“Cos’è, per te, la famiglia?” È da una domanda che Nicolò Govoni è partito per scrivere queste cinque storie ambientate nelle fumanti megalopoli del Kenya, tra le macerie della Siria, nelle profondità delle miniere in Congo, in un campo profughi in Grecia e anche là dove non ci saremmo aspettati di vedere arrivare scontri e violenza, così vicini alle porte di casa. Racconti con protagonisti quei bambini e quelle bambine a cui Nicolò sta dedicando la vita, e che ci portano in mondi dove la protezione e la normalità sono ancora privilegio di pochi. Così, entriamo nella vita di Njoki, che aspetta il ritorno di sua sorella in fuga per un amore osteggiato dalla comunità; leggiamo la lunga lettera che Wasim, nella sua prima notte da clandestino per evitare l’arruolamento, scrive alla sorellina Isra con i suoi sogni di piccola calciatrice; vediamo Musa, l’unico albino del suo villaggio, schivare le angherie dei coetanei che lo additano come il figlio di una strega; seguiamo Nur mentre cerca il suo cane scomparso nel campo profughi che divide con altri fuggitivi anche loro senza più una casa; e ascoltiamo come Khal e i suoi compagni hanno in mente di cambiare il loro mondo un pezzo alla volta, iniziando dalle tende che ora li ospitano. Nicolò Govoni torna con un libro potente e delicato, che ci ricorda come la distanza non è importante quando si tratta di crescere e diventare adulti insieme, e di come, in un mondo dove a volte sembra impossibile sognare, lo sguardo e la voce di un innocente possono avere tutta la forza necessaria per costruire il domani.
Nicolò Govoni (1993) è cresciuto a Cremona. A vent’anni si è unito a una missione di volontariato in India, dove ha vissuto per quattro anni e studiato giornalismo. A venticinque ha fondato Still I Rise, un’organizzazione umanitaria che apre scuole per i bambini più vulnerabili tra Grecia, Turchia, Siria, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e Colombia. Still I Rise è la prima no-profit al mondo a offrire gratuitamente il Baccalaureato Internazionale ai profughi. Nel 2020 Nicolò è stato nominato al Premio Nobel per la Pace. Attualmente vive e lavora a Nairobi.
Un libro interessante che contiene racconti dai luoghi di frontiera dell'emigrazione, in cui i bambini sono i primi ad essere emarginati e portare sulla loro pelle tutto il dolore del mondo. Nicolò Govoni, fondatore della ONG Still I Rise e scrittore, elabora gli spunti presi dai bambini incontrati nei campi profughi di Grecia, Kenya e Congo, per restituire un quadro del concetto di famiglia. Alcuni racconti sono più validi, altri meno, ma vale la lettura. In aggiunta a ciò con l'acquisto del libro si sostiene direttamente la costruzione di una scuola in Colombia.
⭐⭐⭐,25 💧💧💧 L'avrei sicuramente letto con più piacere se non fossi stata obbligata dalla scuola. Sono 5 storie differenti, ma la mia preferita è quella ambientata in Grecia. Quella che ho invece apprezzato meno è la storia di Musa, perché non l'ho sinceramente capita. Non ho proprio compreso il racconto del lago. Mi sento un po' stupida ma è così. In ogni caso è un buon libro che ti porta a riflettere sulla nostra fortuna
Una lettura che tutti dovremmo affrontare anche per abbattere stereotipi e pregiudizi sul delicato, doloroso e ormai deflagrante tema delle migrazioni.