Troppo ricchi per pagare. Almeno fino a quando un legislatore minimamente avveduto e coraggioso non si deciderà a introdurre una patrimoniale sulle ricchezze esagerate. Quelle che, se appena scalfite, non modificherebbero di una iota il tenore di vita dell’agiato tassato, e che, per altro verso, finanzierebbero un modicum di benessere in più per milioni di meno abbienti. E non tirate fuori, per cortesia, la manfrina del “merito” contro l’”ignavia” perché alcuni di questi giga-capitalisti lo sono grazie alla furbizia, altro che duro lavoro. Pensate ad esempio all’eccellente Musk che sfrutta per anni la normativa sui cosiddetti crediti verdi per avere bilanci in nero, o all’ineffabile Bezos che butta fuori dal mercato le imprese di cui vende i prodotti semplicemente con una spruzzata di dumping, ma solo dopo aver saccheggiato a piene mani i dati e le preferenze dei clienti. Staglianò riprende dunque Piketty e la sua idea di tassare non i redditi (che sono quasi sempre vicini allo zero) ma la ricchezza patrimoniale degli iper-ricchi. Rimarrà con ogni probabilità una bella idea, troppo dirompente perché qualche politico ne accetti le conseguenze in termini di voti.