Incredibile! Dopo il successo di Era meglio il libro, Valerio Lundini torna con una nuova raccolta di racconti che è mille volte più bella della prima. Talmente più bella che giustamente voi potreste dire: «Ma allora compro questa e butto via la prima?» E invece no, perché la prima comunque non era mica male. È solo che questa è troppo meglio. Tra l’altro, se ci pensate, si fa sempre un po’ fatica a buttar via un libro, no? Io ne ho tanti che non mi piacciono, eppure sono sempre lì, non ci riesco proprio a buttarli. Dispiace. Comunque, non è questo il caso, perché Foto mosse di famiglie immobili è un libro incredibile, come ho scritto nella prima riga, quella grossa. Parla di stelle dello spettacolo convinte di essere morte, di tic mentali che diventano hit internazionali, di film che viaggiano nel tempo, di teneri video virali con drammatiche conseguenze penali e di altre cose molto più interessanti di questo riassuntino qui. Se poi non vi piace, OH, PAZIENZA.
Innanzitutto la mia è la 69ma valutazione quindi ci tengo a dire due parole: nice. Poi Valerio se stai leggendo ti mando tanti bacini, bravo. Quando ci ribbecchiamo ti offro un tè alla menta piperita
Lundini è un artista difficile da incasellare. Comico, musicista, conduttore radiofonico e televisivo ha fatto dell'ironia surreale e dell'osservazione del grottesco nel quotidiano il suo marchio di fabbrica. Il suo è un mondo popolato da personaggi fallimentari, situazioni imbarazzanti e un'ironia che colpisce per sottrazione, non per esplosione. Storie mosse di famiglie immobili è una raccolta di racconti brevi che potrebbe essere definita un "album di figurine del disagio contemporaneo". Il titolo stesso è un perfetto esempio di humour lundiniano: evoca un'immagine simultaneamente dinamica ("mosse") e stagnante ("immobili"), un paradosso che ben rappresenta le vite dei protagonisti. I racconti, spesso brevissimi e fulminei, esplorano micro-universi familiari e relazionali bloccati in un limbo di incompiutezza e frustrazione silenziosa. La prosa di Lundini è scarna, essenziale, e proprio per questo devastante. Le sue battute sono spesso nascoste in un inciso, in una descrizione apparentemente oggettiva che, per il suo essere iper-realistica, diventa irresistibilmente comica. Tuttavia non me lo ricordo già più anche se forse, senza volerlo, è proprio questa la caratteristica di quest'antologia. È un libro che funziona come un mood, un'atmosfera. Non si legge per la trama o per i colpi di scena memorabili, ma per la sensazione che lascia: un sorriso amaro di riconoscimento, un senso di condivisa, universale stranezza. I racconti sono come piccoli meme letterari: li leggi, sorridi con un "ah, vero!" e poi procedi. La loro forza non è nella memorabilità della storia, ma nell'immediatezza del frame comico e nell'accuratezza dell'osservazione.
Posti insoliti dove ho letto l'ultimo libro di Lundini: - in ascensore - in bagno asciugando i capelli - nell'asciugatrice (recuperavo dei centesimi dal cestello) - sull'orlo del precipizio (metaforico, ma anche no) - Al concerto dei fantastici Brunori Sas - Milanofiori - Nuotando con gli squali balena - All'esclusivo Berghain di Berlino.
La migliore recensione di questo bel libro perciò è che si fa leggere ovunque. Lo si compra per fiducia (Lundini è Lundini), per il disegnino che rende unica la copia se si è fortunati, e poi perché fa ridere, ma come una barzelletta difficilissima, o come talvolta fa ridere la vita, se ti fermi a riflettere su quel che succede. Il mio racconto preferito è Radioterapia perché è fulminante nella sua brevità, ma Cracovia rising è geniale come poche altre cose che ho letto. Accattativillo.
“A mia figlia Lucilla. Indagata per bancarotta fraudolenta, peculato, spaccio… ma per me sempre innocente”.
È già fuori moda dire che “fa ridere ma anche riflettere” con ironia, soprattutto se si tratta di Lundini. Quindi diciamo che è adatto sia per chi vuole divertirsi con leggerezza che per chi desidera dedicare qualche oretta ad approfondire la società in cui ci muoviamo.
Chi conosce la sua Pezza, sa che Valerio Lundini è un maestro nell’inscenare e nel portare fino in fondo delle situazioni di un imbarazzo surreale. Nei brevi racconti contenuti nel libro la vena surreale del programma tv resta, pur con qualcosa in più e qualcosa in meno. Quel qualcosa in più è la potenza evocativa delle parole, che non conoscono i limiti di un studio televisivo; quel qualcosa in meno è la maschera comica di Lundini, sapientemente goffo e comicamente ottuso, coi suoi completi da commercialista, la sua erre moscia, l’eloquio monocorde e il ricorso a dei registri linguistici quasi sempre fuori luogo. In una conversazione con Paola Cortellesi trasmessa sul canale YouTube dell’enciclopedia Treccani, a proposito della propria comicità, Lundini ha affermato questo: «nasce come una sorta di arma di difesa, in situazioni in cui non riuscivo a fare le cose troppo seriamente: nonostante io ritenga la serietà una cosa molto importante, un bel valore, è molto difficile usarla costantemente nei casi delicati o di formalità (come i convenevoli); non riesco a vedere in maniera naturale le cose che non hanno un livello d’ironia, anche piccolo (…)»; invece, «basta dare un tocco di leggerezza e quel messaggio diventa, a mio avviso, più plausibile». Spiritosa l’idea di inserire alla fine del libro i cosiddetti bloopers, cioè gli strafalcioni e le papere degli attori che talvolta si vedono in coda ai film.
