Czech-born poet, playwright, and novelist, whose central themes were religious faith, heroism, and human brotherhood. Franz Werfel's best-known works include The Forty Days of Musa Dagh (1933), a classic historical novel that portrays Armenian resistance to the Turks, and The Song of Bernadette (1941). The latter book had its start when Werfel, a Jew escaping the Nazis, found solace in the pilgrimage town of Lourdes, where St. Bernadette had had visions of the Virgin. Werfel made a promise to "sing the song" of the saint if he ever reached the United States. He died in California in 1945.
"Una mattina ero seduto al mio posto tra gli altri frati per la messa prima. Venne scoperto l'ostensorio. Dall'altare scese un chiaro tintinnio accompagnato da bagliori. Alcuni frati rimasero in silenzio con lo sguardo fisso, altri ancora cominciarono ad ansimare in estasi... Per me, invece, il corpo di Cristo si trasformò in uno spasimo di lussuria - sempre più debole mormoravo le pesanti maledizioni contro Satana, il suo caldo alito profumato mi solleticava il collo, la mia mano era ormai irrefrenabile e mi dispersi vomitando grida selvagge".
Bellissimo. I due capitoli "Discorso di un amico dell'opera" e "La genesi satanica" sono esemplari. E il finale magistrale nella sua sospensione carica di aspettative.