Il principio del cavatappi è, prima di tutto, un libro che parla delle infinite capacità della mente umana. All’interno delle sue pagine è racchiusa l’essenza stessa della nostra esistenza, raccontata con un linguaggio semplice e diretto, in grado di avvicinare chiunque ai concetti più profondi della moderna fisica. La storia, scritta da una abilissima giornalista scientifica che risponde al nome di Leila Haddad, prende letteralmente per mano il lettore e lo coinvolge nella più stupefacente avventura mai narrata: quella delle leggi che regolano l’universo.
” Iréne, sono vicino a una favolosa scoperta. Mi manca un esperimento cruciale. Se riuscirà, saprò tutto. Non so quando tornerò, non so nemmeno se tornerò. Se vuoi comprendere, parti alla ricerca del vecchio Einstein e della teoria della relatività…”
Dopo la lettura di questo laconico e sibillino messaggio, parte la ricerca della tenace Irène, moglie di Bernard, fisico brillante che ambisce al Nobel. La giovane donna si troverà ben presto catapultata nel complicato mondo del marito: un mondo a lei totalmente ostile, fatto di complicatissime formule e astrusi concetti. Purtroppo per lei, districarsi nella fitta maglia della fisica e della scienza sarà l’unico modo per ricostruire il percorso oscuro che ha portato alla sparizione del marito. Quando sta per darsi per vinta, ecco che incontra Leo, un giornalista scientifico che le permetterà di muoversi tra i pensieri e le teorie delle più grandi menti della storia, come Aristotele, Keplero, Newton, Galileo, Einstein e tanti altri. Leo la guiderà attraverso l’affascinante giardino della scienza, riuscendo ad avvicinarla a quei concetti incomprensibili che all’inizio della ricerca la avevano fatta vacillare. Passo dopo passo, Iréne riesce a mettere insieme i pezzi del grande puzzle della scienza umana e, parallelamente, scopre di essere in grado di seguire il percorso intrapreso dal marito, almeno fino a quando Leo scompare misteriosamente. A quel punto Iréne si rende conto che Einstein e la relatività nascondono un inquietante segreto e svelarlo sarà l’unico modo per ritrovare Bernard e Leo.
Il principio del Cavatappi è un libro che si fa apprezzare per la semplicità e l’astuzia con cui l’autrice riesce a condurre il lettore – quasi prendendolo per mano – attraverso i percorsi della scienza moderna. Concetti come la gravità o la relatività vengono esposti, attraverso i racconti smaliziati di Leo, in modo chiaro e comprensibile, tanto da meravigliarci per la loro “semplicità”. Tra le pagine scritte dalla bravissima Haddad troviamo dei ritratti “umani” degli scienziati che abbiamo studiato a scuola, affezionandoci ad essi e alle loro “menti da picchiatelli”, come li definisce Leo. Possiamo leggere descrizioni come questa ( riferita a Newton):
“…Per quanto riguarda lo svago, vuoto assoluto: Newton non usciva, non andava a cavallo, non frequentava le taverne, non suonava strumenti musicali. Era del tutto insensibile all’arte e considerava le sculture bambole di pietra. Era andato solo una volta a vedere l’opera ed era scappato prima del terzo atto, poiché la trovava insopportabile. Nella sua immensa biblioteca, non c’erano né romanzi né opere di poesia… neppure un classico come Shakespeare. Uno dei biografi di Newton, Richard Westfall, aveva un segreto per identificare le sue lettere e gli scritti non firmati: se c’era una minima traccia di ironia o di humor, non potevano essere del grande scienziato. Humphrey Newton lo sentì ridere solo una volta, durante i cinque anni trascorsi al suo servizio, quando un collega a cui aveva prestato un libro di geometria gli aveva chiesto a cosa servisse…”
Leila Haddad con questo suo primo romanzo ci invita a prendere posto al bacchetto della scienza, un convivio secolare le cui portate hanno nomi intriganti come forza centrifuga, caduta dei gravi, elettromagnetismo e rifrazione della luce. Ci chiede di sedere al fianco di illustri scienziati dalle menti illuminate e di seguirli attraverso le loro incredibili idee e le stravaganti teorie che hanno rivoluzionato la nostra comprensione dell’universo. E alla fine, potete giurarci, riusciremo a scoprire, insieme ad Iréne, il mistero che si cela dietro la sparizione di suo marito Bernard, attraverso un percorso che ci porterà ad apprendere anche il principio geniale del cavatappi, illustrato dal brillante Leo: per stappare una bottiglia, la si tiene ferma e si gira il cavatappi. Ma lo stesso risultato lo si ottiene anche procedendo al contrario, tenendo fermo il cavatappi e girando la bottiglia. Proprio in questo modo i grandi scienziati della storia hanno avuto le intuizioni geniali che li hanno portati a scoperte incredibili: invertendo le prospettive. Chiedete pure conferma a Copernico, per lui la Terra girava intorno al Sole, mentre per il resto dell’umanità era, erroneamente, vero il contrario!!!