Cresciuta da uno pneumosnodo che vaga da anni alla deriva tra le dune, la figlia di Naila di Mondo9, Mya, è una ragazzina ribelle e indomabile, con un'innata attrazione per i guai, la competizione, il potere. Un incontro fortuito la porterà a imbarcarsi sulla Madrigale, l'unica nave piumata di tutto il pianeta, assieme a una ciurma di saltimbanchi ragazzini che si guadagnano da vivere nei vari porti del Grande Deserto. I suoi affetti più cari, però, non hanno mai smesso di cercarla. Al punto di iscrivere la loro nave alla più folle e massacrante prova di coraggio che possa impegnare un comandante: la Corsa dei Dodic'Anni, una competizione senza esclusione di colpi, in bilico tra due universi speculari. Il ritorno, teso e sorprendente, di una delle saghe più premiate e di successo della nuova fantascienza internazionale.
Dario Tonani is an Italian Science Fiction writer.
"This guy's fantascienza novels about a tough, hallucinatory future Milan are actually pretty good. I'm pleased to see there's a new one out." Bruce Sterling
Awards: Tolkien (1989), Lovecraft (1994, 1999), Robot (2013), Cassiopea (2013), Italia (1989, 1992, 2000, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2019 two prizes), ESFS - European "Best author" (2017).
Novels and anthologies (in Italian): "Il trentunesimo giorno" (Oscar Fantastica, Mondadori, 2023), "Mya di Mondo9" (Urania Speciale, Mondadori, 2022), "Naila di Mondo9" (Oscar Fantastica, Mondadori, 2018; Urania Jumbo, Mondadori, 2021), "Cronache di Mondo9"(Mondadori, Millemondi, 2015), "Mondo9" (Delos Books, 2012), "Toxic@" (Urania, Mondadori, 2011), "Infected Files" (Delos Books, 2011), "L'algoritmo bianco" (Urania, Mondadori, 2009), "Infect@" (Urania, Mondadori, 2007), "La baracca degli angeli neri" (Marino Solfanelli Editore, 1991)
Born in Milan, Dario Tonani is one of the main authors of Italy’s science fiction scene and a professional journalist. Graduated from Bocconi, he published about 10 novels in Italy and abroad, as well as more than 120 stories on anthologies, national daily newspapers and on the most important Italian magazine collections (“Wired”, “Urania”, “Giallo Mondadori”, “Segretissimo”, “Millemondi”, “Robot”).
The novels “Infect@”(2007, optioned for a film), the diptych “ L’algoritmo bianco” (2009) and “Toxic@” (2011) were published on Urania, but his most popular work, partially translated with success in the USA, Japan and Russia, is the “Mondo9” saga, whose initial chapters appeared combined in 2015 in “Cronache di Mondo9”, the first “Millemondi” completely dedicated to an Italian author. “Mondo9” entered the top 10 Western science fiction titles of the year in Japan.
In 2018, Tonani was the first Italian sci-fi writer to be published with an original novel – “Naila di Mondo9” – in the prestigious book series “Oscar Fantastica” by Mondadori, among authors as George R. Martin, Neil Gaiman, Ray Bradbury, Ursula K. LeGuin, Cixin Liu. The book was then published in a different edition for newsstands on “Urania Jumbo” in 2021 and the complete collection will be available soon in audiobooks.
The third chapter of the saga “Mya di Mondo9” was released in July 2022, in a special, out of format, unpublished work to celebrate 70 years of “Urania”. In addition, “Cronache di Mondo9” has been available on newsstands from the 2nd November, right around the time of Lucca Comics & Games. The first book of the series, whose paper edition has been out of print for years now, will be attached to the two leading newspapers of the Rcs Group: “Corriere della Sera” and “La Gazzetta dello Sport”.
In June 2023, his thriller/dystopian novel “Il trentunesimo giorno” was released, once again as part of the prestigious “Oscar Fantastica” by Mondadori. It’s a kind of climate fiction that delves into the themes of climate change and extreme weather events.
