Se penso che questo romanzo (breve???) è uscito in periodo di Natale…
Dopo il finale di Legacy, non mi aspettavo mezza gioia, naturalmente. Forse sono riuscita a immaginare scenari peggiori di quelli che si sono presentati (l’idea di un romanzo ambientato in prigione mi dava un senso di claustrofobia assurdo… e io non soffro di claustrofobia), perché alla fine mi sono trovata catturata dalla storia e soprattutto dai misteri che si sviluppano attraverso i capitoli, ero lì a raccogliere gli indizi sparsi con una frenesia che non ricordo in altre situazioni.
La parte del romanzo che segue Annabel si svolge in uno spazio ristretto, ma come mi ha già dimostrato Priska gli spazi ristretti sono una miniera per lei. Nonostante il filtro della mente di Annabel, ho sentito la prigione come uno spazio reale e nonostante sentissi che le vicende in cui si trova coinvolta Annabel non me la contavano giusta… un po’ tifavo perché non fosse così. (Anche se mi è piaciuto molto che le sue aspettative siano state deluse, lo ammetto, altra sovversione rispetto alle letture che ho fatto in passato.)
William, pora stella, cerca di essere produttivo e costruttivo nonostante sembri un po’ una bestia selvaggia ingabbiata dalle regole della società civile inglese. E nonostante Annabel (e non solo…) gli renda le cose molto difficili facendo di testa sua –come al solito! Almeno può fare lo sugar daddy che cerca di farla stare meglio in carcere ahahah (e poi quella scena nella cella, mado’!)
Mi è piaciuta molto la storyline di Shasta, sia per il suo percorso verso la libertà e il suo ruolo nel nuovo mondo in cui si ritrova, sia perché ci permette di conoscere meglio l’altra cugina di William, che è un soggetto particolare. Ma ci si poteva aspettare qualcosa di diverso da una figlia di Silvester? Direi di no.
Su Silvester non mi pronuncio, perché ho solo cose brutte da dire (all’uomo, non al personaggio, che è scritto bene come tutti gli altri, mannaggia!). Così come taccio su un personaggio secondario di LOS che fa la sua ricomparsa qui, perché è tutto spoiler.
Questa volta Jersey ha acquisito l’unica parte di lui che mi piace: un gatto. Ah, non è una parte di lui? Peccato. Il micio nella tasca però gli fa guadagnare punti che non avrei mai pensato di dargli.
In conclusione: meno male che Priska ha scritto questa sorta di lungo missing moment, perché era un periodo della vita di Annabel che andava approfondito per tutte le questioni che rimangono in sospeso da Legacy (sì, anche una certa treccia), e che non rientrerebbero molto bene nella storyline più ampia della Guerra d’Indipendenza.