Alcune pagine sono sorprendenti perché riescono finalmente a rendere giustizia dell’eccezionalità mahleriana, come alcune dedicate alla quarta e alla quinta sinfonia. Altre sono, invece, eccessivamente affrettate (come quelle dedicate alla nona sinfonia) oppure risentono di un armamentario critico ormai più che datato, come quelle dedicate alla proliferazione diciamo così economica del sinfonismo ottocentesco. Un autore, Ugo Duse, per certi versi coraggioso e per altri troppo sicuro di quanto afferma.