Per comprendere e rinascere è davvero fondamentale che la vita colpisca in maniera così violenta e travolgente? A quanto pare sì, e per i protagonisti di questa storia essa colpirà con tutta la ferocia che possiede. Dopo aver scelto un seme raro e prezioso dalla collezione di un vecchio del paese, il risveglio in una grotta gelida al di là della valle cambierà le loro vite. Hélène ha però un volo prenotato, e un villaggio attende di conoscerla. Sarà poi una sola promessa a riecheggiare nell'arsura del deserto, impetuosa come la rivendicazione di se stessi dopo aver subìto la peggiore violenza che quella stessa vita possa proporre a un essere umano per indirizzarlo a cambiare; per fargli comprendere di essere nient'altro che suo limitato amico. Una storia commovente, di un'intensità tale da riuscire a penetrare nell'animo del lettore e depositarsi come la poesia delle sue parole, incalzate da un ritmo narrativo sprezzante e delicato. Un libro nel quale bisogna chiudere gli occhi e fidarsi, come ha fatto Hélène con la sua vita.
Giacomo Pozzi è stato concepito nell'isola di Creta, ma è nato nel 1998 a Lugo di Romagna e vive a Imola, in provincia di Bologna.
Nell'ultimo periodo si è avvicinato alla permacultura, trasformando completamente la sua concezione di vita.
Appassionato di musica e di tè, skater da anni, ha viaggiato molto e, come ammette, continuerà a farlo cercando di vivere come ha sempre voluto: da uomo libero quale è nato.
''Un Baobab toccò il cielo dell'Africa'', ed. Tempo al Libro, è il suo romanzo d'esordio. 3° classificato alla V edizione del “Premio Melagrana - Città di Caserta”.
Autore finalista della XXII edizione del “Premio Fabrizio De André”, sezione poesia.
Ho letto questo romanzo tutto d'un fiato. Già solo la copertina e il titolo mi avevano rapito... Giacomo Pozzi è un autore giovanissimo, appena ventenne ma non per questo irrilevante o incapace. Anzi! Ha dimostrato di avere un vero talento, uno stile unico, inconfondibile e molto poetico. La storia si muove dinamica, anche nel profondo della psicologia umana, attraverso dialoghi che mettono in risalto il carattere dei personaggi. Nulla è lasciato al caso e le descrizioni sono bellissime, molto precise e per nulla banali. Se penso al fatto che un ragazzo cosí giovane sia stato in grado di scrivere una storia del genere mi stupisco... Ha una sensibilità particolare e uno stile molto fresco e coinvolgente. Giacomo è un perfetto descrittore della sensorialità. Per di piú, i tanti colpi di scena completamente inaspettati ti mozzano il fiato e mi hanno incollato alle pagine. Lo dico fieramente: questo è uno dei migliori libri che ho letto negli ultimi tempi e il finale mi ha commosso. Complimenti vivissimi al giovane autore, farai strada...
Libro primo del giovane Giacomo Pozzi. Il tema principale del romanzo è la crescita e la maturazione della protagonista attraverso i viaggi e le terribili vicissitudini che dovrà affrontare nel corso della sua vita. È interessante vedere come l'autore riesce a immedesimarsi in un personaggio femminile mostrandone tutte le sue sfumature, i suoi stati d'animo e i suoi pensieri più profondi. Una storia di riscatto in cui viene mostrato come è possibile uscire a testa alta dalle situazioni più avverse rimettendosi in gioco con una nuova consapevolezza di sé stessi. Consigliato.
