Recensione completa sul ❤️ "Blog Romance Non-Stop"❤️
Cinzia La Commare scrive bene, mi ha emozionato, soprattutto divertita, la sua ironia è travolgente, mentre, accurata nelle descrizioni dei paesaggi, racconta una bella storia, quella in cui Margot Dumont sulle sponde del lago Trasimeno trova finalmente le sue radici.
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Margot è una ragazza semplice e concreta, si arrabatta in lavori precari - fa la cameriera a chiamata - mentre scrive - il suo libro giallo 𝙖𝙪𝙩𝙤 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖𝙩𝙤 𝙝𝙖 𝙨𝙪𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙤 𝙡𝙚 𝙘𝙞𝙣𝙦𝙪𝙚𝙘𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙧𝙚𝙘𝙚𝙣𝙨𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙚 𝙨𝙘𝙖𝙡𝙖𝙩𝙤 𝙡𝙖 𝙘𝙡𝙖𝙨𝙨𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙨𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙤𝙣𝙡𝙞𝙣𝙚 -. Con la madre Corinne - una patita delle canzoni italiane degli anni '60, '70 e '80 che ascolta a tutto volume cantando a squarciagola - vive a Parigi, in 𝙪𝙣 𝙖𝙥𝙥𝙖𝙧𝙩𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙖𝙨𝙨𝙤𝙢𝙞𝙜𝙡𝙞𝙖 𝙥𝙞ù 𝙖𝙡 𝙧𝙞𝙥𝙤𝙨𝙩𝙞𝙜𝙡𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙨𝙘𝙤𝙥𝙚 nel diciottesimo arrondissement, un quartiere ���𝙞𝙛𝙛𝙞𝙘𝙞𝙡𝙚, mentre sogna una casa nel sesto arrondissement, dove lavora.
Quando le arriva una lettera dall'Italia, decide di tornare a Isola Maggiore, sul lago Trasimeno: Aldo Mezzasoma è morto e, come ultima discendente della famiglia, un notaio l'aspetta per l'apertura del testamento.
Margot non è mai stata in Italia, aveva solo due anni quando la madre, allora una diciannovenne con il sogno di diventare una étoile dell’Opéra di Parigi, è fuggita portandola con sé e cambiando il proprio nome. Per tutti i venticinque anni della sua vita, per lo più errabonda, è stata nutrita dal risentimento di Corinne verso la famiglia d'origine, convinta che i nonni l'avessero rifiutata; è vissuta sognando un padre, per di più in ristrettezze economiche perché, appena giunte a Parigi, i sogni di Corinne si sono scontrati con la realtà.
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Margot è cresciuta molto in fretta seguendo la madre nei suoi viaggi con l'amore del momento, è da sempre la più saggia ed equilibrata tra loro.
In un ristorante incontra Damien, 𝙞𝙡 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙤𝙜𝙚𝙣𝙞𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝘾é𝙙𝙧𝙞𝙘 𝘿𝙚𝙗𝙤𝙞𝙨, 𝙪𝙣𝙤 𝙙𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙫𝙫𝙤𝙘𝙖𝙩𝙞 𝙥𝙞ù 𝙥𝙖𝙜𝙖𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙋𝙖𝙧𝙞𝙜𝙞 𝙚 𝙙𝙞 𝙘𝙪𝙞 è 𝙤𝙨𝙩𝙞𝙣𝙖𝙩𝙤 𝙖 𝙨𝙚𝙜𝙪𝙞𝙧𝙣𝙚 𝙡𝙚 𝙤𝙧𝙢𝙚. 𝘼 𝙨𝙤𝙡𝙞 𝙫𝙚𝙣𝙩𝙞𝙘𝙞𝙣𝙦𝙪𝙚 𝙖𝙣𝙣𝙞, 𝙞 𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙖𝙡𝙞 𝙡𝙤 𝙝𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙜𝙞à 𝙞𝙣𝙨𝙚𝙧𝙞𝙩𝙤 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙡𝙞𝙨𝙩𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝘾𝙞𝙣𝙦𝙪𝙖𝙣𝙩𝙖 𝙎𝙘𝙖𝙥𝙤𝙡𝙞 𝙙’𝙤𝙧𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙞𝙩𝙩à. Prima di partire, timorosa di ricevere in eredità solo debiti, è a Dam - l'amico al quale è fortemente legata e con il quale ha qualche volta condiviso il letto - che chiede consiglio.
L'eredità consiste nell’Albergo Isola, una struttura fatiscente alla quale è interessato da anni Ettore Spertini, capo di una holding nel settore alberghiero che intende convertirlo in hotel superlusso con casinò annesso.
Per poter firmare il contratto di vendita, Margot è però obbligata a trascorrere una settimana nella proprietà che ha ereditato, tempo durante il quale ha modo di conoscere i pochi, e quasi tutti ultraottantenni, abitanti di Isola che, pur detestando il cambiamento che il nuovo proprietario porterebbe alla loro vita tranquilla e sostenendola incondizionatamente, la trattano con affetto e attenzione, mentre prende coscienza della verità che riguarda la sua famiglia.
Nel momento in cui dovrebbe firmare il contratto di vendita, un nuovo senso di appartenenza al luogo in cui è nata, la scoperta di un amore mai conosciuto e l'atteggiamento dell'arrogante imprenditore la inducono a rifiutare l'offerta. Inevitabili le conseguenze. E’ in questo frangente che sulla sua strada appare Lorenzo Vitali, un affascinante architetto quarantenne, divorziato e con un figlio di sei anni, che si propone di aiutarla.
