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Chiudi gli occi

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Un paese sonnecchia sulle rive di un lago del Norditalia, apparentemente tranquillo, in realtà percorso da silenziosi rancori, conflitti razziali, debolezze inconfessabili, e su tutto e dappertutto il sesso con la sua potenza sottile e distruttiva, estrema risorsa per dare un senso a vite annoiate. Ma questo sonno illusorio culla anche l’incubo di un delitto avvenuto tredici anni prima: lo stupro e l’assassinio di una ragazza innocente. E la quiete si spezza quando nel paese ritorna Andrea, che all’epoca era stato considerato colpevole di quell’infamia. La ricerca della verità sul delitto assume le cadenze irresistibili di una resa dei conti collettiva, scandita da colpi di scena che nel finale rovesceranno ogni certezza. Chiudi gli occhi ci restituisce il piacere di una lettura ampia, di grande respiro, in cui il lettore finisce per scoprire, nel ritratto del paese, i lineamenti del proprio volto. Delle proprie paure e passioni.

400 pages, Hardcover

First published January 27, 2004

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About the author

Raul Montanari

61 books24 followers
Raul Montanari is an Italian author who was born in Bergamo, but now resides in Milan.

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1 star
3 (6%)
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Gennaro Duello.
Author 7 books21 followers
May 16, 2023
“La felicità è sempre altrove. Nel passato, di solito. A volte nel futuro. Oppure sta in altri posti, non è mai dove è uno adesso.”
Profile Image for Maria Sole Bramanti.
256 reviews5 followers
March 18, 2018
Chiudi gli occhi è il primo romnzo che leggo, di Raul Montanari, ma non sarà certamente l'ultimo!
Inizialmante ho fatto un po' fatica, perché la prima parte del romanzo è un po' frammentata, piuttosto descrittiva e raccontata.
La parte centrale, però, è incredibile. In particolare, l'omelia di don Alfio e i ricordi di Andrea di un'estate della sua adolescenza, sono perfetti. Ci siamo tutti noi, in quelle parole.
Lui stava bene, quell'estate. Se avesse soltanto immaginato tutto il dolore lo spaventoso e inutile dolore che lo aspettava negli anni a venire, non si sarebbe più alzato di lì
Da quel punto in poi, mi sono completamente immersa nella trama e nella prosa di Montanari.
L'intensità della storia e quella delle parole crescono sempre più e portano il lettore a provare sentimenti molto forti nei confronti di ciascun personaggio e della comunità di quel paesino in riva a un oscuro lago.
E poi, una profondità, un coraggio...
La profondità nella descrizione dei sentimenti, il coraggio del racconto dell'istinto di cattiveria che c'è dentro ogni persona; della piccolezza di ogni persona e anche, però, della grandissima forza di reagire a se stessi e agli altri.
Sullo sfondo, il lago che inghiotte le anime e che le stravolge come un tornado.
Come racconta don Alfio, nessuno è senza peccato, nessuno può dire di non aver ferito appositamente qualcun'altro, sebbene solo a parole.
Vite spezzate, sia quelle di chi muore, sia quelle di chi resta.
Il crimine commesso tredici anni prima ha segnato la vita di tutta la comunità, e lo ha fatto in maniera profonda, lenta, inesorabile. Andrea è fuggito e forse per questo si è salvato da quello spicinio. Ha lasciato a Lovere solo la sua immagine distorta, che è servita al paese per andare avanti in una vita di ipocrisia.
Alla fine del romanzo tutto è stravolto; giusizia viene fatta, in qualche modo, e Andrea può ripartire, conscio di avere riabilitato il suo nome e avere scoperchiato un vaso di Pandora che altri non avevano mai avuto il coraggio di aprire, diventando a loro volta colpevoli.
In mezzo a tutto questo, Andrea e Dora, due cuori così veri, perversi e teneri allo stesso tempo.
Ho particolarmente apprezzato il personaggio di don Alfio, un prete combattuto, che ci costringe a riflettere non solo attraverso le sue parole "da prete", ma soprattutto attraverso il suo modo di essere.