ci sono diverse cose che ho amato di questo libro. innanzitutto l’inizio, in cui viene fatto credere che il protagonista sia james ed hélène sia il personaggio secondario, poi del tutto inaspettatamente, james esce di scena. in questo modo hélène, il personaggio femminile, diventa la protagonista e la morte del fratello contribuirà al ritrovamento di se stessa. ho voluto leggere una costruzione del genere da una vita ma finora non ne avevo mai avuto l’occasione, e la cosa mi è stata molto gradita, anche perché trovare autori che scrivano buoni personaggi femminili dandogli una vera personalità non è così semplice. ho amato infatti la costruzione del personaggio di hélène. hélène è forte e indipendente, ma anche impaurita, è umana. i suoi pensieri e ragionamenti nel corso del libro suonano terribilmente comprensibili. amo come si colga la differenza tra l’hélène che viene percepita attraverso gli occhi di james, e invece la marea di pensieri e paure che la ragazza non comunica apertamente e con cui si entra a contatto solo quando la storia inizia ad essere letta dal suo punto di vista. rende molto bene il contrasto tra la persona che facciamo vedere e la persona che siamo dentro. mi è piaciuto molto e ho sentito vicino il ricorrente tema della ricerca di se stessi, ed inoltre ho apprezzato molto la capacità descrittiva dell’autore, che riesce a rendere le scene narrate molto suggestive. ho comprato questo libro così senza aspettative perché ero un po’ incuriosita e sono rimasta piacevolmente molto sorpresa
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Ammetto che leggere questo romanzo è stato un viaggio intenso! Ho incontrato il coraggio, la paura, la felicità, la morte, la nascita, il dolore, la fiducia e la consapevolezza che tutte queste emozioni fanno parte del bagaglio di ogni essere umano. Una storia che entra nell’anima come poesia. Mai avrei pensato di avere tra le mani un libro così pieno; una penna giovane quella di Giacomo ma allo stesso tempo ricca di vita, esperienza e sentimento per la vita stessa.
Troviamo una storia, quella di Hélène, in trecento pagine che sembrano poche per poter raccontare un’intera vita ma vi assicuro vi troverete catapultati nelle pagine, il lettore stesso è spettatore delle vicende. I luoghi e i personaggi sono nitidi, la potenza della scrittura di Giacomo riesce a farli vivi e si riesce ad immaginarli come fossero reali, grazie alle sensazioni che il libro trasmette. Io lo definirei SENSORIALE.
Una domanda è sempre sospesa tra le righe di questo romanzo, alla quale la protagonista risponde con immenso coraggio, ESSERE SPETTATORI O PROTAGONISTI DELLA PROPRIA VITA?Vi verrà automatico porvi la stessa. Il tempo può essere nemico o amico sta a noi capire come volerlo sfruttare e con esso tracciare la strada che condurrà ad una vita da…
Hélène e James due fratelli, messi davanti ad una scelta, un seme raro e prezioso dalla collezione di un vecchio del paese. Una grotta al di là della valle cambierà drasticamente le loro vite, Hélène poi partita per un villaggio in Africa, in una missione dove la attende la sfida più grande che la metterà di fronte ad una scelta, apprendendo che la vita a volte colpisce duro. Dopo aver subito la più brutale delle violenze in lei scatta un moto di rivendicazione di se stessa, da qui ha inizio la sua nuova consapevolezza, un seme che viene piantato e che aspetta di essere ammirato in tutta la sua GRANDEZZA!
Gli eventi della vita possono stravolgere il corso degli eventi e in questo romanzo sono come un onda che ti travolge e ti trascina verso il fondo senza lasciarti respirare. Inizia tutto una sera quando i due protagonisti, Hélène e James, si recano da un vecchio del paese, il quale fa scegliere loro un seme da dover portare sempre con sé e proteggerlo. La curiosità spinge loro a voler sapere di più su questi semi e si risvegliano in una grotta dopo una notte piena di deliri e quello che credono essere un’allucinazione. Questa esperienza cambierà le loro vite. Hélène deve però affrontare un viaggio volto alla scoperta di sé stessa e dopo aver subito delle esperienze traumatiche ritorna dalla sua famiglia volgendo però al deserto che la circonda una promessa alla vita.
Questo romanzo mi ha particolarmente colpito per la schiettezza della scrittura che pare proprio di vivere le esperienze e di essere insieme ai personaggi, provando le loro stesse emozioni.
La storia all’inizio parte in medias res per cui ci vuole un po’ di tempo per iniziare a capire i vari collegamenti. La parte che ho preferito è stato quando Hélène è riuscita a trovare in sé la forza di rialzarsi e andare avanti dopo essere caduta psicologicamente. Ho percepito la sua sensibilità e vulnerabilità ma al contempo ho sentito la grande forza di volontà che l’ha aiutata a uscire dal buio.
