Dopo secoli finalmente riesco a concentrarmi su questa recensione. Che dire, sono davvero colpita, e finalmente una recensione positiva!
[ATTENZIONE: in questa recensione parlerò di entrambi i testi “L’Oracolo dei mondi: L’Origine” e “L’Oracolo dei mondi: La Distruzione”, dunque OCCHIO AGLI SPOILER!!!]
Iniziamo da “L’Origine”: già dalle primissime righe ho sentito che qualcosa di promettente stava nascendo, abbiamo subito la presentazione di Fate, un personaggio carismatico quanto interessantissimo dal punto di vista tecnico. Ritengo che questa scelta di non attribuirle nessun genere (ma per convenienza darle un aspetto femminile) sia geniale, oltre che un ottimo esempio di inclusività. Tutta la parte sulla creazione delle sorelle è pura creatività e immaginazione, un tripudio di descrizioni che però non rallentano la trama, anzi l’autrice è stata accorta a rispettare alcune regole base del fantasy estremamente necessarie. Non era facile spiegare e costruire un contesto per questa particolare storia, essendo un misto tra una storia fantasy e una narrazione epica. Ho apprezzato moltissimo tutta la dinamica tra le sorelle e il Fuoco, il personaggio “incompreso” che si rivela essere poi fondamentale per la svolta di trama è un evergreen che funziona sempre.
Leggendo questi due libri mi sono sentita riportare indietro a quando leggevo i Rick Riordan, vedo un’unione realizzata perfettamente tra la prosa leggera e giovanile di Percy Jackson alla fantasia allegorica di Dante. Inoltre il focus sugli umani è davvero bello e soprattutto porta a dei plot twist per niente scontati specialmente nel secondo libro.
Un altro elemento da non sottovalutare è la spietatezza dell’autrice, non vi fate ingannare dalla prosa scanzonata, non vi affezionate a nessun personaggio! Sono stata la prima a cascarci e ci sono rimasta malissimo quando è iniziato a grondare il sangue. È stato destabilizzante realizzare quanto, in effetti, rispetto a degli Elementi immortali la vita umana sia fragile, parliamo di una storia che si svolge nel corso di secoli, se non millenni. Non è stato affatto facile realizzare questa narrazione ma in qualche modo l’autrice ci è riuscita benissimo, rimanendo morbida ma spietata, unendo una prospettiva umana e divina insieme.
Parlando de “La Distruzione”, la cosa che si nota subito è l’importante svolta di trama data dalla divisione in schiere tra Angeli e Demoni, in particolar modo la bellezza del rendere gli Angeli “invidiosi” degli umani. L’idea che Eden sia un mondo fatto di sola luce, dove quindi gli Elementi non posso coesistere e dunque tutto è una riproduzione artificiale di Gea è a dir poco geniale. In più, è ironicamente intelligente rendere gli Angeli freddi e distaccati (un po’ come Lux stessa all’inizio del primo libro) ma che tentano di riprodurre dinamiche sociali e morali umane.
Sefira è una protagonista perfetta per questo secondo libro: un background da riscoprire, un carattere chiaro e formato, uno scopo preciso. La cosa di cui mi lamento di più nelle mie recensioni è che fin troppo spesso autori (e autrici, badate) si scordano di dare alle protagoniste due cose fondamentali: un mentore e una missione. Ebbene, in questo libro Sefira ha entrambe le cose, Arlesiah e Michael sono la compagnia angelica più improbabile ma equilibrata che potessi immaginare (tralasciando il mio bias per Michael, in questo sono completamente arbitraria) e lo scopo è perfettamente chiaro. Non solo, ma l’accostamento tra una Prescelta traumatizzata dal fuoco e… il FUOCO stesso è semplicemente perfetto.
Non ho dimenticato la parte su Uhriel, ma mi fa troppo male parlarne. Non ho niente da dire a riguardo, mi si sono inumiditi gli occhi nel momento del suo ultimo dialogo con Sefira. Peraltro, da quando inizia il viaggio vero e proprio (dalla distruzione del portale in poi) ci sono dei “checkpoint” di villaggio in villaggio, dove in ogni tappa succede qualcosa di decisivo. Non sapete quanto mi rende felice nel vedere autrici che stanno ben attente allo sviluppo della trama e dei personaggi, invece di farli girare come impazziti solo per consumare caratteri.
Una menzione d’onore va ai personaggi quali Metatron, Gabriel, Ingrid, Clara e Iulius, Atlas (ci leggerei volentieri uno spin off dedicato. Sì, i personaggi carismatici maschili di questo libro li vorrei in formato poster, va bene?!). Adoro il momento di realizzazione tra Arlesiah e Sefira, come quello tra Gabriel e Michael, dolorosi e commoventi. I “nemici” sono estremamente umani, e la spietatezza di Metatron è assurdamente realistica. Vedrei bene il suo personaggio in un libro come Shadowhunter, un altro fantasy a cui ho rivolto la mente diverse volte mentre leggevo questo testo.
Non posso far altro che sperare che esca il terzo il più in fretta possibile, sono agganciata alla storia e desidero sapere come va a finire! Un enorme complimenti!