I Fierro sono una famiglia napoletana appassionata e legata alle tradizioni. Nella bottega in San Gregorio Armeno realizzano con maestria presepi e pastorelli, così realistici da rievocare con un solo sguardo leggende e storie di vita. Nonna Anna è il pilastro della famiglia e la donna più rispettata del quartiere per la sua saggezza e certe misteriose doti divinatorie. Un giorno, in un baule confinato in un ripostiglio, la nipote Armanda scopre un diario segreto e una bambola antica. Improvvisamente il passato celato torna alla luce: sono gli ultimi ricordi della sua bisnonna, costretta ad abbandonare la figlia Anna sulla soglia di un orfanotrofio. La sua storia conduce Armanda a viaggiare tra i ricordi della nonna, in una Napoli lontana, tra guerra e rinascita, macerie e scorci mozzafiato. Affascinata dal racconto, la giovane intraprende una caparbia ricerca sulle origini di nonna Anna, finché quella preziosa bambola antica le consegna un enigma complesso: una misteriosa eredità e forse le risposte anelate. Nell’esplorazione di quell’intimo legame, dove sospiri di un tempo dimenticato sussurrano all’orecchio del presente, Madda segue le orme del suo destino.
Mamma mia che fatica finirlo! E ... Spoiler... Manco finisce!!! Da campana non ci ho trovato la napoletanità che mi aspettavo, tranne nella lista di siti da vedere e di tradizioni partenopee. I personaggi non sembrano proprio napoletani, ecco. E nemmeno le loro azioni (si sa che il campano è campano in tutto quello che fa). Sembra artificioso, costruito. Eppure ne scrivevano un gran bene. Inoltre sembra che siano due storie appiccicate assieme senza una connessione vera e propria, messe lì al solo scopo di allungare il brodo. Per me è bocciato.
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Il punto forte di Alleria è la trama: due storie familiari (di nonna e nipote) che si incrociano e attraversano la storia italiana, condite con una caccia al tesoro e una sana porzione di dramma amoroso. Molto piacevole. Belle immagini per descrivere emozioni e sentimenti, qui l’autrice è molto brava a non cadere nel “Kitsch”. E poi Napoli, che non è solo sfondo, ma co-protagonista della storia.
Non mi hanno convinta: la struttura piuttosto lineare con l’espediente narrativo un po’ banale del (lunghissimo) flashback; le spiegazioni storiche e geografiche troppo didascaliche da libro di scuola; il mancato adeguamento dello stile ai personaggi (una bambina di 10 anni non usa certi termini; la traduzione delle frasi dialettali (o usi il dialetto, o non lo usi). Nel finale mi sarebbe piaciuto ricevere qualche elemento / spiegazione in più.
Nel complesso, consigliato a chi vuole una lettura piacevole, con una storia interessante, e imparare anche qualcosa sulle tradizioni napoletane.
L’autrice con Alleria ci trasporta magistralmente tra le strade di una Napoli che difficilmente un turista può conoscere... https://www.piegodilibri.it/recension...
Meraviglioso come la storia personale di una donna sia intrecciata a quella di una città,Napoli. Tra sapori,odori,gioie e dolori siamo trasportati in un'altra realtà così vicina eppure così magica.