Elena è giovane, Pietro è molto più vecchio di lei. Ma si sono scelti, e dalla loro relazione hanno deciso di tener fuori le ferite della vita di prima: fanno l’amore con il gusto di chi scopre tutto per la prima volta, bevono caipirinha quando lui torna tardi, si concentrano sull’ebbrezza del quotidiano. Quando Maria, l’ex moglie di Pietro, riesce a conoscere Elena con un inganno, la vita si complica per tutti. Le due donne si raccontano, si confidano e confrontano, e poco per volta la figura di Pietro si trasforma per tutt’e due. La scrittura affilata e rivelatrice di Cristina Comencini torna a illuminare i vortici e le secche delle relazioni, scegliendo la prospettiva di due donne rivali che in comune sembrano avere soltanto lo stesso uomo. Una turbinosa e vitalissima riflessione sulla complicità e sulla rivalità femminile. E su quella stanza tutta per sé a cui gli uomini – con questo romanzo – possono avere accesso. «La moglie aveva scoperto che viaggiava per lavoro con un’altra, che dormivano nella stessa stanza. L’aveva cacciato di casa e lui era andato a vivere con l’altra donna, la compagna di viaggio, e poi si erano lasciati. Ricordo benissimo che mentre me lo raccontava avevo pensato: ora l’altra sono io».
Cristina Comencini is an Italian film director, screenwriter and novelist.
She is one of four daughters of Italian film director Luigi Comencini. She attended with her sisters le Lycée français Chateaubriand (Rome).
Cristina Comencini's 2005 film The Beast in the Heart , based on her own novel La bestia nel cuore, was nominated for an Academy Award for Best Foreign Language Film. Her upcoming film When the Night is scheduled to compete in competition at the 68th Venice International Film Festival in September.
Meh. Ce livre s'est révélé être totalement autre chose que ce à quoi je m'attendais - les faits sont tous dans le passé, donc dès le début, on sait à peu près "ce qu'il s'est passé" entre Elena, Pietro et Maria, même si d'autres détails (qui ont leur importance) sont révélés au fur et à mesure.
Pour tout vous dire, à l'heure où j'écris cette critique, presque une semaine après avoir terminé le livre, il ne me reste qu'une impression d'ennui et d'irritation légère et pas beaucoup d'autres souvenirs...
La jeune protagoniste m'a agacée dans sa façon de mépriser doucement les femmes plus âgées, féministes (je n'ai pas retrouvé le passage en question, mais quand elle s'est déclarée ne pas être féministe, bah je crois que mes attentes pour le livre se sont tout bonnement envolées car : flemme de ces clichés) qui entourent sa relation avec... un mec deux fois plus âgé qu'elle.
Bref, je m'attendais (je ne sais pas bien pourquoi ?) à une histoire un peu différente, et en fait ce n'était que clichés, situations improbables et lieux communs sur l'amour. Ennuyeux.
La Comencini non rimane mai in superficie ma scava dentro con delicatezza e determinazione alla ricerca del bandolo della matassa che in questo romanzo ho riconosciuto nella figura di Francesco.
“La mia generazione ha recuperato la seduzione, il tacco dodici, le moine, ma ci siamo tenute la forza che loro avevano conquistato e anche quella antica di ogni femmina.”
Il primo motivo di delusione per questo libro risiede nel fatto che mi aspettavo una storia molto diversa. Mi ero fatta l'idea che la storia d'amore tra la protagonista e il suo compagno fosse non solo centrale, ma che venisse raccontata nello stesso periodo in cui veniva vissuta; invece si raccontano episodi passati, e veniamo a conoscenza di determinati fatti fin da subito (perché sono già successi), e questo mi ha fatto perdere un po' di interesse nella storia fin dall'inizio. Questo ovviamente non è un difetto di per sé, me ne rendo conto, ma il mio piacere di lettura ne è stato gravato, ed è una cosa di cui tener conto. Ho trovato alcuni episodi abbastanza inverosimili, primo fra tutti la corrispondenza così schietta e sincera fra la protagonista e una perfetta sconosciuta. Verso il finale, inoltre, il cerchio si allarga, e ci vengono raccontati anche episodi legati ad altri personaggi, ed anche qui un po' di fastidio perché non era quello che mi aspettavo, non mi interessavano le storie degli altri personaggi (anche se sono storie di personaggi tutti legati fra loro). Anche la storia del padre della protagonista, e di come il suo rapporto con gli uomini ne sia stato influenzato non mi ha convinto, è qualcosa di letto e riletto. Nel complesso non è affatto un brutto libro, però non l'ho trovata una lettura memorabile, ed è arrivato il momento di essere più esigente con le letture che affronto.
La scrittura della Comencini basterebbe a fare il libro, poi aggiungiamo il tema. L’amore è corale, non esiste solo quello reciproco di un uomo per una donna, ma coesiste con tutto ciò che i due si portano dietro.
