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La parola papà

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Si può diventare un papà senza averne avuto uno? Il protagonista di questa storia trascorre l’infanzia sognando il mondo visto dall’alto, quello dei bambini che hanno un padre che li prende sulle spalle, ma le sole risposte alle sue domande le trova tra le pagine dei libri. È così che, quando tocca a lui a diventare padre, pensa di poter fare i conti con il passato scrivendo a sua volta un romanzo.
Ma saranno proprio i figli – che coniano per lui l’ambiguo appellativo di “babba” – insieme ai detenuti di un carcere a spingerlo verso la soglia dove l’immaginazione osa incontrare la realtà e ciascuno si assume la responsabilità di vivere la sua storia fino in fondo.
Per questo il “babba” e i suoi tre bambini si mettono in viaggio tra la Via Emilia, la letteratura e la vita, alla ricerca di una parola che bisogna trovare il coraggio di pronunciare.
Cristiano Cavina scrive un romanzo di famiglia mettendone al tempo stesso in discussione i fondamenti. Grazie a una lingua viva, plasmata dall’urgenza, viaggia attraverso il gioco di specchi che trasforma un figlio in un genitore. E in queste pagine tenere e spietate si interroga insieme a noi sull’onestà della scrittura, sul potere della lettura, sulle narrazioni a cui affidiamo il compito di renderci le persone che siamo.

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Cristiano Cavina

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Adriano Pugno.
Author 2 books22 followers
March 11, 2022
Il mondo narrativo di questo romanzo risulta da subito asimmetrico, sghembo: il protagonista nasce senza un padre. Vive la sua intera esistenza in un mondo matriarcale, e pur essendo un professionista della parola, quasi un prestigiatore, non riesce a comunicare davvero con le donne che scandiscono la sua vita: la madre, la nonna, le compagne di letto e di avventura, le madri dei propri tre figli. E il protagonista, come un navigatore satellitare impazzito, deve continuamente ricalibrare il percorso, cambiare l’itinerario, ridiscutere la destinazione. E i bambini come soste sicure e insieme rallentamenti, traffico dell’anima.

Cavina, lo abbiamo detto, sperimenta con le parole. Con quello che dice e, soprattutto, non dice. Frasi spezzate a metà, come se non ci fosse bisogno di ribadire un moto dell’anima.

Ne parlo qui: https://www.tropismi.it/2022/03/09/29...
114 reviews2 followers
March 1, 2023
Scrittura secca, troncata fino all'eccesso, stile telegramma. Sembra che l'autore tenti di giustificare il protagonista in ogni occasione con la scusa di essere cresciuto senza padre. Si fatica a dare un senso a tutto, lettura che non lascia niente.
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