"In questo libro godibilissimo, scritto da due fisici, noti tra l'altro per le loro ricerche sui fondamenti e le possibili estensioni della teoria della relatività, si ricostruisce l'ambiente umano che fece da sfondo agli esperimenti del 1934 di Fermi e del suo gruppo a Via Panisperna , mostrando che gran parte del "merito" delle loro importanti scoperte va attribuito alla donna delle pulizie del Regio Istituto Fisico (la "sora" Cesarina, appunto). Ciò è conferma che, una volta di più, nella storia della scienza gioca un ruolo importante anche il "caso" (opportunamente coniugato al "talento" di chi sia in grado di coglierne gli involontari suggerimenti)." (Umberto Bartocci)
Gioiellino, ma rivolto solo a un pubblico specialista di fisica e filosofia (pur non comparendo nel libro neanche una formula), visto che molte cose vengono date per scontate.
Il libro è una sorta di indagine sui motivi che spinsero nell'ottobre del 1934 Enrico Fermi e il suo gruppo, i famosi "ragazzi di via Panisperan", a compiere l'ormai leggendario esperimento sulla radioattività nella vasca dei pesci rossi di fronte l'istituto di fisica che aprì all'umanità le porte dell'epoca nucleare (e non sto facendo retorica, andò proprio così).
Alla fine si scoprirà che il pregiudizio e il caso giocarono un ruolo importantissimo in questa faccenda e che, ci crediate o meno, c'è un legame tra la sora Cesarina (bidella dell'istituto) e le prime esplosioni nucleari di Hiroshima e Nagasaki