Stefano "Stark" Uggeri, Philippe "Fill" Fillon, Josh "Vento" Davies, Enrique "Escualo" Celades sono i membri di una squadra di assassini professionisti. Non si fermano davanti a nulla per eseguire gli ordini dei loro superiori. Finché non accade l'impensabile: Stark diserta. La Regola impone che si suoi ex compagni lo uccidano: loro sono abili, ma lui di più, e ormai sono anni che lo braccano senza successo, in un mondo in cui grazie al teletrasporto ci si può muovere in ogni parte del pianeta istantaneamente. Ma ci sono ancora aree che non sono coperte dalla rete: sono chiamare "zone morte" e le persone che le abitano vengono considerate dei reietti. È in una di queste zone che succede qualcosa a Stark, qualcosa che lo convince a fermarsi e affrontare i suoi ex amici.
Una storia che parla di amicizia e di amore in un modo tutto particolare. Stark è un assassino professionista che si ritrova a dover fronteggiare i suoi vecchi colleghi e amici per via della "Regola", che impone la morte su chiunque abbandoni o tradisca l'organizzazione. Strark non ha tradito nessuno: semplicemente, ha deciso di scegliere un altro percorso per la propria vita, ma al Colonnello questo importa poco: perfino i vecchi colleghi di Stark si dimostrano piuttosto restii a dargli la caccia, ma la Regola è la Regola. E allora la storia prende una piega di conflitto sia esterno che interno, in un mondo coperto dalla Rete, un sistema che consente di teletrasportarsi quasi dappertutto; quasi, perché esistono anche le "Zone Morte", cioè zone distaccate dalla Rete e abitate da gente totalmente esclusa da tutto. È in una di queste zone che Stark incontrerà qualcuno, e quel qualcuno farà scattare in lui un meccanismo fino a quel momento inattivo: la resa dei conti non può essere rimandata in eterno. O Stark, o gli altri.
OPINIONE
Lo stile è conciso, con descrizioni puntuali e un'espressione dei concetti che lascia ampio margine all'immaginazione. Le scene scorrono bene e mi sento di dire che non ci sono punti "bassi" nella narrazione.
L'ambientazione è curata il giusto, ed è molto funzionale ai sentimenti dei personaggi, quasi come se fosse un loro specchio.
I dialoghi mi sono piaciuti molto: si sentono bene le voci di tutti i personaggi (è un modo di dire, eh, non è che sono allucinato... forse) e le battute sono naturali e scorrevoli, ma dense di significato.
Consiglio vivamente la lettura per gli amanti del thriller e della fantascienza!