Dario has won numerous awards: Tolkien, 1989; Lovecraft, 1994 and ’99; Italia, 1989, 1992, 2000, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016 and 2019 (twice), 2021; Robot, 2013; Cassiopea, 2013, ESFS Award – “Best Author”, 2017 (Dortmund, Germany).
Married, with a 29 year old son, Tonani lives and works in the suburbs of Milan, a stone’s throw from the places he describes in his stories. He is currently working on a new novel/thriller as well as on various non sci-fi stories.
"Ogni storia, concluse, doveva avere il dono di saper volare. E guardare ogni cosa dall'alto. Registrarla. E rendersi utile per chiunque avesse il tempo e la pazienza di ascoltarla."
Sempre molto ambizioso nelle invenzioni, Tonani, ma certe cose stavolta non girano proprio. Mondo di Sotto è un'idea ricca di fascino, ma completamente campata per aria, e Tonani non ci prova neanche a seguirne le regole, per astruse che siano, cadendo spesso in contraddizione (ad esempio nell'enciclopedia c'è scritto che mondo di sotto è illuminato da una penombra costante dovuta a luce filtrata da sopra...salvo poi parlare ogni tanto di metallo diventato bollente x l'esposizione alla luce diretta). Non è l'unica cosa senza fondamenta logiche, anzi, troppe cose avvengono perche l'autore ha semplicemente deciso così, ma mancano di coerenza (su due piedi mi vengono in mente la questione delle piume o il passaggio tra i due mondi, ma purtroppo farei spoiler se scendessi nei dettagli). In generale è proprio la logica e la coerenza ad avermi fatto arricciare il naso troppo spesso, come quando ti chiedi com'è possibile che ste ciurme sono in balia di navi bizzose da secoli, e nessuno ha mai pensato a mettere maniglie o cinture a bordo (praticamente per metà del libro la gente si ribalta sulle navi e prende testate, facciate, culate o spanciate e via dicendo), oppure quando si parla di Corsa dei Dodic'anni che smuove un indotto elevato ma non gli si da un senso (cioe: non c'è pubblico, non ci sono sponsor...la gara sembra interessare solo ai comandanti e ai cronometristi...e come lo fanno sto indotto?).
Insomma il senso della lettura traballa, e non basta l'ottima scrittura di Tonani a tenere a galla il romanzo. Perché si, lo ammetto, vado matto per come scrive Tonani, lo consiglierei a chiunque, ma non mi riesce proprio di leggere un libro in maniera acritica, anche se si tratta di un autore che adoro. Mi aspettavo tanto, e invece ne esco un po' con le ossa rotte. Rimango dell'opinione che le cartucce migliori Mondo9 le abbia sparate nella raccolta di racconti Cronache di Mondo9; il tentativo di dare una maturità a quel gruppo di idee geniali e fuori di testa nate nei primi racconti di Mondo9 - lo sforzo di inquadrarle in un romanzo - non è riuscito a convincermi nel primo romanzo (Naila di mondo9) e neanche in questo Mya.
Torno a esplorare il mondo creato da Tonani dopo un po' di tempo e mi ci sento subito rituffato dentro, tra sabbia, caldo, megattere e machardionici. E, in più, una gara... Che Tonani sappia scrivere, espandendo ancora di più un universo originale e sfaccettato, è indubbio e le emozioni, le persone, i paesaggi che dipinge sono vividi. Un po' meno, però, in alcuni stacchi e nelle scene di azione: ogni tanto sembra saltare una scena, anzi un frame, che rallenta leggermente la lettura. Lettura comunque godibile, ben narrata e avventurosa.
