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I vinti. Il corpo nella storia dell'arte

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La storia dell’arte è una storia di corpi ed è con questa chiave che la racconta Tomaso Montanari, seguendo la traccia degli esclusi, degli sconfitti, dei vinti in contrapposizione ai vincitori. Si va dai dipinti di Giotto a quelli di Ambrogio Lorenzetti, dalle opere di Donatello e Masaccio fino a Michelangelo; dal discusso monumento dei Quattro Mori di fine Cinquecento, tuttora simbolo di Livorno, ai capolavori di Caravaggio e di Lorenzo Bernini; dalla rappresentazione di uomini e donne non europei nell’arte dell’Illuminismo fino ai corpi proletari del Quarto Stato di Pelizza da Volpedo e al corpo martoriato dello statista Dc Aldo Moro monumentalizzato da William Kentridge: un cammino inedito, uno sguardo curioso e nuovo che cuce insieme epoche, stili, pensieri diversi col filo rosso di un’idea. Un percorso che aiuta a leggere il nostro passato ma anche il drammatico presente dei più deboli, della guerra e delle sue vittime.

58 pages, Kindle Edition

Published November 8, 2022

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About the author

Tomaso Montanari

55 books41 followers
Sono nato nel 1971 a Firenze, dove vivo. Studio l’arte dell’età barocca e la storia del patrimonio culturale.

Mi sono formato alla Normale di Pisa, ho insegnato a lungo alla Federico II di Napoli e ora sono professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università per Stranieri di Siena.

Sono convinto che gli storici dell’arte servano a fare entrare le opere d’arte nella vita intellettuale ed emotiva di chi si occupa di tutt’altro.

Penso anche che l’amore per la storia dell’arte non debba essere un fatto privato (o peggio un’evasione, o un modo per non pensare), ma pubblico e ‘politico’. L’articolo 9 della Costituzione ha, infatti, mutato irreversibilmente il ruolo del patrimonio storico e artistico italiano, facendone un segno visibile della sovranità dei cittadini, dell’unità nazionale, e dell’eguaglianza costituzionale, perché ciascuno di noi (povero o ricco, uomo o donna, cattolico o musulmano, colto o incolto) ne è egualmente proprietario.

Ma tutto questo è assai difficile da capire, perché oggi la storia dell’arte non è più un sapere critico, ma un’industria dell’intrattenimento ‘culturale’ (e dunque fattore di alienazione, di regressione intellettuale e di programmatico ottundimento del senso critico). Strumentalizzata dal potere politico e religioso, banalizzata dai media e sfruttata dall’università, la storia dell’arte è ormai una escort di lusso della vita culturale.

È per questo che oggi non basta fare ricerca e insegnare, ed è per questo che ho scritto A cosa serve Michelangelo? (Einaudi 2011), La madre dei Caravaggio è sempre incinta (Skira 2012), Le pietre e il popolo (minimum fax 2013), Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà (minimum fax 2014), Privati del patrimonio (Einaudi 2015), e (con Vincenzo Trione), Contro le mostre (Einaudi 2017).

Tra i miei libri di ricerca recenti: La libertà di Bernini (Einaudi 2016) e Costituzione italiana. Articolo 9 (Carocci 2018).

Ho ideato e condotto due serie televisive dedicate a Bernini e a Caravaggio per Rai 5 e la serie Favole, forme figure per Loft, la tv del Fatto Quotidiano.

Scrivo sul Fatto Quotidiano, per il quale ogni lunedì tengo la rubrica Le pietre e il popolo. Ho anche una rubrica sul Venerdì di Repubblica: Ora d’arte.

Ho provato (direi inutilmente) a rimettere in piedi una sinistra in Italia, e sono presidente dell’associazione di cultura politica Libertà e Giustizia. Ho dedicato un piccolo libro all’impegno civile degli intellettuali: Cassandra muta (Gruppo Abele 2017).

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for MsElisaB.
215 reviews23 followers
March 22, 2023
Questo non è un libro, è un articolo. Credo che, a stamparlo con un carattere leggibile tutto di seguito, ci stia tranquillamente su un foglio A4. La casa editrice lo fraziona in molti capitoletti (dividendo addirittura più volte, in maniera anti-logica, uno stesso argomento), inserisce una pagina bianca ogni volta ed ottiene un libriccino. L'argomento è interessante (non da strapparsi i capelli, comunque), questo non lo contesto, il tono dell'autore è troppo enfatico e retorico, addirittura pretestuoso in certi passaggi, ma, in ogni caso, il punto di vista di Montanari si legge volentieri, pur non essendo rivoluzionario, ma non riesco a vedere altro che una becera operazione di marketing. Avevo fatto un ragionamento affine per "Galatea" di Miller, ma almeno, in quel caso, l'editore aveva provato a dissimulare con l'aggiunta di illustrazioni ed un'impaginazione particolare...

Fortunatamente non l'ho acquistato, altrimenti mi sarei sentita truffata, considerata anche la presenza di diversi errori concettuali (che, mi auguro, siano refusi).
Profile Image for Wu Shih.
233 reviews29 followers
January 5, 2023
Insieme di descrizione di alcuni quadri: presi di per sè sono anche interessanti ma l'organicità del testo è imbarazzante. Sembra uno di quei libretti tirati su per far cassa.
Profile Image for Redderationem.
252 reviews3 followers
January 12, 2023
Tolti gli spunti di riflessione che un libro sull'arte può generare, tolta la stima che nutro per Montanari, questa rimane la sbobinatura di un podcast. La sbobinatura fatta male.
Si comincia con un vistoso refuso inelle prime pagine, si prosegue con la divisione in capitoletti che da un certo punto in poi diviene chiaro più essere il trucco per aumentare la fogliazione di un testo striminzito che una vera ripartizione per argomenti. Quando cioè si finisce per dividere in tre il punto in cui ci si sofferma a parlare di Caravaggio e in due di queste parti ci si riferisce alla stessa opera.
Aggiungiamo poi il bisogno che hanno le conversazioni sull'arte di mostrare quello di cui si sta parlando e avremo che questo volumetto senza illustrazioni è insufficiente a se stesso.
Profile Image for Vincent Gulotta.
8 reviews2 followers
March 25, 2023
Si potrebbe definire un canovaccio, un appunto per una ricerca ancora da realizzarsi. Il nesso che collega i vari articoletti è davvero flebile. Non sI percepisce quale sia stato il criterio che ha portato alla selezione dei quadri descritti. Lo spunto di discussione sarebbe anche interessante ma la mancanza di rigore rende il libro una delusione nei riguardi dell'autore, dell'editore e del libraio che lo ha messo a scaffale.
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