Dario e Giordana hanno meno di quarant'anni, sono una coppia giovane, con una vita normale, alti e bassi, qualche gelosia, peccati più o meno segreti, momenti di felicità. Fino a che la loro vita non viene sconvolta da una tragedia: Giovanni, il loro unico figlio, muore, investito da un'auto. Per cercare di sopravvivere al dolore, decidono di trasferirsi a Sestola, sull'Appennino tosco-emiliano, dove Dario ha una casa di famiglia. In un luogo più appartato e silenzioso sperano di potersi lasciare alle spalle il lutto. Ma quella che trovano non è una comunità accogliente. Dietro ai sorrisi di circostanza degli abitanti di Sestola si nascondono bisbigli, sguardi di riprovazione, il rumore sommesso eppure inesorabile dei pettegolezzi. Così Dario e Giordana si isolano ancora di più nella loro casa ai margini del bosco. Le uniche presenze in grado di rompere la solitudine che li avvolge sembrano essere Federico, il proprietario dell'albergo vicino alla casa, poco più in là sull'unica strada battuta, e Helena, la sua bellissima moglie serba, che ha da poco avuto un figlio e sembra conoscere i segreti di erbe misteriose e rituali arcaici. E intanto piccoli fatti sempre più inquietanti, dettagli inspiegabili, strane immagini, suoni che non dovrebbero esserci, cominciano a spaventare Giordana e Dario, mentre l'autunno inizia a trasformarsi in inverno e a isolare Sestola dal resto del mondo...
Lulu' per RFS . Care Fenici, apprestandomi a fare questa recensione mi torna in mente la frase “una storia sbagliata” di una canzone di De André che mi risuonava leggendo questo libro. Queste parole riflettono perfettamente il romanzo e l’emozione che mi ha suscitato.
La vicenda narrata ha inizio con la morte di un bambino, una di quelle cose che ti auguri non accadano mai a te. Qualcosa di straziante che distrugge dentro una coppia di genitori, smarriti nel dolore mentre cercano di sopravvivere al terribile evento andando a rifugiarsi nella casa in paese del padre di lui, ormai morto.
Il dolore è straziante e inconsolabile in Giordana consumata dalla sua perdita, e la dolcezza e la tenerezza con cui Dario cerca di aiutare la moglie a ritrovare la forza di vivere sono commoventi. Eppure, come vi dicevo, questa è una storia sbagliata e l’affetto non avrà scampo sotto una neve rosso sangue.
I due coniugi riprendono la loro quotidianità nella nuova casa, fanno nuove amicizie e sembrano quasi riuscirsi, ma oscure ombre si muovono ai confini delle loro vite, echi di passati peccati che macchiano le loro esistenze macerandole da dentro fino al terribile epilogo che non ha il sapore della redenzione, ma solo il gelo di un’amara e sconcertante scoperta innaffiata da copioso sangue.
Ho odiato l’autrice per aver toccato una tematica così disturbante per una madre quale sono e per avermi fatta empatizzare con un personaggio che poi non avrà il riscatto che speravo.
L’ho odiata e amata per questo romanzo cupo, disperato, disturbante e inquietante, con la sua neve ossessivamente presente come sudario sulle vite dei personaggi.
Vi sono personaggi meravigliosamente caratterizzati a cui ti affezioni e che osservi con sgomento mentre le loro vite vanno in frantumi. La storia di Dario e Giordana ha qualcosa di malato come se il loro lutto avesse aperto una ferita che va intossicando tutto quello che loro sfiorano o con cui entrano in contatto.
Così accade a Federico e in particolare a Helena, donna dalle doti speciali e un potere arcano che le deriva dal suo sangue slavo, la cui vita viene irrimediabilmente stravolta dal momento in cui, con il marito, cerca di diventare amica dei due protagonisti.
Il paesino che è scenario della vicenda è un contorno silente come un paesaggio innevato da cui solo a tratti emergono personaggi sullo sfondo per poi svanire di nuovo nelle pieghe del dramma in atto.
L’evolversi della vicenda, che inizialmente presenta sfumature horror, con la casa paterna di Dario che sembra abitata da presenze oscure, l’ondeggiare emotivo dei protagonisti, la cui stabilità mentale non sempre è come appare e spesso li porta a non comprendere se sono vittime di allucinazioni o stati paranoici. Il loro enorme vissuto emotivo, alimentato dai segreti che a vicenda si tacciono, sono la benzina che alimenterà l’incendio finale per cui vi saranno una serie di omicidi che saranno la chiusura del romanzo e lo spunto attraverso cui ogni verità verrà svelata, anche se il mistero vero non sarà propriamente spiegato ma aleggerà come un impalpabile fantasma.
Un romanzo sbagliato perché disturbante e per questo pregevole. Un’autrice con un modo di narrare interessante e intrigante che sembra ben conoscere il lato femminile della vita anche nelle sue più cupe sfumature.
recensione a cura del blog "Libri Magnetici" by Anna M.
