“Non siamo mai stati sulla Terra” è il primo libro scritto da un essere umano assieme a un’intelligenza artificiale. Un’opera che ci conduce sulla soglia di un nuovo modo di raccontare. Un uomo e un marchingegno robotico chiamato Out0mat-B13 sono seduti uno di fronte all’altro in un hotel di provincia. L’uomo interroga con curiosità la macchina, le chiede delle cose che ha visto, di ciò che conosce, di quello che immagina essere il pianeta. La macchina racconta: gli parla di città impossibili come Milano, fondata dal magnate Giovan Battista Milano, o Asti, antica sede di un gigantesco parco divertimenti creato dai Savoia; di band che hanno fatto la storia come i The Caribbean Beatles; della fiaba di Cappuccetto Rosso cannibale. Offre consigli su come cucinare il pane azzimo – prendere il nulla e metterlo a maturare nel niente per tre mesi –; su come gestire una piramide egizia; su come intervistare Dio. Storia dopo storia, però, avviene che l’uomo prenda a completare con le sue parole i vuoti dell’altro: precisa un dettaglio, rattoppa una sfumatura, aggiunge un aneddoto. Umano e macchina si ritrovano così a raccontare assieme, alternati, fino a stendere sul mondo intero una patina talvolta surreale e comica, talvolta magica e visionaria, talvolta melanconica. Ma sempre sorprendente. Rocco Tanica ha composto questo libro in cooperazione con Gpt-3, un modello di deep learning: un software in grado di riconoscere il testo prodotto dall’autore, apprenderne le caratteristiche e generare nuovi contenuti a integrazione di quelli esistenti. Un dialogo/battibecco capace di dare vita a una nuova inattesa realtà: più vera del vero e allo stesso tempo completamente inventata. Il primo libro scritto a quattro mani da un essere umano e un’intelligenza artificiale.
Rocco Tanica è un musicista e imprenditore monegasco di origini italiane. Con gli Elio e le Storie Tese ha partecipato al concorso ’83, l’anno per te organizzato da Radio Poster e pubblicato il singolo Italia sì Italia no, mangiamo la pizza (1996). Nel 2018 ha partecipato alle serie televisive La compagnia del cigno di Ivan Cotroneo e La dottoressa Giò 3 con Barbara d’Urso per la regia di Antonello Grimaldi, nell’ambito della quale arresta Christopher Lambert.
Mi aspettavo di meglio, pensavo che avrei riso molto di più, invece avrò riso due/tre volte e in alcune parti mi ha annoiato. Peccato perché adoro Rocco Tanica e penso che sia un comico pazzesco.
L’intelligenza artificiale può fare ridere? Sì, se impara da chi il mestiere lo conosce. Il musicista degli Elio e le Storie tese è da tempo impegnato nella letteratura comica e umoristica con risultati notevoli; basta leggere la divertente autobiografia pubblicata da Mondadori, Lo sbiancamento dell’anima. L’ultimo libro di Tanica, invece, è scritto a quattro mani – sempre che si possa dire così – insieme a Chat GPT (che, al momento della pubblicazione del libro, doveva però ancora raggiungere la sua fama mondiale). Con due caratteri di stampa diversi, l’autore segnala i pezzi scritti in prima persona e quelli generati dal software: non c’è una vera storia, ma un insieme di episodi comici surreali, tenuti insieme da un immaginario dialogo tra la macchina e l’autore, nell’albergo Grand Hotel Plaza del paese fantasma di Consonno (Lecco). Il sistema automatizzato ha imparato bene alcuni tratti dello stile surreale e deformante di Tanica; in certi casi, si mostra persino in grado di superarlo per arditezza nei collegamenti e negli slittamenti di senso. Il retro di copertina riportata una nota di Daria Bignardi: «Un sorprendente, divertentissimo incrocio tra David Foster Wallace e il Mago Forest». Volendo divertirsi nel gioco, si può dire che sembra di leggere anche un incrocio tra Woody Allen e Nino Frassica.
Idea interessante, esecuzione carina ma che tende a diventare stucchevole e ripetitiva già verso la metà del libro, complice anche uno stile sempre uguale a se stesso e una narrazione senza grandi cambi di ritmo.