Una piccola nota per l'autore: caro Raul Montanari, se esiste davvero un uomo come Luigi, in grado di volere bene alla donna che ama, per favore dicci chi è! :-)
Profile Image for Massimiliano Città.
19 reviews4 followers
January 25, 2020
Ci sono spazi di quiete che non possono restare tali a lungo. Intrecci e incastri. Parole non dette, verità taciute che marchiano il cammino degli esseri umani. Così accadde che un uomo, maledetto dalla comunità lasciata alle spalle tempo addietro, ritorni sui suoi passi, alla ricerca di una verità che plachi la sua inquietudine.
Quella verità metterà a soqquadro una comunità bigotta fino al punto da non poter credere
243 reviews2 followers
January 30, 2021
Chiudi gli occhi - Montanari 5 - sufficiente solo il finale pulp un po’ a sorpresa. Paesino del nord Italia in cui tutte le donne, dai 16 ai 50 anni, sono strafiche e modelle mancate. E tutte vogliono andare a letto, e ci riescono, col bel tenebroso protagonista dal passato chiacchierato. Aggiungiamo i 3 bulli del paese che sono pure i cattivi... carine le storielle raccontAte dal prete. Dimenticabile
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Lucia lulu1538.
277 reviews6 followers
August 17, 2019
Finalmente ho letto il libro che mi aspettavo di leggere da quando ho scoperto i libri di Raul Montanari: un romanzo con tanti colpi di scena e con una trama noir che si dipana dall’inizio fino alla fine. Amore, senso di fratellanza, attaccamento alle radici: c’è un po’ di tutto in questo libro. Assolutamente da consigliare: si legge tutto d’un fiato!
Profile Image for Anna Panozzo.
1 review
Read
August 16, 2025
Non penso di aver mai dato zero stelle a un libro, perché generalmente cerco di concentrarmi su quanto di bello riesco a trovare. Qui però faccio molta fatica.
La storia è semplice, segue gli schemi del thriller tradizionale e potenzialmente poteva essere interessante, il problema è che, per il modo in cui si susseguono gli eventi, non è credibile. Una trama non può procedere per coincidenze, così come ogni situazione di conflitto non può risolversi con il deus ex machina, questo a mio parere è sintomo di una scrittura pigra.
I personaggi sono ipersemplificati: se uno è bello è anche buono e sta dalla parte giusta, se uno è brutto stai sicuro che è malvagio.
Però, per me, la cosa più disturbante sono i personaggi femminili. Ogni volta che entra in scena una donna ci si deve sorbire la descrizione di quel che le si intravede sotto la maglia. Continuamente. Viene descritta solo in base a quanto è attraente e desiderata, solo se le si vedono le gambe o se le si alza la gonna. La questione è che succede a ripetizione anche con le ragazzine minorenni, che vengono ses-ualizzate in modo sistematico e gratuito ogni 2 pagine. Mi spiace dirlo ma l'ho trovato francamente disgustoso. Capirei se stessi leggendo una storia dal punto di vista di un uomo malato o problematico, ma il punto di vista cambia di continuo (senza motivo o senso logico, solo per necessità narrativa... vabbè) quindi non è questo il caso.
Oltretutto, nella realtà i rapporti tra le persone sono necessariamente di diversa natura, come è possibile che qui ogni personaggio sia legato agli altri SOLO dal desiderio fisico? Le rare volte in cui questo desiderio non è esplicito c'è comunque un velo di ambiguità, persino nel rapporto padre-figlia o in quello prete-fedele. Ad un certo punto non è neanche la morbosità a infastidire, quanto l'irrealtà.
Per non parlare della relazione (proviamo a indovinare di che tipo) che si instaura tra una ragazzina minorenne e un quarantenne, descritta come una storia romantica e sofferta. Non è che facciamo come gli americani e stiamo a frignare per un age gap di 4/5 anni, qui parliamo di una che più volte viene descritta come giovanissima (e una o due volte come bambina) e un uomo che ha l'età di suo padre. Avesse avuto almeno qualche dubbio sulla differenza d'età avrei potuto capire, ma per lui è normalissimo essere attratto da una ragazzina, non ha nessuna riserva morale.
Poi ovviamente non poteva mancare il clichè della donzella in pericolo che viene salvata dal prode cavaliere (magari un giorno smettiamo di usare esperienze traumatiche come lo stupro per fare iniziare la storia tra i personaggi), per non parlare delle dichiarazioni d'amore dopo letteralmente un giorno che si conoscono. Sarò io ipercritica, ma a mio parere non è così che si scrive un libro. Un buon libro, almeno.
Il testo comunque è scorrevolissimo, sono 400 pagine che si leggono in fretta anche per il desiderio di arrivare alla risoluzione del mistero. Qui, paradossalmente, una grande sorpresa: solitamente il colpevole è qualcuno di insospettabile, mentre in questo libro il colpevole è l'unica persona che si comporta in modo cattivo dalla prima pagina.
Non poteva che essere così.
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