Impossibile definire questo romanzo: travalica i generi e parla a chiunque, in molte lingue diverse che contraddistinguono un mondo affascinante, terribile, meraviglioso, orribile, e mai come tra queste pagine, misterioso… Mya di Mondo9 è una storia che narra altri racconti, una fine e straordinaria metanarrazione attraverso la quale l’autore dà voce alle cose, agli animali e, naturalmente, alle macchine (navi e non solo) e alla loro coscienza. Chi conosce già Mondo9 sa che le navi sono senzienti, si innamorano, si arrabbiano, si spaventano, si accoppiano. In Mya di Mondo9 vi è un ulteriore rilancio che non è possibile svelare senza cadere nello spoiler… Dario Tonani è riuscito ad elaborare un’altra storia senza ripetersi, allargando il già vasto scenario di un universo narrativo che lascia i lettori incantati e sgomenti: Mondo9 non è solo deserto, metallo e ruggine, ma anche foreste pluviali e giungle e praterie e… La sospensione narrativa viene usata senza parsimonia ma con gran maestria ed equilibrio: un continuo cliffhanger che ti toglie il fiato e ti tiene incollato alle pagine fino alla fine che arriva dopo più di trecento pagine con l’acceleratore sempre a tavoletta. Del resto la trama ruota (!) intorno alla “Corsa dei Dodic’Anni”, una gara che coinvolge l’intero pianeta e che ci dà per la prima volta un quadro (!) più completo di quali sono le gerarchie, i giochi di potere e i compromessi ai quali, uomini e macchine, sono costretti a scendere per sopravvivere. L’azione, la velocità, l’incontenibile ritmo della narrazione sono sostenuti dalla solita cifra stilistica di Tonani che pur con una scrittura chiara, agile e snella non perde un grammo del suo spessore. Anzi: si apre a un pubblico più ampio perché lancia messaggi e induce a riflessioni su temi attualissimi della nostra società e del nostro mondo. I personaggi, sono il motore della storia: è la loro voce che esce prepotente, le loro azioni che li definiscono. Anche le brevi comparse rimangono impresse grazie a poche righe mirate ed evocative. Mya merita un discorso a parte. Sarà che l’ho conosciuta piccolissima, sarà che è stata cresciuta da una macchina, sarà che quello sguardo sveglio e impavido l’ho proprio visto fin dalla prima scena, ma me ne sono innamorata perdutamente e credo sia impossibile altrimenti. È tosta, feroce e buona, allo stesso tempo. L’autore nel suo sito scrive: “Mya è il diminutivo di Myahara che in lingua mondonoviava significa Mia per sempre”. Niente di più profetico: sarà così non appena la conoscerete! Comunque l’aggettivo “evocativo” è ancora e sempre quello che più si addice allo stile di Dario Tonani: ogni parola è una pennellata che colore dopo colore compone immagini su immagini in un disegno animato e non solo: riuscirete a sentire l’odore del sangue, il rumore degli ingranaggi, vi ritroverete inzuppati dalla pioggia, bruciati dalla canicola, intrappolati tra altissimi steli d’erba… Una scrittura in 6D, ecco! Per quanto pensiate di essere preparati questo libro vi lascerà un carico di stupore e meraviglia. E un bagaglio di emozioni che faticherete a contenere… Il volume, in una tiratura specialissima per i 70 anni di Urania, è ricco di contenuti extra: un’introduzione dell’autore sentita ed emozionante, la Miscellanea Enciclopedica di Mondo9 illustrata dal mitico Franco Brambilla (dalla quale si consiglia di iniziare se neofiti su Mondo9), un’intervista dello scrittore proprio a Brambilla, investito ufficialmente della carica di concept artist di Mondo9 e una bibliografia “ragionata” dell’autore. Mi auguro davvero che Mya di Mondo9 abbia vita molto più lunga di quella prevista in edicola (già di per sé straordinaria: si troverà fino a ottobre) perché un libro di tale portata merita spazio e tempo anche nelle librerie. Non solo italiane.
4 stelle scarse.. È stato un piacere tornare su mondo9.. Stile di scrittura particolare, vocativo e adatto al mondo creato.. sanguigno e rugginoso.. con tanti sense of wonder.. Solo due cose non mi sono piaciute molto: Certe scene, soprattutto d azione, sono molto confusionarie e non ben descritte; Inoltre alcune soluzioni e creazioni, vedi le piume o i passaggi tra i due mondi, non sono credibili per un mondo fantascientifico, ma neppure per uno fantasy, in quanto non seguono nessuna regola logica del mondo creato.. capitano e basta.. Per il resto molto bello e dinamico...