“Un baobab toccò il cielo dell’Africa” è un romanzo avvincente, che non puoi fare a meno di continuare a leggere e, soprattutto, in grado di generarti forti emozioni, sia positive che negative. In una scrittura così profonda ma allo stesso tempo delicata, travolgente anche se violenta, ho percepito la grandezza della femminilità di Hélène e la sua brama di continuare e imparare a vivere, oltre a principi guida che condivido e perseguo e immagini - fantasiose o veritiere che siano- che ispirano alla riflessione su sé stessi e sul proprio percorso di vita. Per me è stata una bellissima sorpresa, lo consiglio vivamente!
Ieri sera ho concluso "Un Baobab toccò il cielo dell'Africa." Dopo diversi mesi di letture un po' "meh" mescolato al poco tempo a disposizione, mi sono imbattuto in questa storia che è riuscita a catturarmi nella sua scorrevolezza invitandomi a divorare pagina per pagina del libro, una sensazione simile all'ingordigia che si ha di fronte a una torta allo Yogurt fino a lasciare vuoto il proprio piatto. "Semplice" ma intenso, anche nell' evidenziare i punti di vista dello scrittore sul mondo senza, tuttavia, risultare invasivo. 🫶
Questo è il primo libro del giovane autore lughenese. Il romanzo ha come tema principale la crescita e la maturazione della protagonista attraverso il viaggio e le terribili vicissitudini che deve affrontare nel corso della vita. La penna dell'autore è delicata e profonda. Il lettore non fatica ad immedesimarsi nella protagonista. Una interessante storia di riscatto che dimostra come è possibile, mettendosi in gioco, ritrovare una nuova consapevolezza di sé.
Abbiamo una considerazione del viaggio che va al di fuori della mera rottura di routine, la quotidianità che si fa impellente e richiama dunque l’uomo comune all’escapismo per quelle due settimane di respiro prima di ritornare con la testa sott’acqua. Viaggiare è assecondare innanzitutto l’indomabile spirito umano, muoversi, esplorare, estendere il proprio io e proiettare la propria coscienza per abbracciare in potenza ogni angolo di questo granello di sabbia blu, talmente piccolo da faticare a concepire grandezze miliardi di volte più grandi. Ciò che ci porterà ad esplorare e colonizzare l’universo è questa forza, è essenzialmente il viaggio: così vicini dal conoscere noi stessi e, ad ogni traguardo, infinitamente lontani dal comprenderci appieno. Un Baobab Toccò Il Cielo Dell’Africa, di Giacomo Pozzi, sembra volersi far carico e inno di questa forza ancestrale, senza tuttavia scadere in uno scontato e stucchevole elogio della volontà di reagire innanzi alle difficoltà e agli ostacoli della vita. In quest’opera di debutto dell’autore, edita da Tempo Al Libro, la penna si fa chirurgica nell’analizzare le vicende umane attraverso le quali i protagonisti sono costretti a passare attraverso. Chirurgica, attenzione, non significa per forza di cose asciutta: Giacomo Pozzi è infatti capace di donare una poetica precisa al proprio stile di scrittura, in un equilibrio estetico che carezza il palato dei lettori più esigenti e immerge con sapienza coloro i quali si vogliono cimentare per la prima volta in letture più “impegnative”. È doveroso inserire tra virgolette il termine “impegnativo”, poiché forte ancor oggi è lo stigma che avvolge opere che si fregiano di tale etichetta, le quali si ritrovano spesso additate come eccessivamente pesanti e di difficile lettura. In realtà Un Baobab Toccò Il Cielo Dell’Africa è di grande fluidità e trascina il lettore dall’inizio fino alla fine. E se da un punto di vista tecnico possiamo confermare un alto livello di scrittura e editing, da un punto di vista artistico non possiamo che ritenerci soddisfatti. Leggere Un Baobab Toccò Il Cielo Dell’Africa è un’esperienza che coinvolge la parte più profonda ed emotiva di noi. L’aspirazione ad una rinascita dopo una fase di buio e paura, il desiderio di abbracciare la luce ed immergersi in acque cristalline così come nel ventre materno è il filo rosso che collega quest’opera dalla prima all’ultima pagina. Un libro del quale non intendiamo svelare più per quanto riguarda la trama ma che ci sentiamo di consigliare caldamente! Non perdetelo!