Salve a tutti Magnetici! Mentre sono qui a scrivere questa recensione sento ancora forti le emozioni che mi ha lasciato questo libro, una storia che mia ha travolta e che difficilmente riuscirò a lasciar andare. Già mentre leggevo la trama volevo conoscere di più e sono molto contenta di averlo richiesto, adesso cerco di raccontarvi qualcosa stando a tenta a non fare alcuno spoiler. I due protagonisti sono Dario e Giordana, una coppia che vive la sua vita che può tranquillamente definirsi una vita semplice, normale, con i soliti problemi che si possono riscontrare in una famiglia. Tutto però cambia quando perdono il loro unico figlio, e si sa, è un dolore fortissimo che nessun genitore dovrebbe mai provare, e anche Dario e Giordana soffrono tantissimo questa perdita, tanto da decidere di allontanarsi da tutto e tutti per cercare di ricominciare.
Fece qualche passo stentato dentro la nevicata, con un freddo abissale nelle ossa. Vagò lentamente fino a quell’altraneve. Poco prima di andare in mille pezzi. Prima di mettersi a urlare. Neve. Rossa.
Si trasferiscono a Sestola, ma non è proprio come si aspettano, gli abitanti sono particolari, se davanti si comportano in un modo, non si può dire la stessa cosa quando sono per conto loro, Dario e Giordana possono contare solo su pochi di loro per potersi fidare. In tutto questo cominciano anche ad accadere cose strane, senza quasi un senso, rischiando così di peggiorare ancora di più la situazione.
Le sue cose, la sua vita, tutto ormai gli sfuggiva di mano.
Non voglio aggiungere altro, spero però di avervi incuriositi, e decidiate di leggere questo libro che io consiglio assolutamente, sia che amiate il genere sia che vi stiate avvicinando. Ho trovato la trama assolutamente interessante e avvincente, sviluppata in maniera giusta, non si cade mai nel banale secondo me, i personaggi sono descritti alla perfezione e tutti, nessuno escluso, rimangono impressi nella memoria del lettore. La narrazione à chiara grazie ad uno stile di scrittura fluido, complimenti all’autrice per le descrizioni che ho apprezzato trovandole ben dettagliate, e per i colpi di scena al punto giusto. Un libro da leggere, come ho scritto già, mi raccomando Magnetici! A presto.
Ora, però, era tutta un’altra storia perché sapeva che qualcosa davvero non andava, nella sua testa; si era incagliato e non sapeva come fare a liberarsi. Liberarsi delle ombre. Di quei mostri. Di se stesso.
Recensire è più di una semplice passione. Si tratta di una vera chiamata alle armi, una necessità dalla quale traiamo un grande piacere ogni qualvolta il nostro occhio si posa sulle preziose carte di una nuova leva, noi bookbloggers di tutto il mondo. Perché prima d’essere recensitrici e recensori, noi siamo lettori: lettori che hanno elevato il proprio gusto personale creando, con un bilanciamento il più impersonale possibile tra soggettività e oggettività, un discrimine tra ciò che è davvero degno di attenzione e ciò che ha bisogno d’essere perfezionato e incoraggiato. Fortuna vuole che di norma ci ritroviamo a recensire libri veramente belli, scritti d’autori e autrici competenti. È questo il caso di Neve Rossa, scritta da Barbara Petronio e edita dalla Harper Collins. Definire questo piccolo gioiello in pochi termini non è affatto facile. V’è molta complessità, ricerca, passione, capacità d’intessere una trama “semplice” e di saperci ricamare attorno una lunga vestaglia nera, drappeggiata di pizzi e sottili veli argentei, per dare struttura ad un’estetica presentata a stretto avviso in maniera encomiabile. Non sarà affatto semplice restare lucidi e distaccati dalla realtà presentata. Dovrete prepararvi ad un’esperienza immersiva a trecentosessanta gradi. Barbara Petronio, già sceneggiatrice e volto noto della televisione e nel cinema, ci stupisce con un esordio letterario come non se ne vedevano da anni. Neve Rossa è un thriller paranormale, e già questo dovrebbe essere in grado di stuzzicare la fantasia di molti, ma attenzione: nessuna delle due parti prevale in maniera netta sull’altra. È un equilibrio perfetto, una danza macabra, un dondolio tra due poli in grado di creare una tensione al cardiopalma sotto un’apparente calma. Dario e Giovanna sono una giovane coppia che, dopo aver perso il figlio in un tragico incidente, cercano di far sopravvivere il matrimonio cambiando casa e cercando di rifarsi una vita a Sestola, un paese sull’appennino tosco-emiliano. Forse l’aria di montagna e il contatto con la natura avrebbe fatto loro bene, ma ecco la realtà dispiegarsi in maniera assai più cruda del previsto. Sestola è fatta di bisbigli, menzogne, pettegolezzi; Sestola è una comunità chiusa che emargina, isola, diffama. Non v’è pace per la coppia in lutto. Persino la loro casa sembra essere asservita a questa dinamica. Ogni strano rumore, ogni bisbiglio, ogni sfarfallamento delle luci conduce Dario e Giovanna a chiedersi continuamente se vi sia un qualcosa di sovrannaturale e inspiegabile attorno a loro. La scrittura pulita e professionale di Barbara Petronio dona un costante senso di morbosità, sottile come la lama di un coltello ma altrettanto incisiva nello schiudere la carne di noi lettori, giungendo fino alla nostra anima e, in un certo senso, toccandoci laddove ci sentiamo più al sicuro. Le chiare influenze tratte dalle opere di Stephen King non devono far pensare ad un’opera derivativa: Barbara Petronio ha davanti a sé una carriera che, senza alcuna paura, è da definire folgorante. Assolutamente da non perdere. So che questo consiglio ritorna spesso, ma fidatevi: siate protagonisti dell’esordio di un’autrice che ci auguriamo, in futuro, di sentir ancora parlare.