E’ difficile fare una recensione di un libro di storielle, quale questo è. Non c’è una trama da raccontare, poco ci si può soffermare sullo stile di scrittura e sicuramente non ci sono personaggi da descrivere.
Tutto quello che vi posso dire è che mi sono molto divertito a leggerlo, anche se le storie di apertura sono un pochino più divertenti di quelle che chiudono il libro. Se cercate qualcosa di divertente da leggere, questo è il libro giusto.
E sono sicuro che non farà ridere solo i fans di Lundini, ma tutti quelli che lo leggeranno.
Avrei voluto dare una valutazione leggermente minore, considerando che alcune delle storie non funzionano piú di tanto e sono messe lí come riempitivo/intermezzo. Poi ho pensato a quanto l'intera struttura del libro sia studiata in modo tale da donare un'esperienza del tutto simile a quella che si ha guardando una puntata di "Una pezza" e mi sono convinto che in realtá l'essenza stessa della comicitá assurda di Lundini sia intrinsecamente composta da alti e bassi programmati a dovere. Detto ció, alcune delle piccole storie mi hanno letteralmente ucciso (ma non letteralmente), con un climax che mi ha portato a leggere la sezione bloopers quasi con le lacrime agli occhi per quanto grottesca e caricaturale sia la natura di questo personaggio.
Il personaggio di Lundini sembra un alieno che si sforzi di imitare gli umani, ma sempre con qualcosa di sbagliato, di portato all'eccesso. Il genio di Lundini è che non esce mai dal personaggio. È questo che fa ridere, in televisione o alla radio.
A leggere questo nuovo libro non ci si sganascia, ma si entra nella testa del personaggio più di quanto sia possibile attraverso la televisione o la radio. L'inizio di quasi tutti i racconti è perfettamente normale, ed è bello assistere allo scarto verso l'assurdo, a volte improvviso, a volte sfumato.
Il mio preferito è Cracovia rising, che ovviamente è citato anche in quarta di copertina.
Rispetto a Era meglio il libro, questa raccolta fa meno ridere ma osa di più. I racconti sono più originali, più sofisticati, ma meno “pop” dei precedenti. Purtroppo, la struttura di alcuni racconti non mi ha fatto impazzire: lineari dall'inizio fino all’ultimo paragrafo, in cui c’è un twist che ti fa strappare una risata o che ti fa chiedere che si fuma Lundini.
Su tutti: - WIR WAREN VIER FREUNDE IM BERGHAIN: Cronaca della serata di un giovane al mitico locale BERGHAIN. - QUANTO DANNATAMENTE CI MANCA PAOLO: Con non poca modestia un uomo ricorda un suo grande amico - CRACOVIA RISING: I protagonisti sono allarmati perché nella quarta di copertina del libro si parla di loro.
Un Lundini un po' di nicchia ma sempre apprezzato.
Questa è una raccolta di racconti e, facendo parte di una categoria a parte, mi perdonerete per aver dato a Lundini una stellina in più che a Dumas. Libricino perfetto per i ritagli di tempo, è una raccolta di brevi (a volte brevissimi) racconti umoristici nello stile di Lundini, tanto Lundiniani che vi sfido a leggerli senza la erre moscia e l’accento romano. Sono racconti intrisi di quotidianità e personaggi viventi piegati al volere dell’autore con una capacità di far ridere fuori dal normale. Consigliatissimo per staccare tra i capitoli peso dei libei ancor più peso.
Mi sembra giusto terminare questo libro nel giorno in cui, da 16 anni a questa parte, do gli auguri “della Befana” alle mie migliori amiche. La burla, la beffa, la battuta, il grande ridere, la simpatia, l'umorismo, la comicità odierna, la risata, l'ilarità, la ludrica affermazione, lo spasso, il divertimento, l'arguta ironia..
Lundini è IL genio. Potrebbe scrivere la lista della spesa e leggerla seriamente e comunque far ridere, tra nonsense e spaccati di realtà. Racconti brevi e scorrevoli - amo Calogero con tutta me stessa.
Un libro che mi sono auto-regalata per Natale, uno di quelli già incartati, scelto perché mi ispirava la piccola descrizione. Un libro che non avrei mai comprato, ma che si è rivelato pazzesco. Mi ha fatto divertire, e riflettere allo stesso momento. 🔝
Un po' come Una pezza di Lundini, che alla terza stagione ha iniziato a mostrare i limiti di un format sempre uguale, conservando lampi di pura comicità, anche il secondo libro suona come un compito ripetuto, non senza qualche ottimo momento. Adesso è ora di qualcosa di nuovo.
Chissà se mi stancherò mai del lo stile di Lundini. Una stella in meno (mio capriccio) perché, appunto, lo stile è sempre quello. Ha fatto i compiti a casa? Sì, ma non molto di più. Piacevolissimo eh! Però non v'aspettate la rivoluzione.
Solo con "Cracovia rising" si raggiungono vette altissime, veramente lundiniane; da solo sarebbe da 5 stelle. Gli altri racconti si leggono perché Lundini è pur sempre Lundini, ma valgono meno... Comunque consigliato per una semplice lettura leggera.
Uno dei manuali di filologia germanica più limpidi e lineari che abbia mai letto! Interessante soprattutto la parte relativa alla termodinamica nonché quella sull'elettromagnetismo: Tarantino resta innegabilmente un genio del cinema.
Raccolta di racconti da risate a denti stretti. Alcune parodie di vita quotidiana e storie da “teatro dell’assurdo”. Lettura leggera da vacanze di Natale