Questo romanzo, dai profumi delle terre calde e lontane dell’Africa, parla di un viaggio. L’inizio del racconto ha un che di magico, mistico, oserei dire confuso. Ma sarà proprio alla sua fine che riusciremo a mettere insieme i pezzi e a comprendere a pieno tutte le sue fasi. Tutto ha un nesso logico. Giacomo, attraverso la sua scrittura così diretta e cruda, ci farà percepire la perdita, il dolore, la violenza che i personaggi affrontano. Ci farà interrogare sul senso della vita, sulle scelte impulsive che spesso prendiamo, sul senso di insoddisfazione che capita di sentire. Ma a volte può essere proprio un viaggio a farci realizzare ciò di cui abbiamo veramente bisogno, a darci le risposte che cerchiamo.
Un libro molto particolare, davvero profondo. Una storia che mi ha davvero toccato, un finale commovente. Ho amato la metafora tra la vita e la clessidra: un’immagine geniale, alla quale non avevo mai pensato prima, così vera.
Una storia dolce e ricca di emozioni. I protagonisti sono due fratelli uniti da un profondo legame, ma una scelta sconvolgerà inesorabilmente le loro vite. Ho apprezzato particolarmente la figura di Hélène, una donna coraggiosa e determinata che si troverà ad affrontare un viaggio. A seguito di alcuni dolorosi avvenimenti, nel deserto africano farà una promessa solenne. Ma il suo è anche un viaggio interiore, una storia di introspezione e di rinascita. Un racconto intenso e delicato dal finale commovente.
Nella vita, ogni esperienza insegna, anche il dolore può farci da maestro.
Il libro di cui vi parlo oggi, ci trasporta in una storia che inizialmente sembra onirica, surreale, magica. Attraverso diverse immagini/sensazioni legate ai profumi, è come se l’autore volesse inebriare, catturare il lettore. Le storie dei due protagonisti fratelli prendono il via, diventano un tutt’uno e il lettore a questo punto, non può far altro che seguire il vortice degli eventi e delle parole.
In questo libro si parla di morte ma soprattutto di rinascita; quella più importante è quella della protagonista Hélène che cerca di ritrovare se stessa; la rinascita però si avverte anche in altri elementi della narrazione come per esempio la natura.
La natura è altresì importante in questo libro; non solo si percepisce dalle tantissime descrizioni di paesaggi ( scritte davvero divinamente ) ma anche dal vero e proprio rapporto con l’uomo, con i protagonisti. La natura è co-protagonista; accompagna Hélène alla rinascita, all’inizio sotto forma di seme e alla fine sotto forma di baobab.
Giacomo Pozzi ci regala una storia che potrebbe essere la nostra e l’elemento vincente in questo libro è il saper raccontare tutto in modo vivido, reale; così come la vita quindi, tra queste pagine non c’è solo gioia e speranza ma anche e soprattutto dolore, quel dolore che nonostante tutto, è una tappa fondamentale per poter rinascere, per potersi ritrovare.
Un esordio che a mio avviso merita; l’unica cosa che non mi ha entusiasmata molto è stato il diario della protagonista per il troppo tecnicismo. Per il resto, davvero impeccabile.
“ Diventare curandera è un viaggio, così come lo è la vita stessa ragazzo: la differenza sta nel come si sceglie di affrontarlo, se con la consapevolezza di poter trarre da ogni esperienza un insegnamento o con l’afflizione che nulla è determinato dal proprio controllo. “
cosa si nasconde dentro un seme? forbici da sarta, rispetto del silenzio. capacità e abitudine all'ascolto, all'osservazione di quei dettagli celati ma visibili solo agli occhi dell'animo più sincero e della mente più vivace, legata simbioticamente alla Terra.
"L'altalena era ferma, neanche il vento giocava con lei." È una storia di crescita, maturazione del protagonista e, insieme a lui, del lettore.
"Le lacrime mi scendevano tiepide e laconiche lungo le guance del viso, riunite in uniche grandi gocce che si preparavano a gettarsi nel vuoto come suicide [...] " Il percorso di crescita, con le sue vette e con i meandri dei suoi abissi, è scandito dall'utilizzo di un linguaggio fortemente icastico, molto apprezzato. Colpisce come l'autore, classe '98, sia in grado di dipingere la storia dal punto di vista di una ragazza, di una donna, con una delicatezza e una sensibilità ammirevoli.
