Viola Consalvi, di professione naturopata, è impaziente di scoprirlo. Nonostante abbia poco più di trent'anni, la vita ha già colpito duro con lei, portandole via il marito. Così anche il suo lavoro in uno studio di medicina olistica ha smesso di interessarla, e quando tutto sembra sul punto di crollarle addosso capisce che la sola cosa da fare è tornare nella città che anni prima l'ha resa Parigi, dove ha frequentato la scuola di naturopatia e dove, nascosto tra i tetti di Montmartre, c'è l'unico luogo in cui si senta davvero al sicuro, l'erboristeria delle sorelle Fleuret-Bourry.
È in questo spazio magico, in cui il tempo sembra essersi fermato e le emozioni sono accolte e coccolate, stretta nell'abbraccio della saggia e materna Gisèle, che Viola comincia la sua nuova vita. In un curioso bistrot incontra il giovane Romain, un barista sbruffone e misterioso che, tra continui battibecchi e rappacificazioni, farà di tutto per portare al disgelo il cuore di Viola. Quando Gisèle chiede alla sua giovane collaboratrice di aiutarla a rilanciare il negozio, Viola ha un'intuizione offrire consulenze di iridologia, una disciplina antichissima e praticata dal suo ex marito, che, partendo dallo studio fisiologico degli occhi, indaga a fondo nell'individuo fino a svelarne la personalità.
Cari lettori, oggi parleremo di un libro che avevo in lista da un po’ e che finalmente sono riuscita a leggere. Si tratta de La piccola erboristeria di Montmartre di Donatella Rizzati e edito dalla casa editrice More Stories. Vorrei partire con il dire subito una cosa, avrete notato nella scheda del libro il numero di pagine. Vi lascio un consiglio: non lasciatevi intimidire o intimorire da quel numeretto a tre cifre. Sembra elevato, ma la storia vi sembrerà che vi scorra tra le dita parola dopo parola.
Questa è una storia delicata che parla di senso di famiglia, ma parte dal dolore e dalla forza di voler rinascere. Tutto nasce dal grande dolore provato da Viola; dopo aver subìto la perdita del suo amore, vede il suo mondo andare in frantumi. La malattia per eccellenza si era intrufolata in modo silenzioso tra le loro giornate e in breve le ha portato via Michel, suo marito
“[...], nel giro di pochi mesi, un destino inesorabile mi ha strappato Michel e insieme e lui tutto il mio mondo. Mi sono ritrovata sola e vuota, senza più un senso.”
Distrutta si isola, qualsiasi cosa perde la propria dimensione fino a quando non decide di lasciare tutto, quello che per diverso tempo è stato il suo nido – la casa romana sua e di Michel –, per tornare in un luogo dove è stata felice: Parigi e l’erboristeria di Gisèle, un luogo magico, racchiuso in un posto senza spazio e senza tempo
“Nell’aria aleggiava, delicato, un sentore che avvolse le mie narici per poi scomporsi in un caleidoscopio di fragranze in cui riconobbi fiori, cortecce, scorze, spezie. Effluvi insinuanti che agirono su di me come un balsamo e mi spogliarono quasi per magia di tutte le preoccupazioni.”
Lì Viola torna a vivere, tra le braccia amorevoli della sua vecchia amica, tra profumi, sapori, lozioni, ricette per tisane. Un posto che la costringe a osservare e aiutare gli altri curando al contempo la sua anima ferita.
Questa è una storia piena di sentimenti, che ci vuole far arrivare un messaggio semplice, ma che tendiamo sempre a dimenticare nei momenti di difficoltà: raccogliere la forza che è presente in ognuno di noi e usarla per sconfiggere quei momenti bui che sembrano durare troppo e che sono talmente oscuri da non riuscire a vederne la fine. L’autrice ha toccato temi particolari come la naturopatia in un modo sempre delicato, senza mai voler per forza costringere a modificare il pensiero del lettore mostrando come la cura di sé, del proprio Io interiore sia molto importante per stare bene.
Ringrazio la casa editrice per avermi dato la possibilità di leggerlo, fornendomene una copia digitale.
Era da tanto che avevo in lista questo libro e finalmente mi sono decisa a dedicarmi a lui. È stata una lettura molto scorrevole,l’autrice ha voluto mettere in evidenza alcuni ambiti della vita della protagonista che si chiama Viola. I temi di questa storia sono la famiglia,i dolori per la perdita,sentimenti e amore e l’amicizia e il rapporto con i genitori. Questa narrazione mi ha fatto riflettere sul fatto che a volte si guardano sempre e per la maggior parte delle volte le situazioni in modo negativo. Ma a volte bisogna avere a fianco persone che aiutano a vedere le cose in modo diverso e aiutano a ragionare in modo da vedere sempre un barlume di speranza nel periodo no che si vive. E questo è successo a Viola,che grazie alle sue amiche riesce a trovare la forza per reagire e trovare un modo per andare avanti e credere di più in se stessa. Lettura semplice ma con significato ma che manca di qualcosa…
Mi aspettavo molto di più. Ho pensato più volte di abbandonare la lettura di questo libro. Non solo scontato e assolutamente banale ma la protagonista si manifesta come assolutamente incapace di vivere senza un uomo e senza assecondarne i relativi desideri. Una figura femminile che non mi ha lasciato nulla, anzi a tratti era fastidiosa.
Pesante, idea carina ma scritto a volte come un trattato di botanica, ho più volte pensato di non finire di leggerlo, io non l’ho trovato per niente scorrevole , anzi alcune parti non riuscivo proprio a superarle , non ho provato emozioni insieme ai protagonisti è quella voglia di sapere come va a finire
Il libro è molto scorrevole, leggero e romantico. A mio parere manca quella suspence che ti tiene incollata alla lettura, non ci sono dei momenti in cui non vedi l’ora di sapere come va a finire (se non sul finale finale). Se cercate una lettura poco impegnativa allora si, ma se volete una lettura mozza fiato no!
Un lungo viaggio introspettivo ricco di avvenimenti sia drammatici sia romantici. Una donna, Viola, forte ma anche umana. Un bellissimo libro, sicuramente da leggere con una buona tisana alla cannella