Una buona scrittura scorrevole, tutto è un susseguirsi di immagini ben raccontate e descritte. Sicuramente l'impronta televisiva della scrittrice si nota, ogni capitolo è una scena, un episodio. La quinta stella non me la sono sentita di darla, solo per una cosina che non posso spoilerare.
Molto bello...bellissimo finale. Adoro lo stile di scrittura e tutte le imprevedibilità e fenomeni paranormale che compaiono soprattutto perché non si sa se siano reali o meno ..molto bello!
Neve Rossa, esordio letterario di Barbara Petronio, bravissima sceneggiatrice di Diavoli e Suburra, scava dentro il rapporto di coppia, dentro l'animo umano e i suoi lati oscuri, in un'ambientazione cupa e ovattata come solo la neve sa creare. Nella vita di Dario e Giordana accade un evento terribile: la morte del figlioletto Giovanni e, dopo numero si tentativi di riprendere la loro vita in mano, provano a ricominciare altrove. Ma entrambi non sono più quelli di una volta, anche il piccolo paesino di montagna dove si rifugiano li guarda diversamente e la casa dove vivono comincia ad essere piuttosto inquietante. Con uno stile in crescendo, suspence e cambi di rotta, si arriverà ad un finale esplosivo, rendendoci conto che la mente umana è un luogo sconosciuto fatto di meccanismi ancora tutti da decifrare. Ben ochestrato l'impianto narrativo che riesce a farci apprezzare come i rapporti a due possono essere a tratti illusori, precari, intensi ma disfunzionali. A volte ci si illude che le cose stiano migliorando, stiano funzionando ma in realtà nella coppia siamo sempre entità distinte, siamo comunque sempre due singoli he privano a stare insieme face do errori e pagandone le conseguenze. "Era il sospetto di non essere amata e di sentirsi la causa di tutto: della sua insonnia, della sua mania di controllo, della necessità di rimettere in ordine un mondo che si era improvvisamente rovesciato sottosopra".
🏡Dario e Giordana, marito e moglie, vivono una vita abbastanza tranquilla insieme al loro unico figlio Giovanni.
🏡 Improvvisamente Giovanni, uscito da solo a giocare nel vialetto di casa, perde la vita investito da un'auto.
🏔️Il dolore che lacera gli animi di Diario e Giordana rende insostenibile continuare a vivere nella loro abitazione, così decidono di trasferirsi in un'altra casa di famiglia a Sestola, nell'appennino Tosco-Emiliano.
🗻 Purtroppo la comunità di Sestola si rivela poco accogliente, diffidente e ostica nei loro confronti.
🩸 Contemporaneamente piccoli fatti inspiegabili cominciano a verificarsi agli occhi di Dario e Giordana mentre la neve scende copiosa isolando il paese dal resto del mondo...
📖"Neve rossa" è un thriller con sfumature horror che inizia con il terrore più grande di un genitore: la perdita del proprio figlio.
📖 Barbara Petronio riesce facilmente a far empatizzare il lettore con i protagonisti, la loro straziante sofferenza e il loro affannoso tentativo di restare uniti sostenendosi a vicenda.
📖 Andando avanti con la vicenda vengono svelati gradualmente i segreti di Dario e Giordana: il loro rapporto diventa sempre più torbido e disfunzionale mettendo in discussione continuamente le certezze del lettore.
📖"Neve rossa" è un thriller cupo, inquietante, disturbante con fiumi di sangue dalla seconda metà in poi e un colpo di scena finale orchestrato alla perfezione.
Mi aspettavo decisamente di più da questo thriller. È tutto molto forzato, esagerato e quasi incredibile. Una coppia decide di andare a vivere in un paesino di montagna a seguito di un incidente mortale del loro unico figlio. Nonostante la chiusura degli abitanti del paese riescono a farsi degli amici che iniziano a frequentare. Nello stesso tempo iniziano ad accadere fatti inspiegabili ed inquietanti. Chi si nasconde davvero dietro questa coppia? Peccato perché la storia poteva avere davvero un bel potenziale ma l’eccessiva carica di fatti e la parte psicologica secondo me tirata ne fanno un libro mediocre.