"Perché in fondo se ci pensi, una clessidra è tanto finita quanto infinita." Gli odori, il tempo: due protagonisti indiscussi.
Si vede che Giacomo ha letteralmente messo sè stesso nel libro, anche sotto forma di James, e dopo qualche capitolo, ha lasciato il passo a Hélène. (Condivido con gli altri, il punto di vista femminile è azzeccato) .Il libro si presenta un po' a scatola chiusa, perchè non ti spiega bene fino in fondo la trama, e infatti pensavo di aver capito dove questo libro volesse andare a parare, e invece no, non è sfociato nel banale, e mi ha piacevolmente sorpresa! Tutto il libro è molto evocativo, sia con immagini, sia con odori che puoi letteralmente percepire dal libro. Finale molto carino.
Detto ciò, stimo molto che un mio coetaneo e compaesano, si sia lasciato andare in un progetto come questo. Aspetto i prossimi!
Mini spoiler per la mia scena preferita Hélène persa nel deserto, cerca la strada di ritorno per Jalang, cerca di guardare il cielo notturno per orientarsi, vede delle stelle cadenti, mette a fuoco, e vede i fari della Jeep che sta venendo a salvarla. *chef kiss*
Una lettura scorrevole ed emozionante, lascia ampio spazio anche alla fantasia del lettore. Una penna per alcuni versi leggermente acerba, simile al percorso naturale di un frutto che, inevitabilmente, può solo che maturare e dare il meglio di sé con il tempo!
Una storia commovente e profonda. Ho apprezzato tanto le descrizioni così poetiche e precise. Il ritmo narrativo e lo svolgimento, poi, ti tengono incollato dalla prima all’ultima pagina. È un libro che mi ha fatto riflettere su tanti aspetti della vita… Sicuramente lo porterò con me e lo rileggerò.
Credete che alcune cose siano già scritte nel nostro percorso di vita?
La storia comincia da un incontro tra James ed Hélène, due fratelli, che devono compiere un viaggio verso una grotta nella quale accadrà qualcosa di strano. Questo evento segnerà la vita e la morte.
Dopo un evento doloroso Hélène parte per l’Africa, un mondo che l’affascina e che le darà tanto, amici ed esperienze, ma che le toglierà anche la sicurezza, la spensieratezza, almeno per un certo periodo di tempo.
La vita ci mette davanti ad alcune scelte che non ci lasciano scampo, alle volte serve tanto tantissimo coraggio anche solo per continuare a vivere. Hélène ci insegna, nel corso dei suoi respiri, che ogni cosa può aver diversi finali, ogni azione ha si una conseguenza ma sta a noi vedere il bello, nonostante tutto.
Un libro che mi ha commossa e che mi ha trasmesso tantissimo. Un libro sulla vita e sulla forza. Un libro su una donna che nelle sue infinite fragilità si è dimostrata esser forte come un baobab in mezzo al deserto.
Vi consiglio la lettura di questo piccolo gioiellino…
Ci sono storie che si dipanano in archi temporali vasti e di cui sfuggono i contorni, ci sono invece storie che riescono a far convogliare immensi attimi in frammenti di vicende legate da un sottile filo che assicura continuità e forza alle vicende narrate e ai suoi protagonisti.
“Un Baobab toccò il cielo dell’Africa” è un romanzo che si apre con un’aura di mistero, un legame tra fratello e sorella racchiuso nel piccolo talismano che contiene un seme giunto ai due quasi come monito e augurio di un anziano di un piccolo paese di montagna.
Sebbene il destino abbia in serbo una separazione definitiva tra i fratelli, Hélène non si perde d’animo e parte per un viaggio nel deserto, una missione utile a farla crescere, ad aiutare il prossimo e a comprendere dinamiche a lei estranee.
Questo viaggio, però, sarà l’inizio di un incubo e una rinascita, un attraversamento fisico ma soprattutto non conscio della violenza e di un trauma a cui seguirà una scoperta capace di far mettere tutto in discussione, trovando la forza interiore per rinascere lasciandosi guidare da una nuova motivazione.
