Marcus, accademico inglese, autore di saggi storici, va a Roma per partecipare a una conferenza organizzata dall'Istituto per la comunicazione sociale. Uomo pessimista per natura, teme che sia stato ordito un complotto internazionale per ucciderlo. A Roma crede di riconoscere in una donna sua moglie Zdena, da cui è separato. Zdena scompare e ricompare, c'è però anche il tempo per un incontro d'amore. Quando tutto sembra tornare alla normalità c'è un colpo di scena finale...
Herbert Markus è un docente universitario di storia. Il suo percorso di studioso era iniziato - pare - da bambino, dopo un problemino con la vista e un commento di mamma: “Sei proprio diventato un ometto con quegli occhiali”. Ecco, “a otto anni era diventato il Professor Markus”. Da allora si era infilato in una specie di prigione, sempre e solo sui libri, per troppo tempo: fino all’arrivo della bella e misteriosa Zdena, l’amore tardivo che, pur entrando e uscendo ripetutamente di scena, dà un nuovo senso alla sua vita liberandola dalla fede esclusiva nella scienza e arricchendola, oltre che di sentimento, della complessità propria dei veri rapporti umani. Il Professor Herbert Markus sbanda un po’ - forse non sarà più lo studioso impeccabile che è stato -, ma accetta “colpevolmente” il cambiamento con tutte le conseguenze, ambiguità comprese. Apprezzo da tempo Palandri, le sue storie, le sue riflessioni: tendenzialmente verboso, qui l’ho trovato a tratti un po’ contorto… ma fa lo stesso, lo leggerò ancora, volentieri.