Un oceano di sabbia rovente, dune da cui sale aria ondeggiante carica di miraggi. Mondo9 è un pianeta desertico solcato da navi e città. Esatto: città. Anche ciò che pare immobile, in realtà, scorre come un lento fiume di sabbia. Ma non solo... Ingranaggi e articolazioni, muscoli e pistoni, cuori: le macchine pensano e parlano. I colossi che fendono le dune dell'oceano dorato sono vivi.
Comincio subito sperando di non sparare la più grande eresia disponibile sulla faccia convessa della Terra. Ho trovato il libro sul confine fantascienza-fantasy. Non lo considero un lato negativo, piacendomi abissalmente entrambi. Forse è perché ho letto prima questo libro di tutte le altre pubblicazioni su questo universo narrativo e quindi mi mancano alcune nozioni sul funzionamento di Mondo9 e del mondo di sotto. Tuttavia, le piume (il cui funzionamento lascio scoprire al lettore!) mi hanno spinto a pensare più al fantasy che alla fantascienza.
Lo stile di Dario mi è piaciuto moltissimo, rugginoso al punto giusto dove serve, immersivo quando vengono chiamati in causa i cinque sensi. Alcune soluzioni, metafore e similitudini che ha utilizzato mi hanno fatto sorridere (il tramonto come monetina nel salvadanaio), o addirittura ridere ("il tuo piano fa sabbia da tutte le parti"). Ridere nel senso che è una trovata fantastica! Sono pennellate infinitesimali che però donano profondità al mondo cui ha dato vita. Pennellate che mi fanno capire quanto lavoro ci sia stato dietro la creazione di Mondo9; da piccoli particolari sfuggenti, a un universo intero!
Devo essere sincero: nei primi capitoli mi sono perso un po'. Non nel mondo, ma con i personaggi. Anche nel prosieguo del libro li ho percepiti un po' insabbiati (per restare in tema!), inteso come "vittime" di Mondo9. Per semplificare, ai miei occhi passavano in secondo piano rispetto al worldbuilding. Non sono riuscito a legare molto con loro, forse perché ero più affascinato dall'intorno, o perché non conoscevo già Naila e gli altri personaggi entrati in gioco in scritti precedenti. Ma è molto soggettivo. Non dico che non siano interessanti o ben caratterizzati, perché non sarebbe vero. Myahara è un personaggio a tuttotondo, con un'evoluzione continua e coerente lungo tutta la storia. Ma, semplicemente, non mi è "scattata la scintilla". Diciamo che sono stato rapito dalle navi e da Mondo9!
Posso concludere dicendo che per me vale il "ne voglio ancora!", anche se qui funzionerà al contrario, dal momento che tornerò indietro a recuperare libri e racconti!
Myahara: la figlia di Naila, di Mondo9 e del metallo. Una ragazzina dallo spirito indomito, impossibile da soggiogare e in grado di compiere gesti inimmaginabili, al limite della sconsideratezza. Proprio come sua madre. La sua vita si divide fra pneumosnodi, navi piumate e la Corsa dei Dodic’Anni, fino a tagliare un traguardo inevitabile e nostalgico.
Dopo Naila di Mondo9, con Mya di Mondo9 Dario Tonani riapre ai lettori le porte del suo universo magico e misterioso. Stavolta la protagonista di Mondo9, pianeta ostile e spesso letale, è Mya, la figlia di Naila. La storia sembra in apparenza ripercorrere le tappe del precedente romanzo, anche se le cose si rivelano ben presto molto differenti: molti sono i tratti che Mya e Naila hanno in comune ma altrettanto numerose sono le differenze fra madre e figlia e sul ruolo da loro ricoperto all’interno di Mondo9 e delle figure che orbitano loro intorno. Vecchie conoscenze si uniscono a nuovi personaggi, il cammino di Naila si innesta sul percorso di Mya in maniera necessaria e naturale ma prende ben presto una piega propria e del tutto unica, trasformandosi in qualcosa di molto più complesso del precedente.