Il romanzo di Giacomo Pozzi accoglie il lettore e non si risparmia, unisce alla trama una profonda vicenda personale che assume toni diversi in base a quanto narrato.
Il dolore e la perdita si sommano alle violenze che aprono alla protagonista una nuova vita, esistenza che scorre inesorabile “spezzando” il romanzo in due parti nette a cui segue il frutto del nuovo essere.
Commovente e drammatico, “Un Baobab toccò il cielo dell’Africa” assume anche tratti poetici, mistici e introspettivi, riuscendo a convogliare gli intensi attimi di una vita intera in poco più di trecento pagine. Si avvertono i sentimenti dei protagonisti, si captano i contorni dell’anima in subbuglio, si placa la tormenta nella nuova consapevolezza di Hélène.
Un romanzo molto concentrato, intenso e profondo adatto a tutti quelli che amano perdersi nelle sfumature della vita, dell’anima e dei legami che attraversano il tempo e lo spazio.
Sono solita cercare su maps i luoghi citati mentre leggo un libro, così come le parole che non capisco e le cose che non conosco. Questo libro mi ha fatto rimanere alzata la notte a curiosare l'intero Gambia su maps, a leggere i nomi delle strade, a cercare invano qualche testimonianza fotografica di Jalang, il posto dove si sviluppa la maggior parte della storia.
Non so per quale bizzarro motivo, ma il pezzo di racconto che più mi è rimasto in mente è quello in cui vengono preparati i cinq centimes. Quando ho letto il nome di questi biscotti, sono andata a cercarli per capire cosa fossero e, una volta finito il libro, li ho preparati: deliziosi!
Questo libro mi ha confuso, perché fin dall'inizio sentivo come se mi mancasse qualcosa per comprenderlo e credo si sia così creata la situazione ideale per potermi predisporre all'ascolto di questo romanzo dalla potente intensità emozionale, scritto con attenta delicatezza e cura. Si tratta di una storia profonda, di abbandono e crescita, dalla capacità di coinvolgimento unica.
'Un Baobab toccò il cielo dell'Africa' è stato ad ora, per me, una elaborata e sensibile compagnia che credo mi farà l'effetto che mi fece 'L'Alchimista', quando lo lessi ormai tanti anni fa: dopo qualche tempo mi si accenderà l'interruttore e diventerà, in qualche modo, mio.
☀️è stata una lettura davvero sorprendente! Non voglio raccontarvi nulla della trama, ma posso dirvi che tratta della rinascita della protagonista a partire da due morti significative: una fisica e una dell'anima. Da questa rinascita segue la nascita di una nuova vita. Una storia travagliata, raccontata con una scrittura davvero meritevole, all'insegna del coraggio e della forza. 🌈 vi consiglio davvero moltissimo questo romanzo, vi fa riflettere e capire che, nonostante problemi, anche gravi, dentro ognuno di noi c'è la forza necessaria per andare avanti e combattere 💪🏼 ed è anche fondamentale chiedere aiuto a chi ci vuole bene 🧡 Da Instagram @i_libri_di_chiara
Una storia profonda e spirituale, inizia con alcune scene che sanno di mistico, quando i protagonisti ricevono da uno sciamano un oggetto che sarà il centro della storia: un seme raro, da tenere sempre con sé. ⠀ Quando il destino gioca la sua carta, Hélène si ritrova sola ad affrontare un lungo viaggio in Africa, un viaggio che sarà molto bello quanto doloroso ma soprattutto la porterà a fare la scelta più importante della sua vita. ⠀ Un grazie all'autore per avermi permesso di conoscere la sua storia e grazie alla casa editrice per la disponibilità ⠀ Spero di avervi suscitato un po' di curiosità 📖
Giacomo ha saputo raccontare una storia (seppur all'inizio piuttosto surreale) veramente toccante. Mi sono chiesta più volte come un ventiquattrenne abbia potuto scrivere tutto ciò. Un libro schietto, scincero, senza peli sulla lingua,crudo e crudele. Descrizioni molto accurate e dettagliate, ma non pesanti e fa anche riflettere su situazioni che realmente accadono. L'autore è riuscito benissimo ad immedesimarsi nel corpo e nelle sensazioni di una donna, anche quelle più intime (e non posso specificare per evitare spoiler). Un grande esordio per questo giovane ragazzo!
