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Avevo vent'anni: Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007

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Sono passati trent'anni dal 1977, l'anno in cui in molte università italiane esplose la protesta di un movimento studentesco assai diverso da quello del 1968: meno ideologico, slegato dalla disciplina di gruppi e partitini, animato da un Iato dall'ala creativa e dagli "indiani metropolitani", dall'altro da autoriduzioni, espropri "proletari" e dalla violenza dell'autonomia operaia, che sarebbe poi sfociata nel terrorismo. Questo libro racconta la storia di un "collettivo" di studenti, il collettivo di Giurisprudenza dell'Università di Bologna: la città che del '77 fu il cuore, dolce e duro a seconda dei momenti. Cinquanta membri di quel collettivo, ritrovati e interrogati dall'autore -il giornalista e scrittore Enrico Franceschini, che era uno di loro -, riflettono su cosa è stata quell'esperienza, come li ha cambiati, cosa sono diventati oggi: ricordi, rimpianti, illusioni, bilanci, confronti. Una testimonianza a più voci, in "collettivo" appunto, per spiegare "come eravamo" e "chi siamo", com'era una certa Italia di trent'anni fa e com'è l'Italia del 2007. Una seduta di autocoscienza di gruppo -così sarebbe stata chiamata all'epoca -su politica, terrorismo, droga, violenza, amore, amicizia, soldi, ideali, televisione, musica, cinema, narrativa, pubblico&privato. Un modo di fare i conti con una stagione di passioni giovanili che ha segnato una svolta nel nostro paese, e anche -o forse soprattutto -una maniera di raccontare quella stagione a chi non c'era, ai ventenni di oggi, ai figli dei ventenni del '77.

155 pages, Paperback

First published January 1, 2007

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About the author

Enrico Franceschini

37 books14 followers
Enrico Franceschini (Bologna, 1956) è un giornalista e scrittore italiano.
Per trentacinque anni è stato corrispondente dall'estero del quotidiano la Repubblica per il quale ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e Londra, dove risiede attualmente.
Ha pubblicato romanzi e saggi e tradotto tre libri di poesia di Charles Bukowski. Ha cominciato a fare il giornalista da ragazzo a Bologna, scrivendo di sport per i giornali della sua città.

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Profile Image for Tittirossa.
1,062 reviews341 followers
November 12, 2017
Nel '77 ero molto più giovane, ma leggevo i giornali. E mi sembrava che ci fosse un mondo da scoprire là fuori. Ero molto più giovane, ma il '77 è l'unico anno che mi ricordo bene.
Fanno tenerezza ma anche un bel po' di rabbia questi 50enni che volevano fare la rivoluzione, si sono tanto divertiti fino all'8 marzo '77 e poi si sono resi conto che il gioco aveva le carte truccate, e che loro no, grazie non volevano arrivare a quello, che non avevano più voglia di fare casino per un mondo migliore, e il privato era meglio del politico, e la politica faceva schifo, e poi tutti a casa.
Lasciamo lavorare i padri, quelli che allora avevano 40-50anni e oggi ne hanno 70-80 e governano ancora.
E noi, la generazione che è venuta dopo, potevamo diventare paninari, yuppies, donne in carriera, ma non c'era più voglia di mettere fiori nei cannoni, o di colorare le idee. Che tristezza.
Profile Image for Loris Magro.
8 reviews4 followers
December 28, 2022
"Però quello che mi attrasse subito fu appunto la dimensione collettiva, lo studiare insieme, il vivere insieme, il sostenersi a vicenda. Mi chiedi perché ero così attratta dalla dimensione collettiva? Perché non apprezzavo di più l'individualismo borghese, come lo si chiamava allora? Non lo so. È un mistero anche per me, da dove venisse questo bisogno. Ma era così. E mi è rimasto dentro anche dopo, quando sono cresciuta. Amo il collettivo, proprio perché è la negazione dell'individualismo e di tutto ciò che ho sempre aborrito come inconcepibile: il carrierismo, l'arrivismo, la competitività".

In poche parole, quasi tutto quanto c'è di buono in questo libro bruttarello in cui prevalgono, come nella maggior parte delle pubblicazioni di questo tipo, l'ideologia del riflusso e la rassegnazione ai disvalori presi di mira dal brano che ho ricopiato.
Profile Image for Natalia Pì.
234 reviews44 followers
January 1, 2011
interessante davvero, sentire le voci di quelli del collettivo di giurisprudenza di bologna, anni dopo. molta disillusione, qualche ritorno alla fede, molta importanza al valore della famiglia. per una generazione che voleva cambiare il mondo, anche spaccando tutto, una serie di cambiamenti mentali piuttosto sorprendenti.
si legge bene per il formato, a metà tra un'intervista e un diario, dove ognuno racconta la propria esperienza del 77, in poche pagine.
davvero una bella sorpresa, considerato che l'avevo comprato per caso, grazie a un'offerta da feltrinelli.
per me è stato un modo di entrare in contatto con un periodo storico che mi affascina, quello in cui anche mio padre aveva vent'anni, e con cui non posso più confrontarmi come facevo prima. mi piace comunque sentire la voce delle persone della sua età, di come hanno visto cambiare il mondo intorno a sé.
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