Una storia prettamente femminile. Come guardare lo stesso uomo in due modi diversi e questo ci insegna che ognuno di noi porta dentro di se tanti personaggi diversi ma che ognuno serve a formare la persona che si è. Non se ne può fare a meno.
La protagonista di questo romanzo è Elena, una giovane ragazza che ha per compagno Pietro,il suo ex professore di università, quindi un uomo molto più anziano di lei. Durante la relazione Elena conosce,on line, una certa 'Sara Trovato' e tra le due inizia una fitta comunicazione virtuale,quasi di amicizia, in cui si raccontano amori presenti e passati, eventi di vite lontane e problematiche varie. Ma dietro al nickname di Sara, in realtà, si nasconde l'ex moglie di Pietro che, con curiosità,arguzia e sincerità,riesce a conoscere meglio Elena e ad indurla alla riflessione sulla sua vita, su ciò che vorrebbe essere e che non è, su ciò che sta vivendo e che vorrebbe vivere. Inoltre, anche la conoscenza dell'ultimogenito di Pietro, Francesco, scombussola la vita di Elena che, proprio in virtù di questi eventi particolari, deciderà le sorti del suo futuro e di quello della sua relazione amorosa. L'idea di fondo di questo romanzo è veramente molto curiosa e intrigante e la narrazione risulta ben strutturata,anche se a volte i salti temporali o il cambiamento del punto di vista del narratore non risultano subito immediati, ma richiedono al lettore un accenno di attenzione un più. Purtroppo,però,lo stile di scrittura non mi ha coinvolto particolarmente,forse per gusto personale poiché non sono riscontrabili particolari difetti di forma o di strutturazione. Perciò,per chi volesse leggere un libro 'leggero' ma non banale, questo potrebbe essere perfetto!
"Elena a vingt-cinq ans, un petit appartement et un chat. Pietro a plus du double de son âge, une ex-femme et trois enfants. Pourtant ils se sont choisis, et ont décidé de vivre leur relation en tenant à distance les blessures de leurs vies d'avant : ils font l'amour avec l’ardeur de ceux qui se découvrent pour la première fois, se nourrissent de caïpirinhas et d’houmous, se concentrent sur l'ivresse du quotidien. Jusqu’au jour où Maria, l'ex-épouse de Pietro, contacte Elena sur Facebook en se dissimulant derrière une fausse identité. Peu à peu, les deux femmes se mettent à s’écrire régulièrement et à se confier l’une à l’autre. Maria parle de sa vie d’avant, de son ex-mari, et de son douloureux divorce sans qu’Elena ne se doute un seul instant que le fameux ex-mari n’est autre que Pietro. Elle-même évoque volontiers son histoire familiale compliquée et son quotidien avec ce dernier.
Lorsque Maria décide enfin de rencontrer Elena et de lui dévoiler son stratagème, la jeune femme est bouleversée. Les révélations de Maria sur le Pietro « d’avant » font leur chemin et viennent peu à peu empoisonner leur relation.
Cristina Comencini, de son écriture à la fois tranchante et intime, dépoussière le thème classique du trio amoureux et nous projette au cœur des problématiques du couple à l’ère contemporaine."
Elena, 25 anni, indipendente, entusiasta. Maria, cinquantenne attraente e disillusa. Tra loro Pietro, 55 anni, insegnante universitario, parlamentare europeo, tre figli, una ex moglie, Maria, e una compagna, Elena. A undici anni dai fatti accaduti e narrati e proprio grazie a essi, le due donne sapranno molto di più dell'uomo che hanno avuto in comune, dell'amore, della vita e soprattutto di loro stesse. Ho trovato la storia banale e imbottita talmente tanto di luoghi comuni da risultare stucchevole. I personaggi non sono credibili come pure i loro dialoghi (ma chi diavolo parla così?), le tecniche per portare avanti il racconto, come per esempio lo scambio di confidenze in chat tra le protagoniste o l'entrata a gamba tesa 'a random' di nuovi personaggi, anziché renderlo originale (perché diciamolo cosa c'è di originale in una storia di corna, di un uomo immaturo che molla la famiglia per una ragazza molto più giovane e delle due donne coinvolte che in soldoni si 'alleano') lo rendono poco realistico e coerente. E quando al lettore sono risparmiati i dialoghi inverosimili, ahimè arrivano valanghe di frasi fatte e banalità.
Un romanzo psicologico e introspettivo, molto profondo. Sono rimasta affascinata dalla scrittura di Cristina Comencini, che non conoscevo come autrice. Un libro che obbliga il lettore a riflettere sull'amore, sulle sue sfaccettature, che ci costringe a metterci in discussione e a guardare la realtà da un altro punto di vista.
La protagonista della storia è Elena, che racconta eventi avvenuti 11 anni prima. Elena è la compagna di Pietro, un uomo molto più grande di lei, reduce dal divorzio con Maria. Sarà proprio quest'ultima a voler incontrare ad ogni costo Elena (prima sotto falso nome poi di persona), per capire di cosa il marito si è innamorato, in cosa sono diverse, e liberarsi definitivamente dall'ombra del passato.