Mya di Mondo9 è l’occasione per Dario Tonani di tornare a parlarci di Naila, un personaggio divenuto ormai iconico ma senza diventare per questo ripetitivo o stucchevole. I lettori non potranno infatti fare a meno di apprezzare la presenza dei precedenti protagonisti e i delicati richiami al primo volume ma si troveranno catapultati in una storia totalmente nuova, con una protagonista che dimostra fin da subito tutta la sua caparbietà e la sua forza, personaggi secondari altrettanto indimenticabili e una panoramica di più ampio respiro dell’universo sci-fi da lui creato. Mya di Mondo9 si rivela dunque il sequel ideale di Naila di Mondo9 e un romanzo imperdibile per tutti gli appassionati della saga ma anche per chi si approccia per la prima volta alle opere di Dario Tonani, sia grazie all’appendice finale in cui si illustrano i tratti salienti di scenari e personaggi sia grazie al fatto che la storia di Mya possa essere comunque letta in un’ottica indipendente e autoconclusiva.
Bentornati (o benvenuti) su Mondo 9! Ho letto questo “seguito” subito dopo Naila di Mondo9, sull’onda dell’esaltazione, e devo fare tutti i miei complimenti all’autore Dario Tonani, perché fa tutto quello che - a mio parere - va fatto in un libro di questo genere. Primo: il worldbuilding. Spettacolare, visionario, particolareggiato. Un “mondo” vero e proprio, con le sue leggi, la sua fisica, la sua chimica… Anche qui è presente un’appendice “enciclopedica” magnificamente illustrata da Franco Brambilla, con i riferimenti a fauna, flora, terminologia nautica, cultura e quant’altro: imprescindibile, secondo me, in un libro di questo genere, perché consente di immergersi ancora di più nella realtà evocata dall’autore. Secondo: lo stile di scrittura. Ancora più che in Naila, lo stile di Tonani mi ricorda in alcuni punti quello del mai troppo compianto Alan D.Altieri. Per me è un gigantesco plus, perché mi è sempre piaciuto moltissimo lo stile così asciutto, a tratti essenziale. Terzo: l’empatia per i personaggi. La cosa qui è personale, ma per me i protagonisti sono talmente ben delineati (Mya su tutti, ovviamente) da spingermi ad andare avanti con la lettura perché ci tengo che non facciano una brutta fine (che è sempre dietro l’angolo, anzi dietro la duna, o sotto, o sopra!)... Quarto: il worldbuilding l’ho già detto? Ok mi accorgo di essere un fanatico delle ambientazioni, ma secondo me va riconosciuto l’enorme merito a Dario Tonani di aver creato un mondo coerente e realistico (seppur con la giusta dose di sospensione dell’incredulità). Navi senzienti, forme di vita sia meccaniche che organiche, morbi metallizzanti, città semoventi. Poi vabbè, da Dune in poi le ambientazioni “sabbiose” sono un mio pallino, quindi con me Tonani vince facile. Basta, non mi dilungo ancora. Cinque stelle piene, e adesso pronti per la riedizione di Cronache di Mondo9!
Dario Tonani, con la terza (e per ora ultima) installazione lunga di Mondo9, non smette di sorprenderci mostrandoci nuove caratteristiche della sua particolare ambientazione. "Mya di Mondo9" (Urania Mondadori, 2022) è la figlia dispersa di Naila di Mondo9 (cfr. il precedente romanzo) e la conosciamo a tre età differenti mentre si muove sopra e sotto Mondo9. Sì, perché la sorpresa è che il pianeta è cavo e, sotto le sabbie, c'è un intero ecosistema basato sull'erba. Mya passa da un mondo all'altro mentre qualcuno non smette di cercarla e mentre le navi, sopra e sotto, in una sorta di danza speculare, corrono una gara che dura dodici anni.
Alla fine Mya, diversamente da Naila che era un Comandante di navi, percorre una propria strada che la porterà ad essere una tessitrice di mondi. Tra la prima comparsa della Robredo e l'ultima comparsa della centenaria Mya sono passati circa trecento anni: Mondo9 è diventato un sistema molto più complesso rispetto all'inizio e, in questo suo disvelarsi, ha dato possibilità al consorzio di esseri umani (e mechardionici, e forme ibride varie) e navi di evolversi. Chissà cosa potremmo trovare su Mondo9 in una eventuale futura installazione.