di alcune metafore, come il parallelo fra torce e sciabole luminose che affettano il giardino, per il resto sembra più un esercizio di stile e un manifesto di opulenza di citazioni. Nel complesso non ho gradito il libro, il cui costo per altro trovo alto in modo immotivato, dati il numero delle pagine e la copertina flessibile.