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Margot, buona e generosa nel profondo, è una giovane forte e determinata, molto orgogliosa e indipendente; supera le delusioni e affronta le difficoltà che la vita le impone, a partire dal complicato legame con la madre.
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Intanto, l’agente letterario Aline Corti fa pressione affinché firmi il contratto che le ha procurato con la 𝙀𝙙𝙞𝙩𝙞𝙤𝙣𝙨 𝙙𝙚 𝘽𝙧𝙚𝙨𝙨𝙤𝙣, la casa editrice più premiata di Francia.
Diffidente con gli estranei e per questo suscettibile, Margot tende a svalutarsi, ma c'è chi sa vedere oltre l'apparenza.
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È impreparata a quello che Isola le rivela.
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Né all'attrazione fortissima che prova per Lorenzo.
Ogni evento è però secondario perché a Isola Maggiore Margot trova la casa che ha sempre cercato, la famiglia che le è sempre stata negata: Dora, la bottegaia, e suo marito Alvise; Lupo Moretti, 𝙇’𝘼𝙧𝙘𝙝𝙞𝙩𝙚𝙩𝙩𝙤, con Elvira, sua moglie, e Anna, sua sorella, con il marito Vittorio, insegnanti in pensione, 𝙄𝙡 𝙋𝙧𝙤𝙛𝙚𝙨𝙨𝙤𝙧𝙚 𝙚 𝙇𝙖 𝙋𝙧𝙤𝙛𝙚𝙨𝙨𝙤𝙧𝙚𝙨𝙨𝙖; 𝙂𝙧𝙚𝙩𝙖, 𝙪𝙣𝙖 𝙧𝙖𝙜𝙖𝙯𝙯𝙖 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙖 𝙩𝙧𝙚𝙣𝙩𝙞𝙣𝙖 𝙪𝙣 𝙥𝙤’ 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙣𝙖, 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙚 𝙣𝙚 𝙨𝙩𝙖 𝙖 𝙨𝙚𝙣𝙤 𝙢𝙚𝙯𝙯𝙤 𝙨𝙘𝙤𝙥𝙚𝙧𝙩𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙖𝙡𝙡𝙖𝙩𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙛𝙞𝙜𝙡𝙞𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙚𝙧ò 𝙝𝙖 𝙙𝙪𝙚 𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙚 𝙢𝙚𝙯𝙯𝙤. 𝙏𝙧𝙚𝙣𝙩𝙖 𝙢𝙚𝙨𝙞, 𝙥𝙖𝙧𝙙𝙤𝙣! 𝘾𝙤𝙢𝙚 𝙞𝙡 𝙥𝙖𝙧𝙢𝙞𝙜𝙞𝙖𝙣𝙤!; Gionni, con la "i" che chiama tutte le donne 𝙎𝙩𝙚𝙡𝙡𝙖 e dipende dalla madre ottantenne Serafina, sarta e brava con il merletto; Duilio, 𝙞𝙡 𝙘𝙡𝙖𝙨𝙨𝙞𝙘𝙤 𝙧𝙤𝙢𝙥𝙞𝙥𝙖𝙡𝙡𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙥𝙧𝙞𝙣𝙘𝙞𝙥𝙞𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙘𝙪𝙞 𝙙𝙚𝙫𝙞 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙛𝙖𝙘𝙘𝙞𝙖𝙧𝙩𝙞 𝙩𝙪𝙤 𝙢𝙖𝙡𝙜𝙧𝙖𝙙𝙤 𝙖𝙡𝙡𝙚 𝙧𝙞𝙪𝙣𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙙𝙤𝙢𝙞𝙣𝙞𝙤, 𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙩𝙞 𝙗𝙖𝙩𝙩𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝙡’𝙚𝙨𝙥𝙚𝙧𝙞𝙚𝙣𝙯𝙖; Pietro Marchesi, 𝙇𝙤 𝙎𝙘𝙧𝙞𝙩𝙩𝙤𝙧𝙚 - ormai senza ispirazione scrive per noia articoli di nessun valore per il giornale di Isola -, che sprona Margot a realizzare i suoi sogni.
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Ogni personaggio, ben delineato, rappresenta un mondo antico, familiare, definisce il profondo legame tra gli abitanti di un borgo ormai quasi del tutto abbandonato, lasciato al ricordo degli anziani che lo vivono ancora. Mentre dal vecchio jukebox, trovato nel garage tra roba vecchia e ricordi, escono le mitiche canzoni anni '60, '70 e '80 - quell'epoca nostalgica e ormai lontana -, Margot prende coscienza di sé stessa e del legame che sente per il luogo in cui è nata e i suoi abitanti; nel momento in cui vive la sua più grande delusione, prende la decisione che cambierà la sua vita.
Dando voce alla sua protagonista, Cinzia La Commare trasporta il lettore in un'atmosfera molto particolare; io che ho vissuto in prima persona il periodo di successo delle canzoni che cita nel racconto, ho ricordato momenti importanti della mia infanzia e adolescenza e per questo la ringrazio, ma ognuno può viverli a modo proprio, anche coloro per i quali quegli anni sono troppo lontani, perché l'autrice è stata brava a riprodurli.
Il libro mi è piaciuto molto e sono contenta di poter consigliare la lettura di questa bella e insolita storia.