Se dovessi rispondere alla solita banale domanda che viene fatta ad un lettore appassionato ("di che parla?") dovrei altrettanto banalmente dire che questo libro parla di una tizia con un problema di disordini alimentari, della sua famiglia anaffettiva e del marito che la lascia.
Ma siccome fuggo dalle domande e dalle risposte banali, posso dire di aver letto un libro stupendo, che racconta una storia, ma che è più che altro un flusso di coscienza, un fiume, una confessione senza peccato. Livia tocca il suo momento peggiore, vive in una città che odia, dove è scappata pensando di trovare una dimensione che non ha trovato, di creare un nucleo familiare che non si è mai creato, una fuga dal suo Corpo prepotente, prigione da cui non è riuscita ad evadere, "piuma imprigionata in una colata di cemento".
Tutto apparentemente fallisce intorno a lei, dai ricordi di occasioni che non ha colto a un matrimonio che si spegne, da manie e ossessioni a quel continuo "che ti manca?", che le viene rivolto e cui non ha mai saputo rispondere, perché in realtà mancava tutto e non mancava nulla. Quella domanda sulla morte che fa scappare tutti, quasi un jolly da giocarsi o nascondere per vedere come va.
La sua famiglia-coppia, l'amore, la tenerezza e la confidenza tra i suoi genitori, che non sono mai diventati una triade per accoglierla, quel tre diventato un mantra, un conforto, un rituale. Tre morsi, tre tocchi, tre leccate di gelato. Tre come quel numero che non è mai riuscita a realizzare. Tre, sei, nove.
Eppure...eppure c'è fuoco sotto la cenere e le macerie, perché questo libro parla anche di rinascita, di rapporti ricuciti forse in un modo diverso da quello che si credeva possibile ma che nel tempo diventa plausibile, di una pace magari non perfetta con se stessi ma che almeno sa di tregua, di onestà verso un'immagine allo specchio che non ha mai saputo adattarsi ad un disegno altrui. Di voglia di disegnarsi addosso un vestito in cui stare comodi. Finalmente.
"Esiste un amore che non sfinisce?" Livia lo ha trovato, forse, in se stessa