Una profonda riflessione sulla complicità e sulla rivalità femminile, che porta il lettore a chiedersi se realmente le due donne si possano considerare rivali, oppure siano due persone "bagnate dall'acqua dello stesso ruscello in due punti diversi del percorso".
“Quei giorni ci siamo amati,lo so. Sono stati i più importanti della nostra breve vita insieme [...], era scesa tra noi l’illusione che tutto si potesse rifare sempre da capo, senza tracce di quello che era accaduto, come fossimo lavagne pronte a essere cancellate, riscritte e cancellate di nuovo”. È questo uno dei tanti momenti del libro che mi sono rimasti dentro... L’incalzare esistenziale, descritto magistralmente da Cristina Comencini nelle vite di Elena,Maria e Pietro si insinua negli anfratti emozionali di chi legge, e da quel momento in poi inizia a scavare... Tutto cambia, niente rimane come prima nella sua apparente fissità, pezzi di ieri compongono necessariamente l’oggi,pur non componendolo più. Le braci del cambiamento bruciano per rivelare qualcosa che ci sorprenderà, ma che farà parte ormai del nostro passato...
Elena è giovane, Pietro è 30 anni più vecchio di lei. Ma si sono scelti, e dalla loro relazione hanno deciso di tener fuori le ferite della vita di prima.Quando Maria, l’ex moglie di Pietro, riesce a conoscere Elena con un inganno, le cose cambieranno per tutti.Attraverso la conoscenza che l’una avrà del rapporto dell’altra con Pietro, riusciranno ad andare avanti e a prendere decisioni che finalmente le renderanno libere .“Le cose vere sono nascoste, bisogna scavare per scoprirle”. E sarà scavando nel passato, che tutti loro scopriranno che non si può ricominciare, non si rinasce ogni volta che si cambia vita, e che in amore non ci sono solo due persone, ma tutte le altre che i due creano e si portano dietro.
Ho letto davvero una quantità infima di pagine, ma già sono stufa, e come gli altri di questa autrice va a finire nella mensola dei "books interrupted". Non so se è la sua scrittura o sono io che non riesco a farmela piacere. Dalla biblioteca dove lavoro ho preso in prestito questi tre romanzi: mi manca l'ultimo, il più recente, nuovamente pubblicato da Feltrinelli dopo il passaggio a Einaudi. Lunedì restituirò questi primi tre e terrò con me, per incominciarlo, "Flashback", in cui ripongo le mie speranze di riscatto: suo, nei miei confronti, e mio nei suoi. Poi chiuderò con la signora Cristina Comencini. Probabilmente non siamo fatte l'una per l'altra, oppure non è il momento giusto per me.
“L’incendio di Notre-Dame ha riavvicinato tutti all’idea del volo che l’aveva edificata, Ia tireranno su di nuovo ma non sarà più come prima. Era già successo dopo la Rivoluzione francese, con la decapitazione delle statue che annunciava quella degli uomini. Animali ricoperti dalle toghe dei preti pascolavano nella chiesa, tra gli schiamazzi delle prostitute chiamate dee della ragione. Poi ci incoronarono l’imperatore ma tutto era cambiato. Dopo una distruzione, si ha nostalgia del tempo passato, sembra perfetto e felice, si cerca di rimetterlo in piedi, sembra possibile ma non lo è, bisogna andare avanti verso l’ignoto.”
Un libro che crede di essere originale ed è pieno di banalità e stereotipi, ma soprattutto scritto male: dialoghi brutti, personaggi piatti, spiegoni a valanga, scelte lessicali vaghe di un'autrice che sembra non aver fatto lo sforzo di immaginare i tempi e gli spazi in cui ha ambientato la sua storia. Ho fatto fatica a finirlo, distraendomi continuamente, tranne che nei momenti in cui mi infastidivo per come racconta le donne (e gli uomini).
Una lei molto giovane,una lei più matura…amano lo stesso uomo ed entrambe hanno bisogno l’una dell’altra per passare oltre, il perché e il modo lo si scopre pagina dopo pagina cercando di scavare nel profondo se stesse,ma solo con l’aiuto dell’altra! CHE LIBRO!! A tratti leggero come può esserlo la gioventù, ma spesso profondo come solo la maturità ti può rendere.
3.5 di solito non sono per le storie d'amore alla Muccino ma questo libro mi è piaciuto, non per la trama abbastanza banalotta ma per lo stile profondo ma non pesante della scrittrice.
Un pó lento, storie di vite un pó contorte.(ma forse le nostre esistenze sono proprio così) Troppi i temi toccati che poi dono stati affrontati in modo non esauriente.
Beaucoup plus recherché et fouillé sur les émotions et la fragilité relationnelle que le laisse deviner le simple trio amoureux de la quatrième et du début du livre.
Le livre se lit facilement et vite. Par contre, je m'attendais à tout autre chose, l'histoire est plate et à la fin on se rend compte qu'il ne se passe pas grand chose.