L'analisi compiuta in questo libro tende a dimostrare che Gesù ha eliminato il fondamento della cultura ebraica scalzando i legami di sangue come unità di essenza, il tempo come attesa della salvezza, i tabù e i rituali di purificazione. Viceversa il cristianesimo, costituendosi fin dalle prime azioni di Pietro e di Paolo con tutte le strutture normali del sacro, non ha messo in atto quello che Gesù aveva proposto. Si tratta di un'operazione impossibile? A giudicare da quello che è avvenuto nei duemila anni trascorsi e da quello che sta avvenendo oggi, con il riavvicinamento della Chiesa wojtyliana all'ebraismo e al musulmanesimo, sembrerebbe di sì. Tuttavia la proposta di Gesù sembra l'unica degna di salvare l'uomo contemporaneo.
Uno studio affascinante sulla figura di Gesù. Fortunatamente lascia da parte tutta la parte mistica e stucchevole, per affrontare il personaggio in maniera sincera in base ai suoi tempi. Un'ottima lettura di antropologia culturale.
Uno studio approfondito sul ruolo rivoluzionario di Gesù, visto come uomo, che ha rovesciato le leggi e i riti della religione ebraica. Un'analisi antropologica sulla novità della predicazione di Gesù attraverso lo studio dei vangeli e di ciò che di più vero può emergere dalla loro lettura depurata dalle aggiunte successive degli evangelisti: ne viene fuori una figura ancora più sorprendente.