Libro incredibile e sorprendente, la capacità narrativa dell’autore trasporta il lettore nella storia facendo vivere ogni istante e momento che caratterizza la vita dei protagonisti. Le tematiche non sono per nulla scontate e il romanzo contiene una maturità inaspettata. Una lettura decisamente consigliata, un ottimo libro per riflettere sulla vita e sul proprio percorso personale.
La vita, con tutte le sue sfumature e i suoi legami, compie spesso giri inaspettati e attraversa il tempo e lo spazio, colpendo, a volte, le persone in maniera travolgente, in vista di una vera e propria rinascita. Ed è quello che succede alla protagonista di questo romanzo, Hélène...
Un viaggio interiore di crescita, maturazione, di priorità ridiscusse...
Un viaggio di andata e ritorno verso gli affetti che troppo spesso diamo per scontati, non perché prima non né fossimo coscienti, ma anche e soprattutto perché prima, semplicemente, non eravamo pronti ad accoglierli...
Utilizzando la metafora del seme che si trasforma in un gigantesco baobab, simbolo di bontà e di venerazione in Africa, l'autore analizza lo scorrere del tempo e mette in evidenza come la forza di resistere di fronte alle difficoltà sia necessaria per trovare il coraggio di rialzarsi sempre.
Un libro intenso e carico di emozioni...
Un libro che mi ha letteralmente rapita ad ogni pagina...
Un libro scritto con tanta maestria e tanto cuore...
Ringrazio l'autore per avermi permesso di leggere il suo romanzo di esordio.
Un Baobab toccò il cielo dell'Africa Giacomo Pozzi. .. Due fratelli, James ed Helene, ed un incontro unico che ha segnato per sempre le loro vite. Uno viaggio affrontato da uno di loro che cambierà per sempre la propria vita. Tra paesaggi africani una storia di morte e di rinascita, di vita e di crescita, di dolore e di gioia. .. Molto bello questo romanzo che ho avuto modi di leggere in questi giorni. Un libro non scontato, molto profondo al di là della trama e della storia, l'autore ci regala, un messaggio importante tra le pagine di questo romanzo. Mi è piaciuto il modo di raccontare dell'autore, molto particolare e leggendo questo libro mi sono innamorata dei paesaggi descritti nel raccontare l'Africa fatta di sopravvivenza e di povertà. La storia mi ha colpito molto, una lettura non facile, a tratti anche cruda, ma cui viene tratto un messaggio di speranza. Dal male può nascere bene, dal dolore può nascere la vita. . Molto molto bello .. ⭐⭐⭐⭐1/2/5 ..
La trama di questo romanzo, scritto da un giovanissimo esordiente, mi ha piacevolmente stupito fin da subito. Mi aspettavo un racconto differente, che navigasse per approdare altrove, magari nel solito scritto banale e... invece no: l'autore ha saputo manovrare una forza narrativa ricca di dettagli, poesia e suggestioni, trascinando i miei occhi lungo le frasi, facendomi immergere all'interno delle immagini che esse erano in grado di evocare e nei colpi di scena taglienti e decisivi, geniali, che ne dettavano e scandivano il ritmo. Da lettore incallito mi permetto di dire - credendoci e supportandolo - che, nonostante la giovane età e una sola opera edita, l'autore in questione (Giacomo Pozzi) ha sicuramente le carte in regola per affrontare e crescere nel proprio percorso da romanziere, in quanto da quest'opera si evince quanto esso conservi in sé notevoli potenzialità narrative, che la mia curiosità e il mio personale gusto vorrebbero in futuro avere il piacere di conoscere.
La letteratura è piena di storie che raccontano legami indissolubili (o Voti Infrangibili per gli amici rowlinghiani): qualcuno valica barriere sociali, altri abbattono confini geografici, alcuni persino riescono nell’impresa di guadare lo Stige. Tra i narratori di queste storie poi, c’è chi ha il dono di toccare questi rapporti, veri e propri uragani emotivi, con delicatezza, senza dimenticarsi di fotografarne anche i tormenti: è il caso di Giacomo Pozzi e il suo romanzo d’esordio Un Baobab toccò il cielo dell’Africa ne è la prova inchiostrata. CONTINUA SUL BLOG!!!